Oristano 23 gennaio 2026
Cari amici,
La GROENLANDIA è la
più grande isola del mondo. Situata in gran parte sopra il Circolo Polare
Artico; è ricoperta per oltre l’80% di ghiacci, mentre la parte restante è
coperta principalmente da muschio nero e licheni, in quanto non vi cresce molto
altro. Nei periodi più caldi, però, dei fiori colorano lievemente il terreno. I
pochi abitanti, che vivono sull’isola, soprattutto in prossimità delle coste (sono
solo 56.865), vivono in gran parte di pesca e sono i discendenti, in maggioranza, dal popolo Inuit. Quanto alla scarsa presenza umana, si tratta
della densità abitativa più bassa di tutta la Terra: solo 0,03 abitanti per
chilometro quadrato.
Per i groenlandesi, vivere
su quest’isola risulta essere un’esistenza segnata irrimediabilmente da una
natura implacabile, in quanto vissuta tra montagne di ghiaccio. Questa enorme
isola, seppure posta geograficamente in Nord America, è ufficialmente parte
del Regno di Danimarca, anche se gode di una vasta autonomia come "territorio speciale"; l’Amministrazione locale gestisce autonomamente i propri
affari interni, ma per la difesa e le relazioni estere dipende dalla Danimarca,
in quanto, seppure con un status costituzionale di autonomia, fa parte
integrante del Regno della Danimarca.
Su questa terra,
apparentemente alquanto inospitale, si sono, però, recentemente scatenati gli
appetiti internazionali, a partire dagli USA che la reclamano e vorrebbero acquisirla
(anche con la forza) per aggiungerla – come Stato – agli Stati Uniti. Il
forte interesse per questa terra artica è legato in modo cruciale alla grande
quantità e varietà di materie prime presenti (terre rare, litio), oltre alla
sua posizione strategica, per la possibilità, a causa del cambiamento climatico
in atto, che, sciogliendone i ghiacci, predispone
all’apertura di nuove rotte, oltre anche alla necessaria sorveglianza
strategica dell’Artico.
Amici, l’interesse degli
USA nei confronti della Groenlandia non è maturato solo oggi. Già nel 2019 l’allora
Presidente Donald Trump aveva espresso la volontà di acquistare la Groenlandia,
un tentativo che gli USA avevano già fatto altre due volte in passato, e che oggi
Trump ha riproposto in maniera ancora più forte nel suo secondo mandato
presidenziale. Attualmente l’isola ospita una base NATO ed è una
piattaforma naturale perfetta per il controllo della Rotta Artica, in
prospettiva delle nuove rotte commerciali marittime (e non solo) più importanti
del Pianeta.
In Europa, però, le mire
di Donald Trump non sono viste di buon occhio, e nemmeno gli abitanti della
Groenlandia appaiono interessati a diventare parte degli Stati Uniti. Essi,
infatti, stanno mantenendo un atteggiamento particolarmente indipendentista,
sia nei confronti sia della Danimarca sia degli USA: un atteggiamento
confermato anche dai risultati delle elezioni tenutesi a marzo 2025. Oggi, con
il crescente interesse geopolitico per l’Artico, la Groenlandia si trova, volente o nolente, al
centro delle mire dei potenti del mondo: non solo degli Stati Uniti, ma anche di
Cina e Russia.
Sicuramente Donald Trump
cerca di battere tutti sul tempo; gli USA già nel 2023 siglarono un accordo con
la Danimarca in materia di difesa, per rafforzare la presenza NATO sul
territorio danese. Oggi anche l’Unione Europea sta cercando di aumentare la
propria vicinanza all’isola nordica: a marzo 2024, la Commissione Europea ha
infatti aperto un ufficio nella capitale Nuuk, per rafforzare la presenza
europea nel Paese. Al momento però la Groenlandia sembra voler mantenere la sua
indipendenza, con apertura anche nei confronti del governo di Pechino; indipendenza
mantenuta pure nei confronti della Danimarca, soprattutto dal punto di vista
commerciale e politico.
Cari amici, come potrà
andare a finire la corsa mondiale ad accaparrarsi la Groenlandia? Chissà! Non è facile fare sicure previsioni! Nel recente
incontro di Davos, seppure Donald Trump abbia attaccato l'Europa, dopo aver
dialogato con Mark Rutte, Segretario generale della NATO, ha annunciato la nuova intesa
concordata con la Nato sulla Groenlandia: nessun attacco verrà portato da parte
USA, ovvero nessuna conquista della Groenlandia con la forza, ma l’avvio di un
serio dialogo per il futuro di questa terra, la Groenlandia, molto fredda ma ricca e
strategica, indispensabile per il futuro del mondo. C’è da ben sperare!
A domani.
Mario








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