martedì, giugno 16, 2026

IL LAVORO MANAGERIALE E LA “SINDROME DELL'IMPOSTORE”. QUANDO UN AVANZAMENTO DI CARRIERA O L'INCARICO DI UNA MAGGIORE RESPONSABILITÀ CREANO QUESTA SINDROME PREOCCUPANTE.


Oristano 16 giugno 2026

Cari amici,

Nelle aziende, in particolare quelle maggiori, dove è presente un numeroso e qualificato personale, il ruolo dei diversi Manager è alquanto impegnativo e stressante, in quanto costantemente sotto la pressione di un mercato che non fa sconti a nessuno. I MANAGER di queste aziende sono particolarmente sensibili relativamente al ruolo svolto, e spesso si ritengono anche abbastanza vulnerabili, considerato il loro difficile ruolo. Vulnerabilità che, spesso, li porta a subire la così detta “SINDROME DELL'IMPOSTORE”, ovvero a pensare di ritenersi inadeguati nel difficile ruolo da loro svolto, nel sensi di ritenendosi, sotto certi aspetti, non adatti a ricoprirlo.

Questa sindrome capita più spesso nei momenti di transizione verso un incarico superiore, oppure in momenti di forte pressione. I momenti critici in cui questa sensazione di inadeguatezza si manifesta più spesso sono: Dopo una promozione: Il passaggio ad un nuovo ruolo di vertice genera ansia e il timore di non essere all'altezza delle aspettative aziendali. Di fronte a nuove responsabilità: Gestire progetti innovativi o ricoprire ruoli ibridi, dove manca uno storico precedente a cui fare riferimento. Durante le valutazioni: Quando i manager si confrontano con colleghi di pari livello o si trovano a guidare collaboratori altamente qualificati, temendo di essere "scoperti" come incompetenti.

Si, amici, non sono pochi i manager che, in determinati momenti della loro vita professionale, hanno la sensazione di sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo, mettendo in dubbio le proprie competenze o non riuscendo a riconoscere il valore dei risultati raggiunti. La “Sindrome dell’impostore” è proprio questa sensazione di inadeguatezza, che molti professionisti sperimentano nel corso della propria carriera e che spesso non riflette una reale mancanza di capacità, ma una percezione distorta del proprio valore.

A mettere in luce questo serio problema è stata una rilevazione effettuata da HAYS, leader globale nella selezione e nelle soluzioni HR, realizzata in collaborazione con SERENIS, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato; secondo l'indagine 7 italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta e oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso. Questa sensazione di inadeguatezza risulta accentuata negli ambienti lavorativi caratterizzati da elevati livelli di perfezionismo e dalla necessità di dover sempre dimostrare il proprio valore.

Tra le situazioni che possono far emergere con maggiore forza questa sensazione, al primo posto c’è il “Cambio di ruolo”, ovvero l’avanzamento in un ruolo superiore, problema indicato da quasi 4 italiani su 10: è un passaggio cruciale, carico di ansia e nervosismo, che può portare a mettere in discussione le proprie capacità e il proprio valore professionale. Anche il confronto con i colleghi di pari ruolo può alimentare dubbi e insicurezze, come segnalano circa 3 italiani su 10. Segue il processo di selezione per una nuova posizione, indicato dal 18% dei rispondenti, mentre solo l’11% afferma di non conoscere il fenomeno.

Secondo Alessio Campi, people & culture director di Hays Italia, “La sindrome dell’impostore non dipende necessariamente da una reale mancanza di competenze, ma spesso da una percezione distorta del proprio valore professionale. Proprio per questo le aziende hanno un ruolo fondamentale nel riconoscerne i segnali e nel creare contesti in cui le persone possano sentirsi ascoltate e supportate. Un dialogo continuo tra manager e risorse, insieme a feedback costanti e costruttivi, può aiutare a intercettare questi momenti di difficoltà e a ricondurli alla loro reale dimensione, evitando che insicurezza e autocritica diventino un limite alla crescita professionale”.

Cari amici, indubbiamente il ruolo dei manager di alto livello non è semplice è richiede doti non comuni per essere affrontato nel modo migliore in tutte le situazioni. Anche la Sindrome dell’impostore che spesso colpisce, può essere tamponata con consapevolezza e e riflessione.  Innanzitutto è necessario operare ancorando l'autostima ai fatti concreti e normalizzando il dubbio. Le strategie chiave includono: di fronte ai dubbi, analizzare i risultati oggettivi, i feedback e i traguardi raggiunti per confutare la sensazione di inadeguatezza; infine, liberarsi dall'idea della perfezione e considerare ogni errore o limite come parte naturale del percorso di leadership.

A domani.

Mario

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