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giovedì, settembre 08, 2011

IL " VARIABILE" CONCETTO DI MORALE: DAI CALENDARIETTI PROFUMATI DEL BARBIERE, ALLA TOTALE LIBERTÀ DI INTERNET.


Oristano 8 Settembre 2011
Come cambiano i tempi!

Quand’ero ragazzo il sesso, almeno fino all'età dei 16 anni, era proprio un pianeta sconosciuto. Certamente la causa non era una sola. Dall'informazione all’alimentazione, abbastanza scarsa e poco equilibrata, tutto contribuiva a tenere il problema sessuale in un’aura di mistero e di tabù. Quando si toccava, per le ragioni più svariate, questo argomento i “grandi” controllavano attentamente che nei paraggi non ci fossero orecchie indiscrete. Era un sommesso sussurrare, sopratutto quello delle comari, che con grande attenzione, quasi da segreto militare, si scambiavano le novità: fossero nuove gravidanze, tradimenti o altro. Per noi ragazzi il mondo del sesso era davvero una galassia tra le meno conosciute.

La rigida separazione, poi, del mondo maschile da quello femminile certo non agevolava: banchi separati in Chiesa ed a scuola ed inoltre locali pubblici praticamente 'vietati' alle donne non accompagnate, dove una donna nubile difficilmente metteva piede se non accompagnata da un uomo di famiglia. Le poche notizie che noi ragazzi riuscivamo a carpire su questo argomento 'tabù' erano quelle che gli adulti si scambiavano dal barbiere. Noi con grande furbizia e facendo finta di giocare sostavamo a portata d’orecchio della barberia, che nei mesi caldi restava quasi sempre a porta aperta. Gli uomini si scambiavano confidenze sulle beltà e bontà delle donne e delle ragazze del paese, cosi come erano grande argomento di conversazione le performances da loro effettuate con le donnine delle ‘case’, allora ancora aperte, ad Oristano. Per noi ragazzi, allora, era questo un gossip di estremo interesse e che faceva salire a mille i giri della nostra fantasia.

L’unica barberia presente in paese era davvero il più importante punto di riferimento e di incontro per gli adulti maschi: in second’ordine venivano il bar (su zilleri), il sarto ed il ciabattino. Il barbiere restava, però, il numero uno per una particolare ragione: aveva ben occultate nei cassetti, accuratamente coperte da teli bianchi o asciugamani, le riviste ‘hard’ di allora che, chissà in che modo, riusciva a procurarsi, forse a Cagliari, dove le edicole vendevano anche le sexy riviste dell’epoca.

La figura del barbiere in quegli anni oscuri del dopoguerra era importante: i suoi compiti non erano limitati al taglio dei capelli ed alla rasatura delle barba ma doveva occuparsi di ben altro.

I suoi compiti, in un centro come Bauladu, dove non c’era neanche il medico che veniva da Milis, in bicicletta, solo per i casi veri di urgenza, erano i più svariati, assommando anche quelli che oggi sarebbero riservati ad un infermiere professionista. A domicilio faceva le “punture”, ovvero le iniezioni intramuscolari, metteva le sanguisughe (pratica allora molto in auge per far abbassare la pressione sanguigna), praticava incisioni per curare ferite, foruncoli o varie affezioni della pelle ed infine si occupava della preparazione del corpo dei morti.

Il barbiere, Peppino, aveva bottega in piazza di Chiesa. Il suo locale era frequentato a tutte le ore da giovani ed anziani. Si entrava in barberia come in un luogo deputato agli incontri: per sapere le novità, per aggiornarsi sui fatti del giorno o per aggiungere una 'nuova' notizia ancora oscura per molti, per una ironica e pungente battuta su qualcuno o per leggere una delle poche riviste che allora circolavano: Epoca, la Domenica del Corriere con il Corriere dei Piccoli e Topolino per i ragazzi.

Le donne non frequentavano il locale se non per accompagnarvi i bambini nelle rare volte necessarie (Cresime, Prime Comunioni o partecipazione a matrimoni) e per richiedere le altre mansioni svolte dal barbiere, quelle infermieristiche. La moda, allora, per le donne non prevedeva tagli particolari di capelli e anche le ragazze si ‘aggiustano’ la chioma in casa con l’aiuto dei familiari.

