Oristano 6 giugno 2026
Cari amici,
La Cina ha in corso di
realizzazione il più grande progetto di riforestazione del Pianeta: un’immensa
muraglia verde che, per la sua vastità, sta modificando il clima di diverse
regioni del Paese, cambiando in modo sostanziale la regolarità delle piogge e le risorse
idriche prima presenti. La Cina, come in tanti sappiamo, ha sempre concepito le
cose in grande! Basti pensare che è stata realizzata in Cina la diga più grande
del mondo, la rete ferroviaria ad alta velocità più estesa del pianeta, o,
ovviamente anche il parco eolico più grande, tutte opere gigantesche realizzate in Cina.
Tornando all’immensa
muraglia verde in costruzione, se è pur vero che il rimboschimento di alcune
aree del mondo comporta notevoli benefici, piantare miliardi di alberi può
avere conseguenze impreviste e indesiderate. Uno recente studio descrive in
dettaglio come il massiccio sforzo di rinverdimento effettuato in Cina stia
alterando sensibilmente l'idrologia del Paese, spostando una maggiore quantità
di precipitazioni in alcune aree mentre ne ha prosciugate delle altre! A
causare questo cambiamento, pare che la causa principale sia da attribuire all’aumento
sia dell'evaporazione che della traspirazione, un processo in cui le piante
rilasciano vapore acqueo attraverso dei pori chiamati stomi.
Tornando indietro nel tempo c'è da dire che questo immenso progetto
la Cina lo avviò nel 1978, ipotizzando la realizzazione della «Fascia di
protezione dei Tre Nord», operazione poi diventata più nota come la «Grande Muraglia
Verde», con l’obiettivo di combattere l’erosione del suolo e ridurre le
tempeste di sabbia. Il progetto è ora arrivato alla fase finale. Secondo l’agenzia
Reuters, la Cina ha piantato alberi su una superficie di 116.000 miglia
quadrate, aumentando la copertura forestale totale del Paese dal 10% del 1949 a
circa il 25% nel 2024. Ma uno studio del 2025 pubblicato sulla rivista Earth’s
Future mostra che tutti questi alberi in più (circa 78 miliardi dall’inizio
degli anni ’80, secondo alcune stime) stanno comportando alcune conseguenze
impreviste e pericolose per la distribuzione idrica della Cina.
Ricercatori
dell'Università di Tianjin, l'Università Agraria cinese di Pechino, e
dell'Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, hanno scoperto che, tra il 2001 e
il 2020, l'aumento della vegetazione ha ridotto le risorse idriche sia nella
regione del monsone orientale che nella regione arida nord-occidentale. Si
tratta di un dato significativo, considerando che queste aree costituiscono
circa il 74% della superficie totale della Cina, secondo quanto riportato da
Live Science. Secondo lo studio, le iniziative di rinverdimento come la Grande
Muraglia Verde — insieme ad altre iniziative di piantumazione, quali il
Programma «Grain for Green» e il Programma di protezione delle foreste
naturali, entrambi avviati nel 1999 — hanno aumentato l’evapo-traspirazione,
termine che unisce evaporazione e traspirazione (il processo attraverso il
quale le piante rilasciano vapore acqueo tramite minuscoli pori noti come
stomi).
Studiando questi rapidi
cambiamenti nell’uso e nella copertura del suolo (LUCC), gli autori osservano
inoltre che alcune transizioni di zona – come il passaggio da praterie a foreste o da
terreni coltivati a praterie – hanno influito sull’evapo-traspirazione, sui
tassi di precipitazioni e sulla disponibilità idrica in misura variabile. Ad
esempio, le praterie trasformate in foreste hanno aumentato l’evapo-traspirazione
e le precipitazioni, ma hanno influito negativamente sulla disponibilità
idrica.
Purtroppo, la
disponibilità idrica della Cina non è distribuita in modo equo per la sua
popolazione. Secondo lo studio, le regioni settentrionali del Paese ospitano
circa il 46% della popolazione e più della metà dei terreni coltivabili, ma
solo il 20% della disponibilità idrica. Gli autori sostengono che questi cicli
idrologici alterati debbano essere presi in considerazione nella pianificazione
dei futuri sforzi di riforestazione. «I nostri risultati evidenziano che i
cambiamenti nella copertura del suolo possono determinare una ridistribuzione
delle risorse idriche tra le regioni», hanno scritto gli autori. «Comprendere
questi effetti è fondamentale per pianificare una gestione sostenibile del
territorio e delle risorse idriche in Cina».
Cari amici, modificare in
modo esagerato le millenarie regole della natura, può creare, purtroppo, scompensi
superiori ai vantaggi che inizialmente erano stati previsti. Gli
eccessi sono sempre pericolosi. Grande attenzione, dunque, prima di intervenire sulle millenarie regole della natura!
A domani.
Mario






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