Cari amici,
Chi è Paolo Crepet lo sappiamo in tanti, in
particolare per la passione che ha nei confronti del mondo giovanile. Nato a Torino
ne 1951, psichiatra di fama e sociologo, oltre che saggista e opinionista, è
famoso per le sue analisi critiche sulla società contemporanea, con particolare
riferimento all'educazione giovanile. È autore di numerosi bestseller e forte sostenitore
di un approccio pedagogico che responsabilizzi le giovani generazioni. In un suo recente discorso
sulla vita, sul coraggio e sulla libertà personale dei giovani, che vivono
questo millennio in preda a mille ansie, dubbi e con comportamenti fortemente dipendenti
dagli adulti, si è così espresso: “Non fate l’errore di arrivare alla mia
età aspettandovi tutto dagli altri. Prendete il vostro coraggio, la vostra
bellezza e cercate di essere cacciatori dei vostri orizzonti. Nessuno lo può
fare per voi. Perché questa si chiama vita. Cercate proprio la luna! E anche se
non ci riuscite, in ogni caso sarete seduti tra le stelle. È un modo molto
bello per dire vale la pena provarci a vivere davvero’".
Questa sua forte citazione
non è da prendere come una ironica maniera di ricordare la loro indipendenza, ma,
al contrario, chiede a chi la legge di guardare con sincerità dentro la propria
vita e alle scelte da portare avanti. Crepet, in pratica, invita i giovani a
non restare fermi, a non aspettare sempre l’arrivo di una spinta esterna, ma a
cercare dentro di sé il coraggio di agire, di muoversi con determinazione verso
quegli obiettivi che si sognano, che si desiderano veramente e che possono
essere conquistati.
Il forte invito rivolto
ai giovani “Siate cacciatori dei vostri orizzonti”, altro non è che una incitazione ad agire, a rimboccarsi le maniche e cercare di realizzare le proprie
aspirazioni. È una metafora che parla di ricerca, desiderio, movimento. Paolo Crepet
suggerisce, cerca di far capire alla gioventù di oggi, che la vita non dovrebbe
essere attesa passivamente, ma tampinata, inseguita con fame, curiosità e
coraggio! Sono tanti i giovani che trascorrono anni aspettando passivamente che
qualcosa cambi!
Il suo, in realtà, è un ammonimento:
non restare fermi ad aspettare l’occasione giusta, oppure che arrivi qualcuno a salvarli; l’attesa può essere vana, se si aspetta la conferma dagli altri o il
momento perfetto per iniziare. Il rischio, infatti, secondo Crepet, è arrivare
a un certo punto della vita con il rimpianto di non aver mai davvero provato a
inseguire ciò che si desiderava. Essere “cacciatori dei propri orizzonti”
significa proprio questo: smettere di aspettare che qualcosa accada e iniziare
a muoversi verso ciò che fa sentire vivi.
Amici, uno dei passaggi
più belli del discorso di Crepet è quello dove dice: “Cercate proprio la luna.
E anche se non ci riuscite, in ogni caso sarete seduti tra le stelle”! In
queste parole c’è un’idea molto lontana dalla cultura della perfezione a cui
siamo abituati oggi. Viviamo in un’epoca in cui sembra necessario riuscire
sempre, mostrarsi forti, avere risultati immediati. Crepet invece restituisce
valore al tentativo, persino al fallimento. Provare qualcosa di grande e non
raggiungerlo non significa aver perso tempo. Significa essersi mossi, aver
vissuto, aver avuto il coraggio di uscire dalla paura e dall’immobilità. Il
vero fallimento, forse, è quello di non avere mai tentato.
L’ultima frase del
discorso di Crepet racchiude il senso più profondo del suo pensiero: “Vale la
pena provarci a vivere davvero.” Non sopravvivere. Non limitarsi ad andare
avanti per abitudine. Ma vivere davvero, anche rischiando di sbagliare, di
cadere, di sentirsi fuori posto. È un invito ad avere desideri autentici, a non
ridimensionarsi per paura del giudizio e a non accontentarsi di una vita
costruita solo sulle aspettative degli altri. Poi conclude dicendo: “non tutti
riusciranno ad arrivare ‘alla luna’, ma chi almeno avrà avuto il coraggio di
cercarla, forse scoprirà qualcosa di molto più importante lungo il cammino”.
Cari amici, il forte
messaggio del grande Crepet oggi risulta essere un grande stimolo ai giovani,
intrappolati in una società dove essi si sentono bloccati, tra aspettative
sociali, paura del futuro e bisogno continuo di approvazione. Il suo è un
discorso autentico, che invita i giovani ad avere quel coraggio che manca: “il
coraggio di vivere senza aspettare continuamente il permesso di qualcuno”!
A domani, fedeli amici
lettori!
Mario








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