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mercoledì, novembre 13, 2013

INFANZIA E GENITORIALITA’: A QUASI UN QUARTO DI SECOLO DALLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE (UNCRC) SUI DIRITTI DELL’INFANZIA, A CHE PUNTO SIAMO?



Oristano 13 Novembre 2013
Cari amici, tra qualche giorno, il 20 di Novembre, cade il 24° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC), approvata nel 1989. L'adozione in quell’anno di quella indifferibile Convenzione Internazionale, fu una pietra miliare per il riconoscimento dei diritti dei bambini, fino ad allora mai presi in considerazione nella loro effettiva necessità di protezione. Per la prima volta i bambini non erano più considerati come “oggetti passivi”, che necessitavano di assistenza, ma piuttosto come “soggetti attivi”, parte attiva e coinvolta della Società, compartecipi delle decisioni da prendere.
Il tempo, capace di verificare col suo trascorrere la concreta applicazione delle leggi, passa inesorabile ed oggi, anche per questa Convenzione, dopo 24 anni è possibile verificare se qualcosa è cambiato nel mondo. Diagnosi, quella odierna, che dovrebbe mettere in luce se la convenzione in questi anni abbia trovato applicazione, sia stata rispettata, se i bambini siano oggi più protetti, rispettati, e si trovino più “a Loro agio”, seguiti in un ambiente protetto, senza alcun tipo di violenza fisica o psicologica. Poco o niente di tutto questo è successo nel mondo, se anche in Paesi sviluppati come il nostro resta ancora molto da fare: bambini e adolescenti vittime di violenza, all’interno ed all’esterno delle mura domestiche, sono ancora in gran numero.
La violenza, cari amici, ha molte facce. Essa può essere (e spesso lo è) celata e silenziosa all’interno delle teoriche protettive pareti domestiche, oppure evidente e brutale all’esterno, come chiunque di noi può accertare tutti i giorni; i giornali riportano costantemente notizie di abusi, sia nelle piccole che nelle grandi città: dagli asili alle scuole, dalle strade ai luoghi di ritrovo, con protagonisti minori o adolescenti (spesso poco più che bambini), oggetto di violenza fisica e psicologica, avviati sulla strada del vizio (droga e prostituzione) o della devianza, da adulti senza scrupoli. Violenza questa perpetrata, spesso, con la connivenza di chi, invece, avrebbe dovuto proteggerli. Adulti incapaci di nutrire sentimenti positivi verso i minori, soggetti aridi che volutamente o inconsciamente ignorano o calpestano i bisogni ed i problemi dei bambini, a partire proprio da quelli che avrebbero dovuto maggiormente proteggerli: i loro genitori. Le leggi non è che manchino: i diritti dei minori formalmente sono protetti, ma è necessario che le norme non rimangano soltanto delle “complesse leggi cartacee”, difficili da applicare, se non si da vita anche a quel necessario, ancorché complesso processo educativo, che dovrebbe riguardare chi è deputato alla protezione ed all’assistenza:  famiglie, scuola e società.
I recenti fatti di Milano (indagine del Tribunale sulle Baby prostitute  che si prostituivano ripetutamente a scuola anche solo per una ricarica o anche meno,  caso più noto come "ragazze doccia") e quelli recentissimi di Roma (la terribile storia di due baby prostitute, una ragazzina di 15 e  l’altra di 16 anni, che si prostituivano in un appartamento ai Parioli, indagine che ha accertato anche l’uso di droghe ed il coinvolgimento di persone adulte), gettano una luce sinistra, inquietante, non solo sui diritti violati dei minori ma anche su pesanti colpe ed omissioni, che gravano senza attenuanti sulle loro famiglie.
Cari amici, ho recentemente partecipato all’interessante iniziativa, portata avanti nella nostra città da SIL e CONFARTIGIANATO, con il progetto “Scuola Genitori 2013”. Scopo principale dell’iniziativa, aiutare i genitori ad educare nel modo giusto i figli. I genitori dovrebbero davvero, considerate le odierne difficoltà, tornare a scuola per imparare il mestiere di genitore! Le interessanti lezioni avevano proprio lo scopo di far riflettere sul difficile compito che grava su di Loro per l’educazione e l’indispensabile aiuto da dare agli adolescenti in crescita. Le Lezioni-conferenza tenute finora (in particolare quella di Don Mazzi e quella del prof. Albiero), sono state non solo interessanti ma certamente anche capaci di far fare, ai tanti genitori presenti, una seria riflessione. Una delle riflessioni più importanti, fatta dal docente è stata quella sulla fragilità del loro cervello che raggiunge, a tappe diverse, la maturità. Nei periodi intermedi i giovani hanno bisogno di un sostegno più forte e dedicato, proprio per questa carenza. “Per capire l’adolescente è fondamentale conoscere il cervello dell’adolescente”, ha sostenuto nella Sua dotta lezione il prof. Albiero, ribadendo che il cervello dell’adolescente non nasce “pronto all’uso”, ma si auto costruisce giorno dopo giorno, fino a raggiungere il suo completamento nella maggiore età. Ecco allora, chiaramente evidenziata, la necessità di accompagnare, quasi prendere per mano, l’adolescente nel suo percorso di crescita.
Le tristi vicende prima menzionate (i fatti di Milano e Roma) non sono che la punta di un iceberg: in Italia e nel resto del mondo le violazioni su bambini e adolescenti (costituite non solo di mancato aiuto e supporto, ma addirittura di incentivo alla violazione dei loro diritti), sono evidenti e sulla bocca di tutti. Credo che si possa e si debba fare di più: anche ”rieducando gli educatori”! Genitori, insegnanti, e contesto sociale, vanno sollecitati a riprendere con decisione l’esercizio dei loro doveri: cercando di ripristinare, ognuno nel proprio campo, quell’indispensabile “dovere-potere” educativo, che nel tempo si è notevolmente affievolito.
I bambini sono il futuro del mondo, ma i loro diritti sono ancora troppo spesso negati e calpestati. La giornata internazionale dei diritti del fanciullo, il cui anniversario cade tra qualche giorno, il 20 di Novembre, intende ricordarlo a tutti, cercando di mantenere alta l’attenzione sull’infanzia, non solo in questa ricorrenza ma tutti i giorni dell’anno. E’ tempo che i diritti dei bambini e dei ragazzi non vengano solo enunciati, ma resi concreti, attraverso azioni che contrastino la crescente indifferenza nei confronti di una carente, se non addirittura assente, politica dell'infanzia.
I giornali, per i clamorosi fatti recenti, continueranno a bombardarci, per giorni e giorni, ricamando e cucendo ipotesi e teorie in un gossip costante, continuando quel sottile gioco perverso, dannatamente pericoloso, perché, coinvolgendo minori fragili, vittime della nostra volontaria o involontaria indifferenza, può creare emulazione. Smettiamola di alimentare la nostra malcelata curiosità che gode del male altrui, se quel male non ci tocca! Facciamo in modo di responsabilizzarci maggiormente: tutti siamo chiamati a farlo, nessuno escluso, perché ciascuno di noi può e deve fare quanto  è nelle sue possibilità. Spesso anche una parola, detta nel modo giusto e al momento giusto a chi di dovere, può fungere da deterrente ed avere un sicuro effetto.
Grazie dell’attenzione.
Mario

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