mercoledì, aprile 26, 2017

ENERGIA DALLA LUCE: LA RECENTE SCOPERTA ITALIANA CHE HA CREATO LA PRIMA CELLULA ARTIFICIALE IN GRADO DI PRODURRE ENERGIA DAL SOLE.



Oristano 26 Aprile 2017
Cari amici,
Che il futuro energetico sulla terra passi dall’utilizzo della luce del sole è ormai una certezza: i combustibili fossili hanno fatto il loro tempo (tra l’altro risultano molto inquinanti) e il futuro vede in prima linea, come motore del mondo, il sole e l’immensa energia che esso è in grado di generare. Nel mondo sono ormai tanti gli studi che sono stati avviati in questa direzione: nelle maggiori università fervono esperimenti sempre più avanzati in grado di fare scoperte straordinarie; in questo campo l’Italia, prendiamone atto, non è certo seconda a nessuno.
Punto focale alla base degli studi e delle ricerche energetiche, è scoprire il sistema capace di ricreare artificialmente il processo naturale della fotosintesi, meccanismo che da tempo immemorabile è messo in atto dalle foglie delle piante, attraverso il quale esse trasformano la luce in energia vitale. Già 3 anni fa, nel 2014, il prof. Julian Melchiorri, del Royal College of Art, giunse ad un risultato scientifico interessantissimo: la realizzazione di una foglia artificiale, biologicamente funzionante. La foglia creata da Melchiorri conteneva dei cloroplasti, elementi capaci di supportare la fotosintesi. Praticamente la foglia artificiale da lui creata era in grado di rilasciare ossigeno, utilizzando anidride carbonica, acqua e luce.
La soluzione trovata dal professore può considerarsi il primo concreto utilizzo di materiale fotosintetico, costituito da materiale biologico, capace di "respirare" come una foglia. In un futuro forse non troppo lontano, la scoperta di questa “foglia artificiale”, oltre a fornire ossigeno dove questo fosse mancante (come ad esempio durante le spedizioni nello spazio), potrebbe essere utilizzata anche negli edifici cittadini, inserendone un sottile strato all'interno, in modo da poter avere a disposizione una fonte d'aria pulita.
Ora, però, uno studio tutto italiano è riuscito ad andare oltre, facendo un ulteriore importante passo avanti: la costruzione di cellule interamente artificiali capaci di generare energia. Lo studio italiano può considerarsi il primo ad aver realizzato una “centrale elettrica” utilizzando delle cellule sintetiche, un gruppo di molecole capaci di ricreare la fotosintesi, trasformando così la luce in energia chimica. L’importante scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Fabio Mavelli ed Emiliano Altamura, dell'Università di Bari. Lo studio, pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) rappresenta un importante traguardo per arrivare alla costruzione di cellule interamente artificiali.
"Abbiamo ricostruito - ha spiegato Fabio Mavelli - all'interno di strutture artificiali, dei 'gusci' molto simili alle membrane cellulari, l'insieme delle proteine che sono alla base della fotosintesi, il meccanismo usato in alcuni esseri viventi per convertire l'energia luminosa in energia elettrica". L’interessante scoperta, supportata anche dalla collaborazione con l'Istituto per i Processi Chimico-Fisici e Istituto di Chimica dei Composti Organo metallici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), segna un importante passo in avanti per realizzazione in laboratorio di cellule artificiali. "Si tratta per ora - ha proseguito Mavelli- solo di uno dei passaggi cruciali usati nelle cellule per la produzione di energia chimica dalla luce, ma stiamo già lavorando ai prossimi passi e puntiamo ad arrivare a protocellule capaci di sintetizzare Atp, ossia la molecola usata in natura per veicolare l'energia".
Cari amici, riuscire a ricreare le protocellule, quelle contenenti la proteina naturale responsabile della fotosintesi, quello straordinario processo di conversione della luce in energia chimica indispensabile per la vita del nostro pianeta, sarà in futuro di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Le protocellule sintetizzate dallo studio in via sperimentale sono delle vescicole lipidiche delle dimensioni delle cellule naturali, ma con una struttura di gran lunga più semplice, che vengono utilizzate anche per studiare le caratteristiche delle forme cellulari primordiali presenti 3.5 miliardi di anni fa all'origine della vita sulla Terra.
"Per la prima volta – ha sottolineato Mavelli - è stato possibile osservare direttamente al microscopio la conversione di energia luminosa in energia chimica, realizzata grazie a molecole naturali e compartimenti artificiali assemblati in laboratorio. Già questo è un risultato significativo, perché finora erano state realizzate soltanto osservazioni indirette su strutture di dimensioni nanoscopiche, quindi molto più piccole delle cellule reali".
Ma sarà possibile arrivare a realizzare cellule completamente artificiali, e in quali tempi? Per ora è difficile stabilirlo. "Al momento è ancora fantascienza”, dice lo scienziato, anche se le possibilità esistono. Una delle future applicazioni potrebbe essere quella in campo medico: produrre cellule da inserire nel corpo umano, progettate ad esempio per sintetizzare farmaci, in presenza di serie patologie.
Cari amici, con la creazione di cellule sintetiche come quelle prima evidenziate si riuscirebbe finalmente a comprendere, almeno in parte, i segreti che 4 miliardi di anni fa hanno permesso la nascita della vita sulla Terra. “Oggi è ancora fantascienza – ripete ancora ai Media che lo interrogano il professor Mavelli – ma uno degli obiettivi è quello di produrre cellule da inserire nel corpo umano e dotarle di una sorta di 'intelligenza', ossia renderle capaci di capire in autonomia cosa fare ad esempio quando si trovano davanti a un tumore e agire di conseguenza per sconfiggerlo”.
Chissà cosa ci riserverà ancora il futuro….
A domani.
Mario

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