mercoledì, luglio 15, 2026

COME RINFRESCARE LE CITTÀ NELLE ESTATI SEMPRE PIÙ CALDE? A ROMA SI SPERIMENTA L'ALBERO BIOCLIMATICO.


Oristano 15 luglio 2026

Cari amici,

Che il clima stia pericolosamente cambiando è una realtà inequivocabile! Di colpe l'uomo ne ha tante, tra le quali la grande distruzione delle superfici boschive. Le conseguenze sono, ormai, tanto note e difficili da rimediare. In particolare nei grandi centri urbani il conseguente cambiamento climatico sta amplificando le “ondate di calore estivo”, arroventando le città che, di giorno in giorno, d’estate, stanno diventando invivibili. Queste isole di calore, oramai insopportabili, sono conseguenza dell'asfalto e del cemento presente, che assorbono l'energia solare rilasciandola poi lentamente di notte, portando spesso a temperature percepite fino a 10°C superiori rispetto alle aree rurali e causando disagi, rischi per la salute e notti tropicali.

Nelle metropoli questo fenomeno si aggrava ulteriormente per diverse cause strutturali. Uno di questi è L’EFFETTO CANYON: L'altezza degli edifici ostacola la ventilazione, impedendo all'aria calda di disperdersi; un altro è L’IMPERMEABILIZZAZIONE: La mancanza di suolo nudo, privo di vegetazione, che impedisce il naturale raffreddamento per evaporazione (evapotraspirazione); poi le ATTIVITÀ ANTROPICHE: Il traffico veicolare, gli impianti industriali e l'uso continuo dei condizionatori, che rilasciano ulteriore calore nell'atmosfera. Come cercare di rimediare a questo circolo vizioso che rende le nostre città in determinati periodi praticamente invivibili?

Un recente esempio ci viene dalla Città di Roma, che sperimenta una soluzione alquanto innovativa per mitigare le isole di calore presenti nella nostra capitale. In Piazza dei Cinquecento (davanti alla Stazione Termini), è stata proposta l'installazione di un ALBERO BIOCLIMATICO. L'albero bioclimatico è un'installazione tecnologica ispirata all'architettura antica, progettata per abbassare le temperature nelle isole di calore urbane. Sfruttando il principio del raffrescamento adiabatico, queste strutture offrono un'oasi di refrigerio nelle aree cementificate senza l'uso di energia elettrica per i compressori.

Il funzionamento si basa su meccanismi naturali: Struttura porosa: Un cilindro centrale in materiali naturali e porosi (come laterizio riciclato o bambù) viene mantenuto costantemente umido; Evaporazione: L'aria calda della città attraversa il cilindro. L'acqua evapora, assorbendo il calore e raffreddando l'aria; Rinfresco: L'aria più densa e fresca viene convogliata verso il basso (effetto downdraft), riducendo la temperatura percepita; Autonomia: L'acqua e i sistemi di ricircolo possono essere alimentati tramite piccoli pannelli fotovoltaici integrati. Questi dispositivi sono progettati per abbassare la temperatura dell’aria fino a 10° C rispetto alle aree circostanti senza consumare elettricità. Come accennato, in cima alla torre sono previsti pannelli fotovoltaici che alimentano sia il sistema di ricircolo dell'acqua sia l'illuminazione.

L'idea (in corso d’opera al Comune di Roma) non è, comunque, una novità: il principio fisico utilizzato è noto da millenni. Nell'antico Egitto i palazzi di nobili e faraoni sfruttavano le alte pareti con finestre strette e lunghe collocate in cima: l'aria calda entrava da lì e, scendendo, si raffreddava. Lo stesso concetto si ritrova nel Castello della Zisa di Palermo, residenza estiva dei re normanni. Il Campidoglio sta completando gli approfondimenti tecnici ed economici necessari a sostenere l'investimento, stimato in circa 500 mila euro. Solo al termine di queste verifiche si saprà se e quando l'opera diventerà realtà. In caso positivo, sarebbe il primo esemplare del genere installato in Italia.

Amici, l'albero bioclimatico nasce anche come risposta all’errata impostazione dello sviluppo delle città negli ultimi decenni, considerata la mancanza di progettazione di aree di verde pubblico: l’albero bioclimatico, dunque, sarebbe un modo per offrire refrigerio in tempi rapidi, dove il verde vero manca, o comunque fatica ad arrivare. Ovviamente l'albero bioclimatico è una soluzione temporanea, che va integrata con altre strategie di raffrescamento urbano, a partire da quanto detto prima: aumentare considerevolmente le superfici alberate. Amici lettori, che gli alberi contribuiscano notevolmente a rinfrescare l’aria, è ben noto. Uno studio del Joint Research Centre su oltre 600 città europee ha rilevato che gli alberi urbani abbassano la temperatura dell'aria in media di circa 0,8 °C, con effetti ben maggiori in contesti favorevoli. Ricercatori del CNR, insieme alla State University of New York, indicano nel 30% di copertura arborea una soglia in grado di ridurre sensibilmente gli effetti delle ondate di calore. E non solo.

Usare Pavimentazioni drenanti e "città spugna". Superfici permeabili e materiali che non trattengono il calore permettono all'acqua di infiltrarsi e di alimentare il verde, riducendo l'accumulo termico. Usare materiali riflettenti. Pavimentazioni, rivestimenti e coperture chiare respingono la radiazione solare invece di assorbirla, abbassando la temperatura superficiale di edifici e strade e riducendo anche i consumi energetici per il condizionamento. Infine, Acqua e raffrescamento evaporativo. Fontane, nebulizzatori e installazioni come l'albero bioclimatico, che sfruttano l'evaporazione per creare zone di comfort mirate negli spazi più esposti.

Cari amici, ho appreso con molto piacere l’idea che sta portando avanti la Città di ROMA, ma in futuro credo che dovremmo rivedere gli spazi delle nostre città, aggiungendo quel verde che per troppo tempo abbiamo ignorato.

A domani.

Mario

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