mercoledì, luglio 22, 2026

CON L'AUMENTARE DEGLI ANNI DI VITA AUMENTA, PER I GENITORI DI MEZZA ETÀ, LA RESPONSABILITÀ: QUELLA NEI CONFRONTI DEI FIGLI E QUELLA VERSO I GENITORI ANZIANI.


Oristano 22 luglio 2026

Cari amici,

L'aumento dell'aspettativa di vita è sicuramente un traguardo straordinario, ma a ben guardare c’è una contropartita assolutamente non trascurabile: la "gestione delle persone anziane", impegno che pone le famiglie di fronte a sfide importanti. In Italia, la speranza di vita supera gli 81 anni per gli uomini e gli 85 per le donne, e, sappiamo bene, che superata una certa età, l’autonomia delle persone diminuisce notevolmente. Questo fatto crea, nelle famiglie collegate ( i figli sono da tempo ormai fuori casa, e con una vita propria), una ulteriore responsabilità aggiuntiva a quella ordinaria, ovvero quella relativa alla cura della nuova famiglia creata, ovvero nei confronti dei figli.

Questa doppia responsabilità  ricade su quella che oggi viene definita la "GENERAZIONE SANDWICH", ovvero su quegli adulti (solitamente tra i 40 e i 60 anni) ora impegnati sia nella cura dei figli che nell'assistenza ai genitori anziani. Gestire contemporaneamente queste due responsabilità non è semplice: richiede un grande impegno, oltre ad un particolare equilibrio, per evitare di arrivare ad un pericoloso "burnout", emotivo e fisico, capace di vanificare i possibili sforzi per assolvere nel modo corretto alle nuove responsabilità.

Di norma le persone tra i 40 e i 60 anni sono nel pieno svolgimento della loro carriera professionale, per cui questa responsabilità aggiuntiva ha pericolose ripercussioni anche sulle loro carriere professionali e sul modo in cui esse affrontano la giornata di lavoro. A ciò si aggiunge la crescente diminuzione delle risorse assistenziali, statali e non. Miscelare questa nuova responsabilità con la responsabilità della cura dei figli, crea ulteriori impegni difficili da gestire.

I servizi dedicati alla genitorialità, infatti, sono pochi o costosi, mentre le persone giovani tendono a rendersi indipendenti a un’età sempre più avanzata, rimanendo in carico alla famiglia originaria per più tempo: tutte dinamiche che ricadono su Millennial e Gen X. La ricerca di un equilibrio tra la carriera e le mansioni di supporto familiare diventa quindi, per i genitori di mezza età, un fattore con un peso rilevante, sia finanziario sia psicologico.

Il peso di queste doppie responsabilità ha un impatto tangibile non soltanto nella vita personale dell’individuo, ma anche, come accennato prima, su quella lavorativa. Le pressioni psicologiche e l’onere di responsabilità a cui sono sottoposti gli appartenenti a queste generazioni possono aumentare lo stress e rendere più inclini a episodi di burnout. Questo difficile peso si accompagna spesso ad una riduzione della performance e a una produttività più bassa, dovute al carico eccessivo di incombenze.

Amici, mantenere un sano equilibrio tra lavoro e famiglia sta diventando sempre più difficile. Anche dal punto di vista aziendale, questo aumentato carico di responsabilità del personale direttivo dipendente assume un peso rilevante. All’interno di un’organizzazione, la fascia d’età tra i 35 e i 55 anni è centrale sotto molti aspetti, a partire dalla maturità professionale che la caratterizza. Il valore apportato all’azienda da queste persone è elevato, sia in termini di competenze sia di capacità di leadership costruite nel tempo.

Il benessere del personale di questa fascia di età diventa una questione strategica per il management, chiamato a supportarli sia nel percorso professionale sia nella vita personale. In questo contesto può intervenire l’azienda, offrendo sostegno attraverso un’offerta di welfare integrato. Anche nelle realtà medio-piccole, una strategia ben costruita consente di coprire diverse aree di bisogno, integrando i benefit aziendali con quelli pubblici e degli enti bilaterali. Insomma, per rispondere a esigenze complesse come la doppia responsabilità di cura, serve un sistema integrato capace di intercettare i bisogni reali delle persone, con benefici sia per chi lavora sia per l’organizzazione.

Cari amici, se è pur vero che esistono tutele statali per alleggerire il pesante carico derivante dal prendersi cura dei familiari anziani, come i permessi lavorativi e i congedi straordinari previsti dalla Legge 104 per l'assistenza a familiari non autosufficienti, questo non appare sufficiente. Bisogna pensare a strutture più significative, come una assistenza familiare costante da parte di personale specializzato, capace di supportare l’anziano in modo adeguato.

A domani, amici lettori.

Mario

Nessun commento: