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venerdì, febbraio 17, 2012

ASSOCIAZIONE TURISTICA “PRO LOCO” DI ORISTANO: OLTRE MEZZO SECOLO AL SERVIZIO DELLA CITTA’.


Oristano 17 Febbraio 2012

Cari amici,

oggi parliamo della Pro Loco di Oristano.

La sua è una lunga storia, avendo già superato da qualche anno il mezzo secolo di vita. E’ un omaggio che, da socio, voglio fare a questa Associazione che fin dai primi anni del dopoguerra cerca di valorizzare le risorse di Oristano e del suo territorio. Ecco la sua storia.

Se volessimo fare insieme un viaggio a ritroso nel tempo, un “viaggio della memoria”, su una città come la nostra, Oristano, partendo dagli anni del dopoguerra, possiamo senz’altro farlo attraverso una struttura importante del territorio, quella della “Pro Loco”, che, grazie a cittadini illuminati e lungimiranti, nasce ad Oristano nel lontano 1954.

Come scrisse Beppe Meloni nel 2004, nella preparazione di un libro-ricordo per i “50 ANNI DELLA PRO LOCO DI ORISTANO”, che intendeva ricordare agli oristanesi la lunga e laboriosa ripresa del dopoguerra, libro che poi, per ragioni economiche non riuscì a vedere la luce, gli effetti sanguinosi dell’ultimo conflitto, risparmiarono in parte Oristano, se messi a confronto con quelli patiti da Cagliari. “ … La guerra ha soltanto sfiorato Oristano e la città l’ha vissuta quasi come un’eco lontana. Forse è stato l’intervento miracoloso della Vergine del Rimedio a preservarla da lutti e distruzioni. Quel che conta è che la grande diga, bersaglio preferito degli aerosiluranti nemici e incubo costante per le popolazioni della valle del Tirso e della città di Oristano ha tenuto, con grande sollievo di tutti…”. Cosi scriveva Beppe nei ricordi del libro.

La ripresa, comunque, non fu facile. La città, attraverso i suoi uomini migliori, cercò di riavviare le attività, fermate a lungo dalla guerra, creando i presupposti per farle ripartire. La Regione sarda, forte della sua autonomia, muove i primi passi nella Sardegna post bellica e post fascista , portando avanti con coraggio l’opera di ricostruzione morale e materiale dell’Isola; in questo contesto anche a Oristano cerca di fare orgogliosamente la sua parte. Ad Oristano, sempre succube del potere di Cagliari, scoppia in quegli anni la voglia di autonomia, la volontà di contare di più nel contesto regionale. In questa direzione Oristano si muove, cerca di affrancarsi dalla tutela e spinge sull’acceleratore: Oristano deve diventare provincia autonoma. Questo slogan diventerà la battaglia più importante, quella decisiva, per il futuro del territorio oristanese. Scrive ancora Beppe Meloni sul libro prima citato:

“…Ed è cosi che nasce il ‘’Comitato per l’istituenda quarta provincia sarda ‘’ con capoluogo Oristano . Del quale fanno parte esponenti di tutti i partiti politici . In testa Alfredo Corrias, vessillifero di questa sacrosanta rivendicazione, Lelio Muretti di Cuglieri, Giovanni Canalis, Piero Sotgiu, Salvatore Manconi, Cenzo Loy, Fulvio Sanna, Antonio Pinna Spada, Angelo Corronca, Bruno Stiglitz, Alfredo Torrente, Pierino Pinna, Raimondo Fara, Alessandro Ghinami, Geppetto Loffredo, Pietro Riccio, Mariano Murru, Romolo Concas e tutti i sindaci del circondario. Come si legge in uno dei primi opuscoli di oltre venticinque pagine, stampato dal Comune di Oristano, <<’ragioni storiche, geografiche, demografiche, economiche, politiche e amministrative, designano Oristano come sede del Capoluogo della quarta provincia sarda… >>.

La battaglia è lunga e difficile, ma Oristano non si arrende. Alle prime bocciature in campo nazionale, non si desiste, si torna alla carica e, finalmente, dopo molte lotte nel 1974 la nuova provincia fu istituita ufficialmente.

Nell’attesa che la lunga battaglia per la nascita e la costituzione della nuova Provincia di Oristano, autonoma da quella di Cagliari, abbia termine, gli uomini politici ed i gruppi che combattono per valorizzare la città ed il suo territorio non stanno inattivi ma lavorano, creano opportunità. In quegli anni ’50 l’impegno per la ripresa fa già intravedere le potenzialità turistiche del territorio che bisogna sfruttare. Ecco, allora, che un gruppo di illustri e volenterosi cittadini si organizza per realizzare anche ad Oristano una struttura che si occupi di turismo. Nasce cosi, nel 1954, “ L’ASSOCIAZIONE TURISTICA ARBORENZE”, l’ A.T.A., antenata della attuale PRO LOCO.

Questi, in un documento dell’epoca i soci promotori:

Primo Presidente della neonata associazione è l’ing. Rodolfo Manni.

Quattro gli obiettivi principali che l’A.T.A. si propone:

1- La valorizzazione della “SARTIGLIA”,

2- La sistemazione ed apertura al pubblico dell’”Antiquarium Arborense”,

3- La valorizzazione del sito archeologico di “Tharros”.

4- L’organizzazione di Convegni e Mostre, che reclamizzino la Oristano che produce.

Sono obiettivi importanti che l’A.T.A. cercherà immediatamente di concretizzare.

