Oristano 2 settembre 2026
Cari amici,
Credo che nessuno, o,
comunque, pochissimi di noi, abbiano mai visto delle persone "così felici da
essere pienamente contente e appagate di quello che avevano"! Insomma, persone senza quel forte desiderio di avere molto di più di quanto già in loro possesso. Certo, amici lettori, desiderare
è naturale per l’uomo, in quanto sono i desideri a spingerci a crescere, a
sperimentare cose nuove, nell’idea di poter avere, domani, una vita migliore.
Il vero problema sorge, però, quando ciò che viene magari con fatica conquistato,
anche se prima appariva indispensabile, perde immediatamente valore, scatenando
una corsa infinita ad avere “sempre di più”.
Si, amici, nella gran
parte dei casi, siamo sempre insoddisfatti, pensando che ci manchi sempre qualcosa
per arrivare ad essere felici: può essere conquistare un lavoro migliore, possedere
più denaro, avere un bel riconoscimento per ciò che facciamo, oppure una vita
di relazione da protagonisti; insomma, una vita ben più luminosa e appariscente
di quella che viviamo. A mettere in evidenza questo nostro errato comportamento
è stato uno dei più grandi scrittori contemporanei: OSCAL WILDE. Oscar
Fingal O’Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre
1900), fu scrittore, poeta, drammaturgo e spirito libero della letteratura
europea fin-de-siècle.
Nei suoi scritti Oscar Wilde ci ricorda che la
felicità non vive, non si trova sempre in ciò che ci manca, ma in quel nostro “sguardo
nuovo”, capace di capire e amare ciò che abbiamo, che possediamo. Per Wilde «La
felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha»,
evidenziando in questo modo l’arte di non sprecare il presente! Questa sua frase
può anche sembrare semplicistica, ma contiene una riflessione profonda sul modo
in cui noi umani inseguiamo la felicità. Siamo spesso convinti che staremo bene
soltanto quando avremo raggiunto un obiettivo, ottenuto qualcosa di più o
cambiato una parte della nostra vita. Nel frattempo, però, rischiamo di
considerare il presente soltanto come una “sala d’attesa”.
Quella che portiamo avanti
è una corsa che in realtà praticamente non arriverà mai alla fine. Pensiamo che
ci manchi sempre un elemento decisivo per essere felici: un lavoro migliore,
più denaro, una relazione diversa, un riconoscimento o una vita apparentemente
più interessante. Wilde con la sua massima apparentemente semplice, non ci
invita alla rassegnazione! Accontentarci di ciò che abbiamo non significa cancellare
la nostra ambizione, significa, piuttosto, riuscire a dare valore a ciò che abbiamo
già, mentre continuiamo a costruire il futuro. Possiamo voler cambiare lavoro
e, nello stesso tempo, riconoscere ciò che abbiamo fatto fino ad oggi; possiamo
inseguire un nostro nuovo progetto di vita, senza disprezzare il percorso fatto
finora.
Essere obiettivi, essere
grati per ciò che abbiamo realizzato, non cancella l’ambizione! Anzi, riesce a
rendere la nostra vita più equilibrata, perché ci impedisce di vivere ogni
giornata con la sensazione di insoddisfazione, nel senso di vivere in maniera
incompleta. A renderci “Insoddisfatti” è l’abitudine. L’abitudine tende
a coprire tutto con una patina di normalità. Così iniziamo ad accorgerci
dell’importanza di qualcosa soltanto quando rischiamo di perderla o quando non
è più disponibile. Apprezzare ciò che abbiamo significa guardare di nuovo
dentro di noi, significa non aspettare l’assenza per comprendere la presenza,
né una perdita per riconoscere la fortuna che avevamo davanti.
Amici, questo non significa
ignorare i problemi o fingere che vada sempre tutto bene. Vuol dire evitare che
ciò che ci manca occupi l’intero nostro campo visivo, cancellando ciò che
invece continua a sostenerci. A volte non abbiamo bisogno di aggiungere
qualcosa alla nostra vita: abbiamo bisogno di tornare a vedere ciò che la
fretta, il confronto e l’insoddisfazione ci hanno fatto dimenticare. Oscar
Wilde ci invita indirettamente a riportare lo sguardo dentro la nostra
esperienza di vita. Non lasciamoci travisare dall’osservazione della vita degli
altri, viviamo al meglio la nostra!
Cari amici lettori, apprezziamo
sempre quello che abbiamo, smettiamo di essere insoddisfatti della nostra vita;
non aspettiamo il domani perfetto, la sicurezza assoluta o il momento in cui
ogni cosa sarà finalmente al proprio posto. Certo, il presente non è sempre
straordinario, è fatto di giornate ripetitive, piccoli impegni, gesti semplici
e momenti che sembrano non lasciare traccia. Eppure è proprio lì, nella
normalità, che si svolge la maggior parte della nostra esistenza. Tuti dovremmo davvero riflettere sull’importanza ed il valore della massima di Oscar Wilde!
A domani.
Mario








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