lunedì, gennaio 26, 2026

LA STRAORDINARIA COLLABORAZIONE IN NATURA TRA MONDO VEGETALE E ANIMALE. LE QUERCE INGANNANO LE FORMICHE CON LE GALLE, IMITANDO IL SISTEMA DI DISPERSIONE DEI SEMI.


Oristano 26 Gennaio 2026

Cari amici,

Di recente, frutto di un’osservazione casuale, si è dato l’avvio ad una ricerca scientifica che ha messo in luce lo straordinario connubio tra mondo vegetale e animale.  Casualmente un bambino di otto anni ha notato in un bosco delle formiche che erano intente a trovare un sistema per portare nel loro alveare quelle piccole palline cadute dalle querce (le galle) per il loro approvvigionamento invernale dei semi per la loro nutrizione. Il comportamento insistente delle formiche lo ha meravigliato,  allertando anche i presenti, e proprio questo curioso comportamento delle formiche ha dato il via ad uno studio scientifico che ha fornito un nuovo tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione e le complesse relazioni tra insetti e piante.

Il bosco in parola si trovava nella parte occidentale dello Stato di New York e della Pennsylvania centrale. I ricercatori, guidati da Robert J. Warren II, professore di biologia alla State University of New York a Buffalo, specializzato nella dispersione dei semi mediata dalle formiche, hanno cercato di approfondire il curioso comportamento delle formiche, che, cercavano di portare nel formicaio, queste galle che però in realtà non erano dei semi!  Le GALLE, queste piccole protuberanze, sono prodotte dalle querce come reazione alle punture effettuate dalle vespe cinipidi, che depongono le uova nel loro tessuto vegetale. La pianta reagisce creando una escrescenza anomala che avvolge le larve delle vespe dando loro, in questo modo, protezione e nutrimento fino al completo sviluppo.

Questa simbiosi tra la quercia e le vespe è un processo naturale ben noto, e, alla fine dell’estate, molte di queste galle cadono sul suolo della foresta, dove rimangono esposte a predatori come uccelli e roditori. Ma la natura, per la salvaguardia delle specie, trova sempre il giusto rimedio, creando una straordinaria collaborazione tra mondo vegetale e animale! Per salvaguardare le uova delle vespe, racchiuse nelle galle, la pianta interviene con un curioso, particolare stratagemma.

In diverse galle, vere e proprie nursery per lo sviluppo delle nuove vespine, le piante di quercia si preoccupano di creare un piccolo “cappello” di aspetto rosato e consistenza grassa. È proprio questo elemento aggiuntivo che scatena il comportamento delle formiche. Questo “cappello” grasso, infatti, costituisce per le formiche un ottimo prodotto nutriente, essendo ricco di grassi, quindi per loro del buon cibo da portare in riserva al formicaio.  Un sistema ingannevole dunque per le formiche, che in questo modo portano le galle nel formicaio considerandole utili come i semi, e, di conseguenza, proteggendone il contenuto dai predatori!

Amici, è un mutuo sistema tra i due mondi, quello vegetale e quello animale, dove la quercia utilizza la mirmecochoria, un sistema che imbroglia le formiche, che trasportano le galle (scambiate per semi) grazie a quella curiosa appendice nutritiva ricca di grassi. In cambio del cibo, dunque, le galle vengono portate all’interno del formicaio, dove rimangono protette. Le analisi chimiche effettuate dal team hanno dimostrato che la particolare appendice delle galle contiene acidi grassi, come l’acido palmitico, oleico e stearico, identici a quelli presenti negli altri semi raccolti, come ricompensa alimentare. Le formiche rilevano queste molecole e reagiscono allo stesso modo.

Gli approfonditi esperimenti sul campo e in laboratorio hanno dimostrato, nei test comparativi, che le formiche ignoravano le galle simili che non avevano il cappello grasso, ma manipolavano e trasportavano solo quelle che lo avevano, come se fossero dei  semi veri. Le telecamere installate nella foresta hanno confermato che le galle “travestite” arrivavano più spesso intatte nei formicai. I formicai, dunque, diventati luogo di vera protezione per lo sviluppo delle nuove vespine che in questo modo possono regolarmente svilupparsi, in un ambiente protetto, asciutto e difficile da raggiungere per i predatori.

Amici, lo studio ha rivelato un chiaro caso di evoluzione convergente. Piante e vespe, senza alcuna relazione diretta tra loro, hanno sviluppato strategie quasi identiche per sfruttare il comportamento di un piccolo gruppo di formiche raccoglitrici, in particolare del genere Aphaenogaster, dominante nelle foreste dell’America settentrionale orientale. Questo parallelismo aiuta a spiegare perché le formiche rispondono in modo così efficace ai segnali grassi in contesti diversi e rafforza l’idea che queste interazioni si siano evolute in modo indipendente in più lignaggi.

Cari amici, la scienza continua sempre a osservare e studiare quanto di straordinario la natura ci riserva, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che la natura è ricchissima di regole naturali di collaborazione anche straordinaria, perché tutto vada sempre a buon fine, rispettando il meraviglioso, perfetto funzionamento dei mondi, sia vegetale che animale! Impariamo dunque dalla natura, amici lettori, perchè la natura è sempre "Maestra di vita"!

A domani.

Mario

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