Oristano
26 Aprile 2017
Cari amici,
Che il futuro
energetico sulla terra passi dall’utilizzo della luce del sole è ormai una
certezza: i combustibili fossili hanno fatto il loro tempo (tra l’altro
risultano molto inquinanti) e il futuro vede in prima linea, come motore del
mondo, il sole e l’immensa energia che esso è in grado di generare. Nel mondo
sono ormai tanti gli studi che sono stati avviati in questa direzione: nelle
maggiori università fervono esperimenti sempre più avanzati in grado di fare
scoperte straordinarie; in questo campo l’Italia, prendiamone atto, non è certo seconda a
nessuno.

La soluzione trovata
dal professore può considerarsi il primo concreto utilizzo di materiale fotosintetico,
costituito da materiale biologico, capace di "respirare" come una
foglia. In un futuro forse non troppo lontano, la scoperta di questa “foglia
artificiale”, oltre a fornire ossigeno dove questo fosse mancante (come ad
esempio durante le spedizioni nello spazio), potrebbe essere utilizzata anche negli
edifici cittadini, inserendone un sottile strato all'interno, in modo da poter
avere a disposizione una fonte d'aria pulita.


Cari amici, riuscire a
ricreare le protocellule, quelle contenenti la proteina naturale responsabile
della fotosintesi, quello straordinario processo di conversione della luce in
energia chimica indispensabile per la vita del nostro pianeta, sarà in futuro
di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Le protocellule sintetizzate dallo
studio in via sperimentale sono delle vescicole
lipidiche delle dimensioni delle cellule naturali, ma con una struttura di
gran lunga più semplice, che vengono utilizzate anche per studiare le
caratteristiche delle forme cellulari primordiali presenti 3.5 miliardi di anni
fa all'origine della vita sulla Terra.
"Per
la prima volta – ha sottolineato Mavelli - è stato possibile osservare direttamente
al microscopio la conversione di energia luminosa in energia chimica,
realizzata grazie a molecole naturali e compartimenti artificiali assemblati in
laboratorio. Già questo è un risultato significativo, perché finora erano state
realizzate soltanto osservazioni indirette su strutture di dimensioni
nanoscopiche, quindi molto più piccole delle cellule reali".
Ma sarà possibile
arrivare a realizzare cellule completamente artificiali, e in quali tempi? Per
ora è difficile stabilirlo. "Al momento è ancora fantascienza”, dice lo
scienziato, anche se le possibilità esistono. Una delle future applicazioni
potrebbe essere quella in campo medico: produrre cellule da inserire nel corpo
umano, progettate ad esempio per sintetizzare farmaci, in presenza di serie
patologie.
Cari amici, con la
creazione di cellule sintetiche come quelle prima evidenziate si riuscirebbe
finalmente a comprendere, almeno in parte, i segreti che 4 miliardi di anni fa
hanno permesso la nascita della vita sulla Terra. “Oggi è ancora fantascienza –
ripete ancora ai Media che lo interrogano il professor Mavelli – ma uno degli
obiettivi è quello di produrre cellule da inserire nel corpo umano e dotarle di
una sorta di 'intelligenza', ossia renderle capaci di capire in autonomia cosa
fare ad esempio quando si trovano davanti a un tumore e agire di conseguenza
per sconfiggerlo”.
Chissà cosa ci
riserverà ancora il futuro….
A domani.
Mario
Nessun commento:
Posta un commento