Oristano 10 luglio 2026
Cari amici,
Per prendere decisioni
forti, come quella presa da VIVIANA SIRIGU, bisogna avere un forte DNA
assolutamente sardo, ovvero essere una sarda verace, dalla testa ai piedi! La
sua storia, che oggi voglio raccontare a Voi, fedeli lettori, merita davvero di
essere resa nota, perché dimostra un amore non comune per la nostra amata
terra. Viviana è di ORROLI, un piccolo paese con meno di 2mila abitanti, che si
trova nel sud della Sardegna, nella subregione storica del Sarcidano. Primogenita
di cinque fratelli, fin da piccola aiutava la mamma a preparare il pane,
alquanto necessario in una famiglia numerosa come la sua. «Da piccola non ci
vedevo nulla di poetico nello stare tutto quel tempo a impastare con mia madre –
racconta -; in casa eravamo in tanti e mi sembrava un sacrificio, ma lo facevo
perché ci volevamo bene, di un bene indefinito». Come ogni figlia
femmina, in passato l’arte della panificazione si apprendeva in casa, e così fu
per lei. Poi, crescendo, l’arte appresa da sua madre rimase nel limbo dentro
di lei, senza sapere che un giorno
quegli insegnamenti li avrebbe riscoperti e ripresi.
Viviana, personaggio vivace
e intelligente, crescendo studia e si diploma, e al termine degli studi,
conseguiti con profitto, riesce anche a realizzare il traguardo del posto fisso
come contabile in Regione, con sede di lavoro ad Isili. Ma l’amore per il suo
paese, per le sue tradizioni che, giorno dopo giorno si stavano perdendo, la
tengono in ansia. I ricordi del passato, in particolare quelli legati alla
panificazione, quando Lei bambina aiutava sua madre Melinda a preparare il pane,
la tormentano, constatando che ormai quel pane meraviglioso non esiste più! Lei
quel “Pane Bio” fatto con il grano Senatore Capelli”, come si
faceva una volta, vorrebbe riportarlo in tavola, ricreandolo magari con la
riapertura di un bel forno!
Detto fatto: senza
pensarci due volte decide di abbandonare il posto fisso e mettersi in gioco. Si
licenzia, abbandonando il posto sicuro, e torna ad Orroli. La sua idea è
quella di aprire un forno, per riprendere a panificare alla vecchia maniera. Il
forno decide di chiamarlo “KENTOS”, contrazione di chent’annos,
“cent’anni”, per rendere omaggio a Orroli, che rientra tra le cosiddette zone
della longevità, per via dell’alta presenza di centenari. La Sardegna, come molti di Voi sanno, è
l’unica regione italiana a vantare questo primato, presente nello specifico tra
l’Ogliastra e la Barbagia. Come ha avuto modo di raccontare lei stessa, sorridendo,
«Ho scelto questo nome per il nonnino Giovanni Frau, il più anziano d’Europa».
La longevità, secondo
Viviana, è dovuta per molti versi all’alimentazione e, di conseguenza, la “lunga
vita dei centenari” è resa possibile
grazie ad un combinato disposto di vita comunitaria, attività fisica, clima e
alimentazione. Ed ecco, grazie a Viviana, la rinascita dell’antico pane nel
nuovo forno di “Kentos". Il pane realizzato da Kentos è fatto con gli stessi
ingredienti del passato, è identico a quello consumato dai «nonnini» quando lei era bambina:
Grano duro “Senatore Cappelli”, acqua di fonte e quel prodigioso segreto che le
donne della sua famiglia si sono tramandate per trecento anni: “su Framentu”,
il lievito madre.
La grande, coraggiosa idea
di Viviana, è stata, da subito, quella di voler costruire una filiera bio nel
suo paese, Orroli. «Puoi immaginare cosa voleva dire parlare di bio qui: nessuno ci credeva», spiega Viviana. Oggi invece Kentos, attorno al quale
ruotano sessanta famiglie, ha ricevuto i Tre Pani del Gambero Rosso nella guida
“I Migliori Panifici d’Italia 2027”. Un riconoscimento che arriva quasi
vent’anni dopo l’apertura del laboratorio, l’ingresso nella grande
distribuzione e tre anni dopo l’inaugurazione del punto vendita di Cagliari. Un
vero successo!
Amici, Viviana nel suo
laboratorio porta avanti diverse preparazioni di pane: come su MODDIZZOSU,
chiamato così per via dell’arbusto di lentischio (Moddizzi) usato per profumare
il forno a legna in cui viene cotto; nel suo forno Kentos Viviana prepara e vende
anche su PISTOCCU, dalla consistenza secca e croccante, su COCÓI A PITZUS, unico pane decorato in
Sardegna e su CIVRAXEDDU, di piccole dimensioni. Questo tipo di pane
mantiene la sua fragranza per giorni, e, a Orroli lo chiamano anche “pane dei
centenari”.
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| Viviana Sirigu con i figli Simona e Davide |
Cari amici, plaudo con
grande gioia all’iniziativa portata avanti da Viviana, vera sarda che ha uno
smisurato amore per la Sardegna e le sue specialità. L’iniziativa di Kentos, da
lei portata avanti, è oggi un grande progetto etico, attorno al quale gravitano
trentacinque agricoltori, due mugnai e diciannove dipendenti. Tutto il grano
usato, il Salvatore Capelli, è coltivato in Sardegna, è macinato a pietra e
trasformato secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. «Kentos
puntava a creare valore in un territorio fragile», ripete Viviana. Nelle sue
parole Orroli – e la sua comunità – sono sempre in primo piano; non è un caso,
infatti, che anche il laboratorio si trovi all’interno di una casa campidanese,
abitazione del sud della Sardegna, nota per le ampie corti in terra cruda. Grazie
Viviana, della tua forza e del tuo coraggio di vera sarda che ama fortemente la
sua terra!
A domani.
Mario








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