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domenica, gennaio 01, 2012

RISCOPRIAMO L’AGRICOLTURA. UNA PROPOSTA PROVOCATORIA : L’ORTO SOCIALE!


Oristano 1 Gennaio 2012

Cari amici,
oggi voglio fare con Voi una riflessione che è allo stesso tempo una provocazione. Lancio una proposta ai comuni del mio territorio.

L’idea non è mia ma di persone ben più lungimiranti di me. Ho letto di recente(ogni giorno amo trascorrere qualche ora a leggere, nell’immenso web, fatti, notizie o novità interessanti) che alcune amministrazioni pubbliche della nostra penisola, accorte e lungimiranti, hanno dato nuovo valore ai diversi terreni di proprietà, incolti o poco coltivati, con una inedita trasformazione. Niente di particolarmente innovativo nella forma ma diverso e “nuova” nella sostanza. Questi amministratori, che dalle proprietà terriere poco o nulla ricavavano, hanno deciso di affrancarsi dagli affittuari che versavano canoni vicini allo zero per le casse dell’amministrazione, rientrandone in possesso per dargli una nuova destinazione. Quale, Vi chiederete, il motivo di questa operazione? Ecco i fatti.

Come ben sappiamo non sono poche le amministrazioni comunali che nei secoli hanno accumulato discreti patrimoni terrieri che normalmente restano incolti o vengono dato in affitto per pochi denari a pastori o agricoltori che non solo li utilizzano sommariamente ma, soprattutto, spesso e volentieri non versano neanche il modesto canone richiesto. In tempi come questi, considerata la sempre più scarsa assegnazione di fondi da parte del Governo centrale, i Comuni trovano sempre più difficile sostenere adeguatamente la parte della propria popolazione bisognosa di assistenza. E’ in questo contesto che è nata la lungimirante idea di cui sto per parlarvi.

Come la statistica diligentemente e ciclicamente ci espone, il numero dei pensionati è in costante aumento, considerato anche l’allungarsi della vita media. In questo contesto non poche famiglie di pensionati, considerato l’ampio tempo libero, hanno da tempo trasformato terrazze e balconi in piccoli orti dove hanno iniziato a coltivare non solo fiori ma anche erbe aromatiche come basilico, alloro, rosmarino, timo e quant’altro.

La vita arida e solitaria della città, priva di contatti umani soddisfacenti, dove il rapporto con la terra è solo un sogno d’altri tempi, sembra trovare un netto miglioramento da questo nuovo approccio col mondo vegetale: il ricreato contatto con la terra è diventato un riappropriarsi di una manualità dimenticata, capace di produrre nuove e forti emozioni, che trasforma un vivere alienante e solitario in una nuova dimensione di amore e gioia per la natura. Trascorrere delle ore impegnati a curare un piccolo mondo vegetale è un riappropriarsi del contatto uomo-natura, è un vivere gioioso, allevando e curando altri organi viventi; un impegno capace di innescare, come un farmaco curativo, piacevoli sensazioni ed emozioni, oltre che positivi effetti benefici generali sull'organismo.

E’ partendo da tutto questo che alcune amministrazioni lungimiranti, considerati anche gli scarsi altri mezzi finanziari disponibili per venire incontro alle esigenze dei loro amministrati, hanno pensato ad un piano di sistemazione dei terreni di proprietà, dividendoli in piccoli lotti ed assegnandoli, a richiesta, alle varie famiglie disponibili a coltivarli per le proprie necessità alimentari personali. A me quest’idea è sembrata cosi semplice ed innovativa da essere considerata una specie di “uovo di colombo”, insomma proprio una bellissima trovata! Plaudo a queste pubbliche amministrazioni che, ben più accorte di tantissime altre, hanno percepito l’importanza ed il valore che potevano rivestire terre che, trascurate da decenni, erano diventate solo un peso.

Questi neonati “ Orti Sociali”, come comunemente sono stati chiamati, sono diventati per molti anziani e anche per non pochi giovani, una benefica valvola di sfogo, capace di colmare grandi solitudini ed anche di ricavarne piccole integrazioni di reddito. Orti diventati motivo di incontro tra giovani ed anziani ‘vicini di orto’, dove molti hanno ripreso a vivere e sperare, aumentando lo stato di salute (fare del movimento è migliorare la salute e fare prevenzione sanitaria), migliorando la socialità e ricreando antiche usanze di scambio di capacità e professionalità, legate alla terra ed al mondo agropastorale.

Riflettendo più a fondo penso addirittura che l’idea debba essere vista non solo in chiave di piccolo diversivo per gli abitanti delle Città ma trasformata in qualcosa di più concreto: una nuova agricoltura civica con forte connotazione anche sociale, complementare alla vera impresa agricola, e ad essa comunque connessa. Un’idea che, percorsa nei giusti modi, consentirebbe una importante opportunità di diversificazione dell’Impresa agricola.

La rivalutazione della terra, partendo proprio dalle ‘terre pubbliche’, credo debba tornare ad essere un obiettivo primario dell’intera Nazione.

Il ritorno alla valorizzazione delle campagne avrebbe scopi benefici a largo raggio: dalla migliorata difesa del territorio, dove i suoli abbandonati costituiscono un pericolo sempre più serio, alle cosi dette innovative “terapie verdi” (ortoterapia, onoterapia, ippoterapia, etc.) che potrebbero costituire nuove opportunità di valorizzazione e diversificazione dell’impresa agricola. L’agricoltura deve rivivere, partendo magari proprio dall’idea innovativa degli ‘orti sociali’. Tanti potrebbero essere, inoltre, i beneficiari della rinata agricoltura sociale: dai prima menzionati anziani soli, vera folla solitaria delle alienanti città, ai giovani privi di lavoro, dagli ex tossici ai detenuti da riabilitare, per arrivare ai nuovi immigrati che potrebbero evitare di vivere di espedienti.

Quella di ripartire dagli “Orti Sociali” è’ una proposta che da queste righe lancio a tutti i Comuni del mio territorio, partendo proprio dal mio Comune, quello di Oristano, che so già con certezza che di terre pubbliche ne ha in abbondanza. Spero che l’attuale Commissario, il Dr. Antonello Ghiani, possa condividere questa interessante idea e percorrerla con determinazione.

Riflettiamo, cari amici! Anche Voi che leggete, cari e fedeli lettori del mio blog, potreste fare la Vostra parte caldeggiando questa strada a chi di dovere, se pensate che sia giusta.

Vi saluto e Vi ringrazio dell’attenzione.

Mario


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