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martedì, ottobre 13, 2009

INTERCLUB ROTARIANO A S.M. DI NEAPOLIS: UNA DELLE TRE CITTA' DEL GOLFO DEI FENICI, L'ODIERNO GOLFO DI ORISTANO.


Organizzata dal Club di Sassari e rivolta ai Club del Nord Sardegna si è svolta ieri una interessante "gita culturale" alle rovine della antica città di Neapolis.
Il presidente del club, il prof. Mario Atzori non ha avuto difficoltà a coinvolgere uno dei maggiori conoscitori del sito, il prof. Raimondo Zucca, suo collega all'Università di Sassari e notissimo studioso di archeologia.Con un relatore di questo calibro il successo era assicurato! A chiudere la giornata una breve visita all'Antiquarium Arborense, il museo della nostra città, diretto proprio dal prof. Zucca.
Ecco il resoconto della giornata ed una breve storia delle origini del sito.

Complice una calda giornata d'inizio d'autunno l'itinerario archeologico si è snodato lentamente tra le rovine dell'antica città, calpestando una infinità di cocci millenari risalenti alle epoche più disparate. Affascinanante e coinvolgente la descrizione dei siti da parte del prof. Zucca, capace di trascinare per ore anche i più riottosi. Grazie prof. Zucca della sua cultura e della sua grande capacità oratoria!
Il pubblico presente era numeroso. Oltre ai club di Sassari erano presenti il club di Alghero, di Ozieri, di Tempio ed, ovviamente, il nostro ( con undici presenze ) che fungeva da "padrone di casa".
Quanto raccontava il professore era cosi interessante che neanche l'afa di una domenica velata di nuvole riusciva a distrarre i presenti. Ecco una sintesi della storia di Neapolis, ricavata dai testi del prof. Zucca.
Nella provincia di Oristano l’uomo arrivò circa 6.000 anni prima di Cristo per cercarvi l’ossidiana nelle viscere del Monte Arci. Lungo le rive degli stagni sorsero allora i primi villaggi di capanne.Il golfo di Oristano si prestava bene alla costruzione di luoghi di approdo e per questa ragione sorsero successivamente tre importanti porti: Tharros, Othoca e Neapolis .Intorno al 725 a.C. i Fenici fondarono le città di Tharros e di Othoca (Santa Giusta), mentre i Cartaginesi, dopo aver conquistato la Sardegna alla fine del VI secolo a.C., edificarono le città di Neapolis (a sud dello stagno di Marceddì) e di Cornus (presso Santa Caterina di Pittinuri). Questi centri divennero prosperi per i commerci e le attività agricole e dell’allevamento e si dotarono durante l’epoca romana (238 a.C.- 450/460 d.C.) di infrastrutture quali terme, acquedotti e templi che ancora oggi dominano il panorama di queste città morte.Della città di Neapolis e del suo porto poco o nulla è visibile oggi. L’oblio del tempo ha coperto di polvere un’antica ed importantissima città.

“ Delle antiche città sarde distrutte la meno conosciuta è questa di Neapolis”, scriveva Giovanni Spano, il fondatore della moderna archeologia sarda, nel 1859.

I primi scavi importanti a Neapolis furono realizzati nel periodo maggio-luglio 1951 e si concentrarono su un edificio termale medio-imperiale e su un’area cimiteriale dell’Alto Medioevo. I successivi scavi del 1967 portarono alla scoperta di ceramiche puniche a Neapolis. I recenti scavi del 2000, invece, consentirono altre scoperte molto importanti. La campagna, iniziata il 4 settembre si concluse il 7 dicembre di quell'anno. Tre mesi di scavi che hanno permesso di recuperare reperti che i direttori scientifici, i proff. Raimondo Zucca e Paolo Bernardini, ritengono eccezionali.

Il risultato di queste scoperte dimostra che la città di Neapolis è una fondazione urbana dei cartaginesi che ebbe notevoli rapporti con i Greci. Il porto della città si trovava nelle acque dell’attuale stagno di San Giovanni, sulle cui sponde meridionali sorgeva l’agglomerato urbano." A prescindere da un breve scavo condotto mezzo secolo fa dall’accademico dei Licei Giovanni Lilliu - afferma l’archeologo Raimondo Zucca - la città è sostanzialmente vergine e in questa prima fase degli scavi sono stati acquisiti risultati importantissimi ".I reperti ritrovati non solo hanno confermato che Neapolis ebbe stretti rapporti con Cartagine, Atene e Roma, ma anche con Bisanzio. Sono stati trovati dei resti con scritte risalenti al periodo bizantino, quindi Neapolis fu abitata anche dopo la caduta dell’impero romano.

L'importanza delle scoperte è stata tale che è stato concesso un ulteriore finanziamento per la ripresa degli scavi tuttora in atto. Il lavoro di ricerca, condotto dalla Soprintendenza archeologica di Cagliari e dall’università di Sassari, vede ancora protagonista il prof. Zucca che presto darà certamente a tutti noi altre interessantissime novità!

Per completezza ecco alcune immagini della bellissima gita culturale.Un grazie particolare a Mario Atzori e Momo Zucca per il loro grande contributo.

Non dimentichiamo la nostra bella ed antica storia!
M.Virdis

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