domenica, giugno 14, 2026

LE STRAORDINARIE CAPACITÀ DELLA NOSTRA MENTE: È IN GRADO DI CREARE ANCHE I COLORI!


Oristano 14 giugno 2026

Cari amici,

Che il colore nella nostra vita abbia una grande importanza è a tutti noto, tant’è che chi non riesce a distinguere i vari colori e destinato ad essere considerato, sotto certi aspetti, handicappato. Ebbene, ciò nonostante, gli scienziati oggi affermano con grande convinzione che i colori non esistono, nel senso che non sono una realtà vera ma sono solo un’opera creativa della nostra mente! La verità è che noi tutti siamo abituati a pensare che il colore sia reale, ovvero una proprietà intrinseca degli oggetti che vediamo, ma non è così!

Il colore, amici, in realtà è una percezione che si crea nel nostro cervello nel momento in cui i fotorecettori della nostra retina (cioè le cellule sensibili alla luce) vengono stimolati dalla luce proveniente da un oggetto. Ciò significa che è a quel punto che la percezione del colore si forma a livello del nostro cervello, il quale, rielaborando le informazioni provenienti dai fotorecettori del nostro occhio, crea il colore da noi percepito.

È LA LUCE, quindi, è il fattore principale che consente al nostro cervello di elaborare il colore. Senza luce, infatti, non ci sono i colori. Come accennato prima, la presenza di una sorgente luminosa è un elemento imprescindibile per creare nella nostra mente la sensazione del colore. Senza la luce, quindi, non siamo in grado di percepire i colori, tant’è che in condizioni di bassa luminosità tutto ci sembra grigio! Per meglio chiarire, ecco un esempio, capace di confermare questo straordinario meccanismo messo in atto dal nostro cervello. Se prendiamo un foglio bianco e lo illuminiamo con una luce verde, il foglio verrà percepito da noi come verde; tornerà ad apparire bianco, invece, quando lo illumineremo con una luce bianca. Ciò sta a dimostrare come il colore non sia una proprietà intrinseca dei corpi che osserviamo ma che, al contrario, la percezione dei colori dipende dal tipo di luce che utilizziamo per poterli vedere.

Si, amici, è la tipologia di luce che lo colpisce, che ne fa evidenziare la nostra percezione “a colori” di quell’oggetto. Successivamente, i componenti cromatici dell’oggetto interagiscono con la luce che li investe, assorbendo selettivamente alcune lunghezze d’onda e riflettendone o trasmettendone altre. La parte di luce riflessa (o trasmessa) è ciò che alla fine il nostro occhio percepisce, e quindi il risultato del colore che vediamo.

Come sfruttare al meglio i colori che il nostro occhio percepisce, lo possiamo osservare dal punto di vista “commerciale”. In questo campo le possibilità sono diverse, tutte utilizzate con grande astuzia, per poter vendere al meglio le proprie merci, collocate in bella vista in vetrina. Facciamo un esempio. C’è chi utilizza una grande furbizia per vendere al meglio la merce esposta in vetrina. Facciamo l’esempio del macellaio, che per vendere la sua carne deve mostrarla, nei vari tagli al meglio, in particolare come colore.

Nel preparare il suo banco di vendita, il macellaio espone in bella vista i vari tagli di carne ai clienti. Poi, con grande intelligenza, impiega, per illuminare la sua vetrina, quelle lampade appositamente studiate per esaltare al meglio le componenti rosse della carne, in quanto, al contrario, certe lampade potrebbero far risaltare le componenti più brunastre, di norma poco gradite, rendendo la sua merce esposta meno appetibile per il compratore. Sono sottigliezze, quelle usate, che connotano la persona come un ottimo venditore!

Cari amici, Dopo la lettura di questo articolo, molti di noi, credo, arrivano a scoprire cose mai pensate o immaginate per una vita intera, in quanto convinti che ogni cosa avesse un proprio colore! Oggi, la scienza, ci ha fatto scoprire uno dei tanti segreti della nostra mente, che in realtà ha proprietà così straordinarie, tali da farci restare senza parole! Ora, però, se guardando un oggetto qualcuno ci dice: “Di che colore è?”, sono certo che facciamo un sorriso e rispondiamo: DIPENDE…!

A domani.

Mario

 

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