martedì, ottobre 06, 2026

I METODI ADOTTATI DAL CERVELLO PER RISPARMIARE ENERGIA. UNO DI QUESTI È L'UTILIZZO DELLE NOSTRE “ABITUDINI”.


Oristano 6 ottobre 2026

Cari amici,

Il cervello umano, pur rappresentando solo il 2% del nostro peso corporeo, consuma circa il 20% dell'energia totale del corpo e per questo motivo utilizza diverse strategie per non sovraccaricarsi. La più importante risorsa a cui ricorre è l’utilizzo delle “ABITUDINI”, trasformando così sequenze complesse di azioni in “automatismi” che non richiedono un costante controllo consapevole. Oltre all’utilizzo delle abitudini, comunque, il cervello applica altri metodi per cercare di ridurre il forte consumo energetico.

Col passare degli anni, quando lentamente ma inesorabilmente l’età passa dalla maturità alla vecchiaia, le “ROUTINE”, OVVERO LE ABITUDINI, quel meccanismo biologico con cui il cervello si orienta, risparmia energie e protegge la propria efficienza, diventano ancora più importanti, per cui, soprattutto nelle persone anziane e fragili, stravolgere le consolidate abitudini sedimentate nel corso degli anni, può avere profonde conseguenze negative. Vediamo meglio perché.

Il cervello opera in questo modo non certo per pigrizia, in quanto – come accennato prima – a contare maggiormente è il risparmio energetico. La nostra mente è una vera e propria “macchina predittiva”: ogni giorno elabora una mole immensa di informazioni e, per risparmiare energia, trasforma i gesti ricorrenti in automatismi. Allacciamo la cintura senza pensarci, chiudiamo la porta d'istinto, recuperiamo un oggetto sapendo già dove trovarlo. Le abitudini non sono pigrizia: sono un potente meccanismo di efficienza che libera risorse cognitive da investire in compiti più impegnativi.

Come accennato prima, col passare degli anni, tutti invecchiano, e anche il possibile “cambio di abitudini”, come l'ambiente, gli orari, i punti di riferimento, i volti, costringe la nostra mente a dover ricostruire da zero il precedente programma impostato. In un soggetto giovane, di solito, basta qualche giorno di assestamento, ma in un soggetto anziano i problemi risultano ingigantiti. Per un anziano, soprattutto se fragile o con un iniziale decadimento cognitivo, lo sforzo può diventare gravoso. Non è raro che un trasloco, un ricovero ospedaliero o l'ingresso in una struttura residenziale si accompagnino a disorientamento e perdita di autonomia.

Quando ci capita di sentire un familiare dire: "Non spostate il nonno dalla sua casa, ne morirebbe.", in quella frase, colma di affetto, c’è una sacrosanta verità. Man mano che il tempo passa, amiamo ripetere gli stessi gesti. Posare la tazza sempre nello stesso posto, osservare il mondo che si muove sempre dalla stessa finestra, fare sempre lo stesso tragitto per muoversi in casa tra le stanze, la cucina e il salotto, brevi tragitti sempre uguali per anni. Anche il giornale letto sempre nello stesso tavolo, sedersi nella stessa panchina o entrare nello stesso bar ordinando “il solito”. Tutti dettagli che la mente ripete in automatico.

Amici l’adozione da parte del cervello delle ABITUDINI, risulta davvero salutare e risparmioso. Invece di analizzare ogni singolo dettaglio proveniente dall'ambiente, il cervello si basa sulle esperienze passate. Elabora solo le differenze o gli errori di previsione (ciò che è inatteso), ignorando la routine visiva o sensoriale prevedibile. Anche durante il sonno e nel corso della vita, il cervello elimina le connessioni sinaptiche (le sinapsi) che non vengono usate frequentemente. È in questo modo che avviene il “Risparmio”: si riduce il numero di neuroni e percorsi da attivare, rendendo i circuiti rimasti più efficienti e veloci. In questo modo gli altri neuroni rimangono in uno stato di riposo energetico, riducendo drasticamente il consumo di glucosio e ossigeno.

Cari amici, Non pensiamo che “LE ABITUDINI” rendano la nostra vita monotona, perché in realtà rendono la nostra vita sostenibile. Viviamo in un'epoca che esalta il cambiamento continuo, la velocità, l'imprevisto; eppure il cervello continua ad avere bisogno di qualcosa di antico: LA STABILITÀ. Per questo, quando vediamo un anziano smarrirsi dopo aver lasciato la propria casa, non assistiamo alla semplice nostalgia di un luogo: perchè è la sua mente che ha perso, tutta insieme, la sua mappa del mondo! LA STABILITA', LA RIPETIZIONE, RIMODELLANO IL NOSTRO CERVELLO.

A domani, fedeli lettori.

Mario

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