Questa presenza nel salone "Barberia" quasi esclusivamente al maschile, consentiva ai frequentatori l’uso di un linguaggio molto aperto, soprattutto di carattere sessuale, e l'accesso, in particolare, alla consultazione ‘riservata’ di riviste allora proibite: quelle con le immagini di donne nude; mi sembra di ricordare che questi giornali erotici, rigorosamente in bianco e nero, fossero di origine francese. Quei tempi, tanto diversi da oggi, non consentivano di dare molto spazio alla pornografia e anche le immagini dei nudi di queste riviste 'osé' erano ritoccate per evitare che suscitassero scandalo e fossero sequestrate dalla censura: nessuna peluria evidente e pose di nudo sia femminile che maschile che nascondevano totalmente gli organi sessuali. L’unica concessione fatta era per il seno che, abbondante come era in auge la moda di allora, poteva essere esibito senza troppa censura. La consultazione di questi giornali “proibiti” avveniva in modo molto riservato ed era ovviamente assolutamente interdetta la visione ai ragazzi che cercavano, ovviamente, in tutte le maniere di trovare il modo per aggirare il divieto. Non era facile: lo stipetto con le riviste era sempre rigorosamente chiuso a chiave.

Un altro motivo per cui il barbiere era particolarmente ricercato era la possibilità di essere destinatari di un particolare calendario tascabile, che alla fine dell’anno veniva, in gran segreto e con la massima riservatezza, consegnato ai migliori clienti. L’opuscolo, in cartoncino bianco, legato con un cordoncino colorato era molto profumato. Nelle pagine interne, una per ogni mese, oltre al calendario vi era disegnata una figura femminile seminuda, in pose diverse ma sempre accattivante e sorridente. All'esterno nessuna menzione o pubblicità: la riservatezza allora era ben diversa da quella di oggi!

Mi è capitato di recente di sfogliarne uno, custodito gelosamente da un amico, e posso assicurarvi che mi ha fatto davvero sorridere. Come era possibile che immagini cosi ingenue e cosi poco provocanti, che oggi potrebbero far sorridere anche i bambini delle scuole elementari, creassero, allora, tutto quel rimescolamento, quella eccitazione ? Sembra quasi che questi avvenimenti si riferiscano a chissà quanti secoli fa! Come cambiano i tempi!


Oggi sono ben altre le preoccupazioni che assillano il mondo degli adulti che debbono difendere gli adolescenti dalle innumerevoli tentazioni che li circondano. Con l'avvento della televisione prima e di Internet poi, i vecchi tabù, quegli innumerevoli 'veli' messi a protezione dei piccoli sono caduti da un pezzo. Complice di tutto questo, oltre la comunicazione globale, planetaria, il reale miglioramento delle condizioni di vita che, sia dal punto di vista alimentare che medico, hanno consentito fin dai primi anni di vita un adeguato sviluppo psico-fisico ed una precoce capacità intellettiva.

A ben pensare per chi come me ha vissuto quei tempi oscuri, che pur vicini sembrano lontani anni luce, non è facile accettare con noncuranza cambiamenti cosi rapidi. Internet, soprattutto, mi preoccupa molto. La totale libertà di accesso, la facilità con cui anche chi non è ancora maturo può operare liberamente in ‘rete’, mi angoscia non poco. Oggi per la generazione che come abecedario ha il computer, entrare in contatto, anche in giovanissima età, con altri veri o falsi coetanei è un grande rischio. La ‘rete’ può, anche senza volerlo, essere una vera rete-trappola per giovanissimi ingenui che possono cadere preda di soggetti adulti privi di scrupoli.

Compito degli adulti non è quello di negare loro i nuovi strumenti informatici ma quello, invece, di farglieli conoscere a 360 gradi, con tutto il carico di bene e di male di cui sono portatori.

Non voglio insegnare niente a nessuno. Lo sappiamo tutti: il compito di genitori è il più difficile del mondo e nessun libro potrà mai darci la soluzione.

Grazie della Vostra sempre gradita attenzione.

Mario

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