Nel 1956 la presidenza viene assunta dal dr. Gino Carloni, a cui seguirà, nel 1960 la presidenza del dr. Salvatore Manconi. Manconi nella sua lunga presidenza durata oltre vent’anni, riuscirà a valorizzare soprattutto la manifestazione della Sartiglia, che ormai ha raggiunto connotazioni non solo sarde ma nazionali, varcando il Tirreno. L’associazione, inoltre, inizia a realizzare annualmente mostre di artigianato sardo, ed a migliorare la struttura dell’Antiquarium Arborense e la fruibilità di Tharros.

Nel 1981 ne assume la presidenza Luciano Loddo, che si dedica in modo totale all’Associazione Si può sostenere, senza tema di essere smentiti che Luciano “sposa” l’associazione. Sotto la sua presidenza la Sartiglia diventa la manifestazione in assoluto più importante di Oristano. Luciano “vive” per la Sartiglia, come fosse qualcosa ormai parte del suo DNA. Una morte prematura lo sottrae alla sua creatura, lasciando in tutti un vuoto incolmabile. Di questo suo amore resta un libretto, un sonetto, che è un inno alla sua creatura e che ce lo ricorderà sempre.

Gli succede alla presidenza, nel 1992, Giorgio Colombino, suo affezionato allievo, che raccoglie il testimone e caparbiamente prosegue, con grande determinazione, sulla strada tracciata da Luciano Loddo.

Sono anni di crescita ulteriore, questi ultimi, per l’associazione che cerca di portare Oristano al livello delle più importanti PRO LOCO nazionali.

L’associazione entra a far parte dell’ UNPLI ed il suo presidente Colombino diventa uno dei componenti del Direttivo nazionale. Ai principali obiettivi iniziali la Pro Loco ha ora aggiunto altri traguardi: concorsi e mostre, teatro e cinema, valorizzazione delle produzioni di ceramica e legno, vini, dolci e altre produzioni artigianali. E’ un modo per dare fiato ad un’economia che arranca, soprattutto quella artigiana, che stenta a farsi strada, a stare dignitosamente sul mercato.

Anche gli obiettivi principali sono sempre seguiti con attenzione e migliorati, soprattutto la Sartiglia. Per molti anni la Sartiglia è stata il fiore all’occhiello della Pro Loco oristanese. E’ in questo periodo che, proprio per creare continuità tra la Domenica ed Martedì di Carnevale, viene ideata la “Sartiglietta” del Lunedì, riservata ai ragazzi che, sui cavallini della Giara (grande sponsor il Signor Casu, del Giara Club) fanno “l’apprendistato”, per entrare, poi, a pieno titolo nella giostra di primo livello. E’ un’idea geniale, che consente al flusso turistico di godere appieno, per tre giorni, di una manifestazione prestigiosa. Non tutto, però, è destinato a girare per il meglio.

Come in tutte le famiglie che si rispettino le discussioni, le tensioni e le incomprensioni non sono mai mancate. Il lungo feeling tra Comune e Pro Loco, col tempo perse di spessore. Il felice connubio tra i due Enti, l’Associazione Cavalieri ed i due Gremi (quello dei Falegnami e dei Contadini), che per tradizione portano avanti da oltre 500 anni la Sartiglia, non rimane compatto. Tra batti e ribatti, dispetti ed incomprensioni, per motivi sicuramente estranei agli scopi istituzionali delle Associazioni, si sancisce il divorzio della Sartiglia dalla Pro Loco.

Viene costituita la “FONDAZIONE SARTIGLIA”, con lo scopo dichiarato di occuparsi in modo esclusivo alla giostra, diventata, ormai un fatto non solo nazionale ma internazionale. Il fatto che nella nuova struttura non sia stata inclusa, come socio, la Pro Loco, ha certamente fatto pensare.

La Pro Loco, spogliata del suo compito più importante, vede, di colpo, vanificarsi tutti gli sforzi precedenti. La nuova struttura, come tutte le nuove creazioni, ha faticato e fatica a portare avanti i suoi compiti, senza potersi avvalere dell’esperienza dei predecessori. Dividere non è mai positivo, serve solo a creare rancori, ripicche, peggiorando quello che in apparenza si vorrebbe migliorare. Cosi è stato, comunque.

Quest’anno si mormora che la “Fondazione” sarà riformata e che entrerà a farne parte anche la “Pro Loco”, precedentemente esclusa in toto dall’importante manifestazione. Quello che doveva essere fatto subito, forse, si farà oggi. Con la speranza che, anche se in ritardo, si rimettano insieme forze importanti.

Siamo a Febbraio, mese che per Oristano significa soprattutto SARTIGLIA. La Speranza è che sia l’ultima delle edizioni dei “separati in casa”, e che già da quella del prossimo anno, si possa tornare a quella unione tra tutti gli Enti che in passato l’hanno organizzata, anzi, coinvolgendo anche altre Istituzioni ove possibile.

Se ci ricordassimo che le strutture pubbliche sono nate con il fine ultimo di servire la Comunità, e non per soddisfare interessi particolari, forse, certe cose non sarebbero mai avvenute.

La Pro Loco di Oristano, merita, dopo oltre mezzo secolo di militanza, di continuare a servire Oristano ed il suo territorio, con quella competenza, quella passione, quell’amore che chi si è avvicendato alla sua guida le ha sempre dedicato.

AUGURI PRO LOCO DI ORISTANO !

Mario

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