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mercoledì, gennaio 17, 2018

DONNE E LAVORO. LA VALUTAZIONE DI UN CANDIDATO DI GENERE FEMMINILE, PARTE DALLA BELLEZZA DL CORPO O DAL POSSESSO DELLE SUE CAPACITÀ INTELLETTUALI? A LEGGERE CERTI ANNUNCI…



Oristano 17 Gennaio 2018
Cari amici,
"Cercasi impiegata di bella presenza…”. Questo è l’inizio di molte offerte di lavoro che aziende, studi legali o professionali di vario tipo, normalmente mettono in circolazione. Annuncio sessista, certo, ma se può far storcere la bocca un annuncio di questo tenore messo da un privato, risultano assolutamente fuori luogo quando simili annunci provengono da strutture pubbliche o comunque finanziate con i soldi dei contribuenti.
Recentemente è stato il Ministro Poletti in persona a far rimuovere un annuncio simile sul sito del Governo. Poletti ha chiesto ai responsabili del sito di avviare un'indagine per verificare le modalità di controllo dei contenuti degli annunci proposti dalle imprese finanziate. Ecco, per curiosità, il post incriminato.
"Cercasi impiegata di bella presenza per tirocinio. Durata 6 mesi più proroghe, part time 20 ore, retribuzione 400 euro".  Il posto di lavoro era previsto a Stradella, in provincia di Pavia. L'annuncio, apparso sul sito di Garanzia Giovani, era stato rilevato e messo in evidenza dal giuslavorista Michele Tiraboschi. Tra le conseguenti, ironiche battute e soprattutto la rabbia, l'annuncio postato per un posto di tirocinante alla Siae di Stradella, è arrivato fino al Ministro Giuliano Poletti che lo ha fatto rimuovere.
Quello evidenziato non è certo il primo e non sarà nemmeno l’ultimo annuncio di questo tipo per la ricerca di personale femminile, in quanto il “taglio sessista” nei confronti delle donne non accenna a cessare. Ancora oggi nel Terzo Millennio il personale femminile deve ottemperare a determinati requisiti che il tempo ha consolidato e che risultano difficili da rimuovere! Questa volta l’annuncio sessista poi fatto cancellare è stato pubblicato sul sito Garanzia Giovani, progetto governativo finanziato dall'Europa per favorire l’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro. Nel campo del privato, però, questo sistema continuerà ad imperare senza ritegno, e per accertarlo basta scorrere gli annunci di lavoro postati sulle rete e sui giornali.
Nessuna professione ne è immune. La “bella presenza” femminile è ritenuta indispensabile sempre: anche per fare la cameriera, per svolgere la professione di parrucchiera, per fare la hostess, e perfino per diventare una operatrice di call center, così come la centralinista di uno studio medico. Insomma, le donne per lavorare debbono avere un fisico eccellente, come se dovessero fare le modelle o le attrici! E la "bella presenza" non è l’unico requisito speciale richiesto, in quanto vanno aggiunte anche altre caratteristiche. Tra queste abbigliamento sexy, tacchi a spillo e, guarda caso, anche quella di non essere sposate, anzi di essere prive di legami sentimentali.
Tutto questo, amici, è frutto di una cultura arcaica ancora diffusa: è la spia del permanere di una cultura maschilista dominante, che vede ancora le donne principalmente come “belle statuine”, a prescindere dalla loro preparazione culturale e dalle loro capacità manageriali. Rita Levi Montalcini, scienziata italiana Premio Nobel per la medicina, famosa anche per le sue frasi celebri, a questo proposito ebbe occasione di dire: “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”. Ma il mondo maschilista continua imperterrito sulla sua strada.
L’increscioso episodio è la conferma indubbia del permanere della mentalità sessista, in quanto, a mio avviso, nessuno si è mai sognato di mettere un annuncio di offerta di lavoro inerente un candidato maschio, di questo tenore: “di fisico prestante, addominali scolpiti, abbigliamento all’ultimo grido, barba e capelli con taglio ultra moderno e scarpe rigorosamente Ferragamo”. E neanche pretese sulla sua situazione sentimentale, tipo: “celibe, oppure, se convivente, senza figli”. Tutte cose, invece, quasi sempre richieste alle donne. Amici, è indubbio: la storia è sempre quella, il tempo passa ma il sessismo resta. E non è tutto.
L'Italia, nella classifica stilata dal World Economic Forum sull'indice di disparità di genere, si colloca, pensate, al 50esimo posto. Ma nell’analisi complessiva del mondo del lavoro, questa posizione scende ancora di molto: l’Italia si colloca al 109° posto. Le donne, a parità di ruolo e di competenza, guadagnano meno degli uomini. Questi ultimi mediamente percepiscono una retribuzione annua lorda media di 30.676 euro, mentre le donne si fermano a 27.228 euro. Gli uomini laureati guadagnano mediamente il 35,3% in più delle donne. Che si fanno strada più lentamente: solo il 28% dei ruoli dirigenziali è occupato da donne. Mentre resistono gli stereotipi familiari. Il 71% degli italiani considera che i compiti domestici spettano più alle donne che agli uomini. Il 57% degli italiani crede che una donna debba anteporre la cura dei figli al lavoro.
Quelli prima esposti sono dati non certo confortanti. Come meravigliarsi, dunque, se un annuncio per cercare un'impiegata contiene richieste più da miss, che da professionista?
Amici, prima di chiudere con amarezza la riflessione di oggi, voglio tornare un attimo su un altro fatto eclatante di pubblico dominio venuto alla luce di recente: il caso Bellomo. In questo caso un Consigliere di magistratura, alle allieve di un corso per futuri magistrati, secondo la denuncia del padre di una di loro che ha fatto scoppiare il caso, avrebbe imposto minigonne, tacchi a spillo e trucco marcato, oltre alla risoluzione del contratto se avesse scoperto che erano sposate. Su questa incredibile vicenda il Consiglio di Stato ha deciso di dare parere favorevole alla destituzione di questo signore, mentre alcune procure hanno aperto indagini sul suo conto anche per reati di origine sessuale.
Cari amici, da tutto questo se ne deduce che l'uomo non intende assolutamente abdicare, dismettere il suo ruolo dominante; egli continua a ritenerlo indispensabile, nonostante il Terzo Millennio imperante, convinto, purtroppo, che la donna debba restare un essere a lui subordinato.
E Voi, lettori, non pensate che sia arrivato il tempo della giusta parità? Non vi sembra che sia arrivata l'ora di camminare fianco a fianco, uomini e donne, con pari dignità? Io ne sono pienamente convinto, così come sono certo che le donne lotteranno con le unghie e con i denti per ottenere questa parità negata!
A domani.
Mario

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