martedì, gennaio 06, 2026

IL FENOMENO DELL'IPOGAMIA: QUANDO LA RELAZIONE DI COPPIA VEDE DONNE DI ALTA CULTURA SCEGLIERE UOMINI MENO QUALIFICATI E PREPARATI.


Oristano 6 gennaio 2026

Cari amici,

In questo millennio ipertecnologico si sta sviluppando un fenomeno che rovescia in modo forte i dettami del passato sulle unioni matrimoniali. Per millenni, nella dominante cultura patriarcale, in famiglia l’uomo era identificato come la persona più istruita e capace, mentre la donna era una sua succube creatura, a lui devota e da lui dipendente in tutto, anche come cultura. Si, storicamente, l'IPERGAMIA, ovvero il matrimonio di una donna con un uomo di status sociale o di istruzione più elevato, era la norma. Ebbene, in questo millennio questa tendenza si sta gradualmente invertendo.

Sia in Europa che nel Nuovo Mondo, in primis negli Stati Uniti, secondo la sociologa Christine Schwartz, dell'Università del Wisconsin, la percentuale di coppie in cui la donna ha un livello di istruzione più alto del partner è aumentata dal 39% del 1980 al 62% del 2020. In Francia, uno studio dell'Istituto nazionale di studi demografici (INED) indica che, a partire dalle coorti nate alla fine degli anni '50, le donne sono più spesso più qualificate dei loro coniugi, segnando così un'inversione di tendenza. Si, dall’Ipergamia, siamo arrivati all’IPOGAMIA, ovvero alla dominanza culturale femminile.

Questo fenomeno, chiamato appunto IPOGAMIA, riflette un forte cambiamento nelle dinamiche sentimentali e nelle norme sociali. Diversi elementi spiegano questo cambio che potremmo considerare epocale, in quanto, a mio avviso, mette all’angolo la precedente dominanza maschile. Una delle prime cause è certamente la massificazione dell'istruzione superiore, che ha portato ad un aumento significativo del numero delle donne con la laurea. Nel 2024, in Belgio, il 56,9% delle donne di età compresa tra 25 e 34 anni aveva un diploma di istruzione superiore, rispetto al 44,4% degli uomini.

Questa disparità crea, statisticamente parlando, una curiosa situazione: essendo in percentuale le donne istruite più numerose dei loro colleghi maschi, giocoforza risulta necessario, per le donne, prendere in considerazione dei partner meno istruiti; a ciò si aggiunge anche il problema del cambiamento dei ruoli (spesso molti uomini hanno il capo donna), cosa che non fa altro che giocare a favore dell’uguaglianza di genere (per tanto tempo negata) sia nel lavoro che nella relazione sociale.

Questo cambio di ruoli, a dire il vero, non risulta sia stato facilmente digerito dal genere maschile. Nonostante le percentuali prima indicate, le sfide portate avanti dalle donne non appaiono facili. Le norme sociali tradizionali, consolidatesi nel tempo, continuano a resistere, e possono ancora influenzare le dinamiche delle coppie oggi diventate ipogame. Ad esempio, uno studio della sociologa Nadia Steiber evidenzia che "gli uomini meno istruiti tendono ad avere una visione di genere più tradizionale, il che può creare tensioni nella coppia".

Amici, si è combattuto per molto tempo (e si combatte tuttora…) per l’uguaglianza retributiva tra uomini e donne, a parità di funzioni. Ebbene, anche oggi, le disparità di reddito permangono, quindi non sempre favoriscono le donne con un livello di istruzione più elevato. Secondo Christine Schwartz, "queste donne, spesso, guadagnano quanto o più dei loro mariti, ma questa non è la norma". L'Ipogamia, per ora, riflette quindi una ridefinizione dei criteri soprattutto relativamente alla scelta romantica. Le donne di successo danno sempre più priorità alla compatibilità emotiva, ai valori condivisi e al sostegno reciproco, rispetto allo status sociale o al livello di istruzione. Questo cambiamento riflette una ricerca di autenticità e uguaglianza nelle relazioni, nonostante permangano le barriere culturali e sociali prima accennate.

Cari amici, sono i giovani quelli che si adattano meglio alle nuove realtà, e affrontano con disinvoltura anche il passaggio dall’Ipergamia all’Ipogamia. Insomma, cari lettori, l’avanzare dell’IPOGAMIA può davvero essere un forte stimolo al cambiamento, nel senso del raggiungimento di quella parità di genere finora rimasta solo un sogno!

A domani.

Mario

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