Oristano 16 luglio 2026
Cari amici,
Oggi si potrebbe dire, con una certa nostalgia, che... “C’era una volta…” che i giovani, addirittura anche prima del
compimento della maggiore età, non vedevano l’ora di abbandonare la casa dei
genitori, desiderosi di crearsi una nuova vita ed una nuova famiglia. Quelli di oggi, invece,
notoriamente definiti “Millennials”, addirittura anche dopo aver superato la soglia dei 40
anni, continuano a vivere nella casa dei genitori. L'età media per l'indipendenza abitativa in
Italia, infatti, supera i 30 anni, a causa di un mercato del lavoro
caratterizzato da precariato e salari bassi, e un mercato immobiliare
inaccessibile.
Indubbiamente quella
evidenziata è una condizione di dipendenza obbligatoria di natura economica, dimostrata
chiaramente dai dati ISTAT e EUROSTAT: In Italia, i giovani lasciano il nido
familiare a un'età media di circa 30 anni, quasi quattro anni in più rispetto
alla media europea (fissata attorno ai 26 anni). Quasi un giovane su due (circa
il 50%) nella fascia tra i 25 e i 34 anni continua a vivere con i genitori,
rispetto a una media UE del 30%. L'Emergenza Abitativa: Secondo recenti indagini
di mercato (come i dati diffusi da Idealista), sono oltre un milione i
Millennials che vorrebbero acquistare casa ma ne sono impossibilitati. La
difficoltà nel sostenere i costi di affitto e l'impossibilità di accedere ai
mutui senza l'aiuto dei genitori bloccano l'emancipazione.
Questa necessaria "Dipendenza
Economica", altro non è che un "Boomerang": Molti giovani-adulti che
risiedono in famiglia appartengono a un ceto medio-basso. Si registra anche il
fenomeno dei "figli boomerang", con oltre il 21% dei giovani che
torna a vivere con i genitori dopo un tentativo fallito di emancipazione, a
causa della perdita del lavoro o dell'insostenibilità economica dell'affitto.
Insomma, amici, la percezione diffusa è che costruire la propria stabilità
economica oggi sia molto più complicato rispetto alle generazioni precedenti.
Amici, per le nuove
generazioni raggiungere l‘indipendenza economico-finanziaria è diventato
significativamente così difficile da sembrare una chimera; questa convinzione è condivisa anche da due
terzi dei Baby Boomers. Tra coloro che dipendono ancora economicamente dalla
famiglia emergono però differenze generazionali. L’82% dei membri della
Generazione Z si dice convinto di riuscire prima o poi a camminare con le
proprie gambe, mentre questa fiducia scende al 56% tra i Millennials e al 51%
tra gli appartenenti alla Generazione X.
Questa tendenza può avere
effetti a catena sulla società nel suo complesso. Ad esempio, il ritardo
nell’indipendenza può influenzare il mercato immobiliare, proprio perché i
giovani ritardano l’acquisto di case proprie. Ma questo può influire non poco sulla natalità,
poiché i giovani tendono a rimandare la formazione di una famiglia fino a
quando non raggiungono una maggiore stabilità economica. Quali le possibili soluzioni?
Per affrontare il problema del ritardo nell’indipendenza dei giovani italiani,
è importante considerare differenti alternative. Tra queste vi sono: Migliorare
le opportunità di lavoro per i giovani, creando posti di lavoro stabili e ben
retribuiti, cosa che potrebbe aiutarli a diventare economicamente indipendenti
più rapidamente. Poi attivare politiche abitative: Favorire politiche abitative
accessibili può facilitare l’acquisto di case per i giovani e ridurre la
dipendenza dalla casa dei genitori.
Anche promuovere
l’imprenditorialità giovanile può essere utile: Sostenere con appositi sostegni i giovani imprenditori può creare nuove opportunità di lavoro e incoraggiare
l’indipendenza economica. Infine, creare strumenti per cambiare la mentalità
culturale: Promuovere una cultura che valorizzi l’indipendenza giovanile e la
crescita personale può aiutare i giovani a prendere decisioni più consapevoli
riguardo al momento in cui lasciare casa.
Cari amici, affrontare
questa sfida, che può rendere i giovani più autonomi, aiutandoli a volare da soli, richiede ovviamente un forte impegno da parte del Governo,
della società e delle famiglie stesse, per creare un ambiente favorevole, tale da supportare i
giovani nel loro percorso verso l’indipendenza e l’autosufficienza. Sarà qualcosa di possibile? C’è da ben
sperare!
A domani.
Mario








Nessun commento:
Posta un commento