Oristano 12 luglio 2026
Cari amici,
Col passare degli anni, quando
anche l’età adulta diventa SENILITÀ, il sentimento dell'amore subisce una lenta
ma costante trasformazione; variazione importante, nel senso che evolve, passando da una passione
travolgente ad un legame più sereno e riflessivo, più intimo, perdendo la
focosità e assestandosi sulla condivisione, sulla cura, sul rispetto verso l’altro.
Insomma, quel bollente sentimento, paragonabile ad un mare in tempesta, diventa
placido, calmo, diventando un sereno stare insieme, un placido rifugio contro
la solitudine, capace anche di migliorare il benessere psicofisico e favorendo
l'equilibrio emotivo.
Si, cari lettori, nella
senilità, l'amore evolve verso una dimensione meno irruente ma più profonda, più selettiva e
disinteressata. Col il passare alla fase senile, il cambiamento è guidato da
una maggiore consapevolezza del tempo limitato, che spinge la persona a
concentrarsi sulle relazioni autentiche, scartando quelle “usa e getta”, in
quanto cresce e si consolida un forte bisogno emotivo di reciprocità, nella
consapevolezza che l’amore vero è quello autentico, capace di curare e trasmettere
i valori alle nuove generazioni.
Ci domandiamo: perché avviene
questa “Trasformazione amorosa”, nella Terza Età? Le motivazioni sono alquanto
diverse. Intanto l’avanzare dell’età ci fa diventare più Maturi e Profondi:
I sentimenti perdono l'ansia e i tormenti tipici della giovinezza. L'esperienza
di vita accumulata porta a relazioni più serene, fondate su una profonda
complicità. Avviene, poi, la trasformazione della "Tenerezza Ardente"
in “Tenerezza placida”: Il desiderio fisico da irruente si calma, si trasforma, mancando
l'urgenza della procreazione o la pressione delle aspettative sociali;
l'intimità focosa si placa, esprimendosi attraverso la tenerezza, il contatto
fisico e la vicinanza emotiva.
Col passare degli anni,
anche le coppie più affiatate riservano importanti spazi personali da godere: alcune
coppie over 60 o 70 scelgono di non convivere pur amandosi, per preservare i
propri spazi e le abitudini consolidate in una vita, mentre altre, invece,
trovano sicurezza nel condividere ogni momento della quotidianità. È, amici,
una vita senile vissuta tra ampi spazi di solitudine e molti altri di serena
riflessione.
Cari amici, è “LA
SOLITUDINE” una delle sfide più grandi dell'età senile, che può derivare da varie cause: da
vedovanza, dall’allontanamento dei figli o da un certo isolamento sociale. È questa
una solitudine derivata, una solitudine subita: Quando vissuta senza progetti o
relazioni gratificanti, può portare a tristezza e malinconia, diventando un
fattore di rischio per il declino cognitivo. Se è vissuta, invece, con una serena riflessione e consapevolezza, la solitudine può trasformarsi in un'opportunità
preziosa per la crescita personale. Permette, infatti, di dedicarsi ai propri
interessi, di riscoprire il valore del proprio tempo e di elaborare il passato.
Per trascorrere una
vecchiaia serena, tale da favorire un invecchiamento sano, è importantissimo mantenere
vivo il sentimento dell'amore! Che esso sia rivolto ad un partner, verso i
familiari o verso gli amici, poco importa, sarà sempre un vero e proprio elisir
di lunga vita. Nutrire l'affettività e la socialità aiuta a non sentirsi mai inutili
o invisibili. Nella senilità l’amore passa dalla manifestazione focosa e spesso
esagerata, a quella placida, serena, nella quale si riduce il tempo per le
interazioni superficiali e aumenta il desiderio di godere appieno della
famiglia stretta, in particolare dei figli e dei nipoti.
Si, il ruolo dei nonni nei
confronti dei nipoti è basilare e costruttivo: l'amore per i nipoti diventa un
affetto di tipo generativo; i nonni offrono un supporto emotivo ed educativo
unico, spesso mediato da una minore ansia da prestazione rispetto al ruolo
genitoriale. Cambia anche, con l’avanzare dell’età, il rapporto con i figli, con
una vera “inversione dei ruoli”: l'amore si esprime attraverso l'accettazione
della propria vulnerabilità, affidandosi all'aiuto dei figli senza perdere la
propria dignità.
Cari amici, è, come accennato prima, la
consapevolezza che il tempo che si ha da vivere è diventato limitato a creare i
cambiamenti più importanti: è questa consapevolezza ad agire come un filtro
naturale (teoria della selettività socio-emotiva), eliminando le relazioni
tossiche o superflue per privilegiare quelle che offrono un immediato benessere
emotivo. Con l’avanzare dell'età si tende a dare maggiore peso alle emozioni
positive e si sviluppa una migliore capacità di regolare i propri stati
d'animo, rendendo i legami più stabili e pacifici. Insomma, possiamo dire con serena ironia, che, in realtà, la
vera saggezza arriva sempre quando il tempo sta per finire!
A domani.
Mario









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