lunedì, giugno 22, 2026

“STRINGERSI LA MANO”: UN GESTO OGGI COMUNE, PER CONOSCERSI E SALUTARSI, LA CUI ORIGINE RISALE A MOLTI SECOLI FA.


Oristano 22 giugno 2026

Cari amici,

Il gesto di “STRINGERSI LA MANO”, oggi usato per conoscersi e salutarsi, è nato nella notte dei tempi, in quanto ha origini millenarie, risalenti addirittura al IX secolo a.C. Le analisi archeologiche, infatti, hanno accertato che, in Mesopotamia, questo gesto era inizialmente nato come simbolo di pace e fiducia, evolvendosi, poi, nel tempo fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi, infatti, stringersi la mano è un gesto ufficiale che compiamo in contesti formali, con cui ci presentiamo la prima volta, per dirci come stiamo, o anche usato per stipulare accordi sia commerciali che sociali.

Stringersi la mano nell’antichità era simbolo rituale di amicizia, rispetto e alleanza. Circa 5.000 anni fa i re assiri e babilonesi si stringevano la mano come simbolo di uguaglianza e rispetto. Le prime raffigurazioni in cui si nota il gesto di darsi la mano risalgono, infatti, ad oltre 5.000 anni fa: l’iconografia dell’antica Mesopotamia ci mostra divinità e sovrani che si stringono la mano come simbolo di amicizia e reciproco rispetto. Per esempio, presso l’Iraq Museum, il museo nazionale dell’Iraq a Baghdad, è conservata quella che si ritiene possa essere “l'immagine della più antica stretta di mano della storia”: si tratta di un bassorilievo assiro che mostra il re Shalmaneser III nell’atto di stringere la mano al sovrano babilonese Marduk-zakir-shumi I per sancire un’alleanza.

Altra testimonianza antica della stretta di mano è la stele situata nel santuario di Nemrut Dağı, in Turchia, che raffigura il re Antioco I (II secolo a.C.) stringere la mano ad Ercole, come segno di alleanza e rispetto tra un sovrano umano e un semi-dio. Successivamente, prima nell’antica Grecia e poi nell’antica Roma, la stretta di mano (in latino dexiosis o dextrarum iunctio, che significa congiunzione della mani) mantiene il significato di stringere alleanze e accordi, e diventa parte di rituali sociali come il matrimonio. Gli sposi, infatti, durante il rito congiungevano le mani, suggellando la loro unione.

Dal Medioevo in avanti la stretta di mano, detta “TOCCAMANO”, diventò un gesto con valenza giuridica: stringersi la mano significava a tutti gli effetti stringere un patto: un accordo commerciale, un’alleanza, ovvero suggellare contratti di diverso tipo; serviva in particolare anche per dimostrare che la mano destra era disarmata. Stringersi la mano, insomma, era come stipulare un contratto verbale: questa valenza rimase nei secoli, e portò la stretta di mano ad assumere un significato più popolare di gesto da compiere quando si era in accordo con il proprio interlocutore.

Successivamente, in Inghilterra e poi in America nel corso XVII secolo, i Quaccheri – movimento cristiano che si distingue per l’assenza di dogmi e sacramenti, basato sul contatto personale e interiore con Dio – adottarono la stretta di mano come forma di saluto egualitario. Proprio perché non riconoscevano dogmi e gerarchie, i Quaccheri scelsero il “toccamano” come segno di uguaglianza sociale e predisposizione allo scambio.

Amici, successivamente, con la Rivoluzione Francese, alla fine del ‘700, la stretta di mano diventò a tutti gli effetti un gesto “popolare”: i rivoluzionari la adottarono – in opposizione all’inchino – che indicava sudditanza, come espressione di uguaglianza e fraternità nel momento in cui ci si incontrava, giungendo, infine a noi, abitanti del Terzo Millennio! Fu un vero esempio di parità, quando ancora essere sudditi era quella triste realtà che la Rivoluzione Francese cercò di spazzare via.

Cari amici, oggi, stringersi la mano è quel gesto ufficiale che compiamo in contesti formali, con cui ci presentiamo la prima volta o con cui stipuliamo accordi in contesti diplomatici. Quella che ci sembra un’azione abituale, come avete letto prima, ha in realtà origini davvero molto antiche! La stretta di mano, insomma, ha sempre portato con sé un’espressione di rispetto, di pace e di scambio onesto, che caratterizza, oggi come ieri, il gesto positivo di accordo, di saluto benevolo, di accoglienza e parità.

A domani, amici lettori.

Mario

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