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mercoledì, febbraio 18, 2015

QUALCOSA STA CAMBIANDO NELLA NOSTRA “SOCIETÀ DELL’USA E GETTA”. DAL RI-CYCLING ALL’UP-CYCLING IL PASSO SARÀ BREVE.



Oristano 18 Febbraio 2015
Cari amici,
il termine “riciclare” sta entrando di prepotenza anche nelle aule universitarie. In un mondo dove ormai l’usa e getta è diventato qualcosa di scandaloso, dove ogni giorno milioni di tonnellate di rifiuti, spesso decomponibili dopo centinaia di anni, invadono ogni angolo della terra, mari compresi, anche il mondo della scienza si attiva febbrilmente per trovare adeguate soluzioni.
Al Politecnico di Torino i 196 studenti al 2° anno del Corso di Progettazione, hanno dato vita nell’Ottobre scorso al progetto “RI.Accademia”, iniziativa promossa dalla Cooperativa sociale Triciclo, dall'Associazione culturale ManaManà e dalla Cooperativa Liberitutti, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e con l'artista Walter Visentin. Oggetto della ‘sfida’ recuperare materiale povero (e brutto) come il truciolato, a cui donare una seconda vita, possibilmente migliore della prima. Trasformare il rifiuto in risorsa, insomma, con un processo che, usando una sola parola possiamo definire Up-cycling, termine migliorativo del semplice Ry-cycling, portando dunque il riciclaggio ad un suo massimo nuovo utilizzo. Sfida questa accettata con entusiasmo dai 196 studenti che si sono messi subito all’opera.
L’interessante progetto, come spiega Antonio Castagna, uno dei fondatori di Ri.Accademia, esperto di rifiuti e formatore manageriale (suoi il libro "Tutto è monnezza" e il blog Lavoro ben fatto), ha come obiettivo quello di "Dare una nuova vita al legno truciolare senza passare dal processo di macinazione e riciclaggio, facendo ricerca e progettazione per trovare idee e modi creativi per nobilitarlo”.
Il progetto, sviluppato nel corso di un semestre di lezioni, prevede l’impegno di ricerca e successiva progettazione di nuovi prodotti, ricavati dal materiale considerato di scarto; idee nuove, dunque, per dare ‘nuovi destini’ al truciolato, ripensandolo nel moderno arredamento di spazi di incontro, di spazi espositivi e, perché no, anche nell’arredamento alberghiero. Camere come quelle del Tomato Backpackers Hotel di Torino, struttura appena certificata con il marchio Ecolabel europeo per l'attenzione all'ambiente, danno l'impulso ad investire ulteriormente in mobili che comunichino agli ospiti la giusta sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale. Nella stessa lunghezza d'onda gli spazi che ha in mente di allestire l'associazione Manamanà, altro committente attratto dal progetto, interessata al tema Exhibition, ovvero scaffali e banconi di seconda generazione.
Gli studenti coinvolti nel progetto non si sono limitati alle lezioni teoriche o allo studio dei materiali da riciclare. Antonio Castagna, convinto sostenitore del progetto, dice con orgoglio che "Gli studenti in questi mesi sono stati coinvolti in un percorso che li ha portati in giro a studiare nel concreto le esigenze dei potenziali committenti, hanno incontrato imprenditori e artisti come Walter Visentin e Arcangelo Favata, che lavorano con materiali di scarto, e Pierandrea Moiso, Presidente della Cooperativa Triciclo che gestisce il Centro di Riuso di Torino (che ha già recuperato 8 tonnellate di mobili in truciolato che non hanno finora trovato mercato, finendo così nella filiera del riciclo)".
Sono esperienze formative e coinvolgenti quelle svolte dagli studenti, che con questi scambi culturali possono non solo comprendere ma soprattutto attivare nuovi processi produttivi capaci di far passare il “rifiuto" da una banale lavorazione di ‘down-cycling’ a quella più nobile di ‘up-cycling’, sfida questa che Ri.Accademia vuole assolutamente vincere.
"Tra gli incontri in calendario, c'è stato quello, bellissimo, con l'imprenditore Giuseppe Tecco, fondatore di Agrindustria, azienda che lavora con scarti provenienti dall'agricoltura, come i gusci delle nocciole, che con lui si trasformano in materiali per sabbiature industriali e ingredienti di cosmesi per il peeling”, continua Antonio Castagna. “Prima di scoprire cosa sarebbero potuti diventare, Tecco si era riempito il capannone di una montagna di gusci di nocciole, che guardava, toccava, annusava tutti i giorni, chiedendosi che cosa potesse farne". Fino all’arrivo dell’idea fulminante: quella dell’uso dei gusci per le sabbiature, o, ridotti in polvere sottilissima, impiegati nella cosmesi. Spesso basta un’idea semplice ma creativa!

Ecco, cari amici, il vero significato di Up-cycling: trasformare un rifiuto in materia prima, scoprire che, dopo anni di vile considerazione del prodotto, è necessario riconoscergli la sua nobiltà! L’uomo spesso ha sottovalutato la grandezza della natura che non ha mai creato niente di inutile! Egli, spesso, di un prodotto non ne comprende e apprezza che una piccola parte delle sue potenzialità. In natura da millenni tutto ha una funzione: nel ciclo globale dell’universo, in cielo, terra e mare, ogni cosa è stata creata per essere utile, direttamente o indirettamente. Se l’uomo fosse più saggio avrebbe in se la consapevolezza che la natura è perfetta, perché perfetto è l’Essere Superiore che l’ha creata. All’uomo non resta che imitarla.
Grazie dell’attenzione. A domani.
Mario

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