Oristano 4 Novembre 2012,
Cari amici,
ieri si svolta una bellissima passeggiata nel centro storico della città.
Quest’anno Oristano ha dato piena adesione alla partecipazione alla “IX GIORNATA NAZIONALE DEL TREKKING URBANO”, ideata nel 2002 dal Comune di Siena, e che oggi annovera una bella rete di Città storiche partecipanti. L’evento, curato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Oristano in collaborazione con il CONI, la Pro Loco, i Lions e il Rotary club, Slow food e Cavatappi d’idee e la Cooperativa La Memoria Storica, ha coinvolto, oltre l’assessore al Turismo Peppino Marras, il direttore dell’Antiquarium Arborense Raimondo Zucca. Sono trentaquattro le città italiane che hanno aderito a questa IX edizione della manifestazione che quest’anno ha per titolo “Storie comuni di uomini e donne non comuni”: Amelia, Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Biella, Bologna, Brescia, Cagliari, Chieti, Cosenza, Fermo, Foggia, Forlì, Mantova, Massa, Napoli, Oristano, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Pistoia, Rieti, Roma, Salerno, Spoleto, Tempio Pausania, Trento, Treviso, Urbino e Venezia.


Ed ecco, presenti ancora oggi in gran parte, importanti vie della città giudicale fregiarsi pomposamente di personaggi, come Guantinu, Severino, Paulesu, Colmone, Torbeno Falliti, Aristana, Cisipo, Gallo, Corelio, Gialeto ed Ammirato; tutti personaggi inventati di sana pianta dalla fervida fantasia dei due canonici De Castro e Nino, uno di Oristano, l’altro di Bosa; con la complicità dell’allora direttore dell’Archivio storico di Cagliari, Pillito. A stare un po’ attenti tutto questo non sarebbe dovuto succedere, in quanto l’Accademia di Berlino già nel 1870, sei anni prima della decisione del Comune, aveva smascherato l’imbroglio ribadendo la falsità dei documenti. Neppure successivamente, almeno in senso riparativo, fu mai attivato atto alcuno e i mitici personaggi continuano ancora a figurare nelle formelle apposte sulle vie e nella corrispondenza indirizzata ai cittadini. Recentemente, nel 1996, il professor Antonello Mattone, dell’università di Sassari, nel corso di un convegno internazionale, pose definitivamente la parola fine su questa grandiosa burla che mise a rumore tutto il mondo scientifico.Il prof. Zucca ha voluto in questo gradevole percorso, attivato in occasione della IX giornata nazionale del trekking urbano, ripercorrere proprio la storia di questa grande “bufala”, che ha insperatamente coinvolto tanti cittadini, anche molto giovani, tra i quali, credo, in tanti ignoravano o poco conoscevano questa storia. Per la cronaca della giornata, alla quale curiosamente ho partecipato, debbo confermare che è stata un vero successo di pubblico e di giovanile partecipazione. Ecco la sintesi della serata.
Il raduno, fissato per le 15,00 in piazza Eleonora, ha fatto partire “la passeggiata” alle 15,30; accompagnato dalla banda musicale il corteo si è snodato per le vie dell’antico centro storico cittadino percorrendo circa 5 kilometri. Tre le fermate intermedie: alla bifora di S. Chiara la prima, presso il Gremio dei contadini in via Aristana la seconda ed in via Goito (ex via Corelio) la terza. Il rientro, dopo due ore circa, in piazza Eleonora per la conclusione del percorso, dove, previa esibizione della banda musicale S. Cecilia, si è assistito alla rappresentazione della farsa “Tanto rumore per nulla” a cura della compagnia teatrale “Aristana” e dell’associazione culturale “Il ferro dorato”. Quasi cinque chilometri di passeggiata nella città antica non hanno fiaccato le forze dei tanti partecipanti che hanno applaudito a lungo sia la banda che gli attori della Compagnia teatrale. A chiudere degnamente l’interessante serata un rinfresco a base di vernaccia e mostaccioli: le nostre tipiche e graditissime specialità oristanesi!
Credo che questa giornata molto gradevole e condivisa abbia stimolato in tutti la partecipazione. Una bella giornata “insieme”, trascorsa in luoghi poco inquinati come il nostro territorio, è in grado di far ritrovare la gioia dello “stare insieme”, di ricreare quella “aggregazione” capace di coltivare degnamente in ciascuno il benessere sia della mente che del corpo, anche attraverso il ritorno alla velocità del passo umano. Percorrere a piedi la città, al ritmo degli uomini che l'hanno costruita molti secoli fa, riporta anche noi indietro nel tempo, scacciando, almeno per un momento, i ritmi assillanti e angoscianti della civiltà del terzo millennio.
Un invito questo a rinnovare, di anno in anno (se non più volte…nell’anno), un simile percorso!
Grazie dell’attenzione.
Mario
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