Oristano 19 giugno 2026
Cari amici,
L’UOMO fortunatamente è nato libero! Libero di agire e di pensare, nel senso di avere la capacità di elaborare le
proprie convinzioni, basandosi sull'evidenza e sulla ragione, e rifiutando
dogmi e imposizioni esterne. Il “LIBERO PENSIERO”, intrinsecamente è rivoluzionario
perché consente di liberare l'individuo dal conformismo e dalla sottomissione
intellettuale, rendendolo indipendente da qualsiasi forma di autorità sia dogmatica
che politica. Il poter “pensare liberamente”, che consente all’individuo di contestare
e mettere in pericolo l'autorità, è uno dei temi centrali degli scritti del grande filosofo Bertrand
Russell, Premio Nobel per la Letteratura nel 1950; un chiaro "riconoscimento dei
suoi molteplici e significativi scritti, nei quali ha difeso gli ideali
umanitari e la libertà di pensiero".
Bertrand Russell, fu uno dei
più influenti filosofi del XX secolo; Egli ha sempre posto al centro della sua
riflessione il valore del pensiero critico e razionale come fondamento della
libertà umana. La citazione: “Gli uomini temono il pensiero più di qualsiasi
cosa al mondo, più della rovina, più della morte stessa. Il pensiero è
rivoluzionario e terribile. Il pensiero non guarda ai privilegi, alle
istituzioni stabilite e alle abitudini confortevoli. Il pensiero è senza legge,
indipendente dall’autorità, noncurante dell’approvata saggezza dell’età. Il
pensiero può guardare nel fondo dell’abisso e non avere timore. Ma se il
pensiero diventa proprietà di molti e non privilegio di pochi, dobbiamo finirla
con la paura.”
Per Russel Il pensiero è
rivoluzionario, perché rompe le barriere dell’ordine costituito. Non riconosce
gerarchie prestabilite, non si piega a dogmi, non teme di mettere in
discussione tutto ciò che viene dato per scontato. In questo senso, pensare
autenticamente significa anche essere disposti a rinunciare alle illusioni
rassicuranti e ad affrontare la realtà nella sua complessità, anche laddove
essa è inquietante o dolorosa. Il pensiero, se è davvero libero, è sovversivo, scardina le fondamenta su cui poggiano i privilegi sociali, smaschera le
convenzioni, denuncia le falsità del potere.
Amici, per Russel la
paura del pensiero è, in fondo, la paura della libertà. Perché pensare
significa scegliere, discernere, agire. Significa non affidarsi più
all’autorità di altri, ma essere autori della propria visione del mondo. E
questa autonomia è spaventosa per chi ha costruito la propria identità
sull’obbedienza e sulla dipendenza. Il libero pensiero è, per Russel, profondamente
democratico, nel senso che non è un privilegio di pochi, e questa libertà diventa
una forza che può trasformare davvero la società.
Nell’elaborare la sua
filosofia Bertrand Russell non si limita a constatare il potere del pensiero e
la paura che esso suscita. Egli afferma, in modo forte, etico e imperativo, che
“dobbiamo finirla con la paura”. La sua è una chiamata alla responsabilità
collettiva, all’urgenza di creare una cultura in cui pensare non sia un atto
pericoloso, ma un diritto e un dovere. In questo senso, il libero pensiero
diventa anche una forza morale: ci emancipa, ci rende migliori, ci costringe a
vedere il mondo non solo per ciò che è, ma per ciò che col contributo di tutti
potrebbe diventare.
Amici, come possiamo
considerare il pensiero del grande pensatore, figlio del secolo scorso, nella
caotica vita sociale politica del Terzo Millennio? Nel contesto storico e
politico in cui viviamo, le parole di Russell conservano una straordinaria
attualità. L’accesso all’informazione, la diffusione dei saperi, la possibilità
di esprimere opinioni diverse sono, almeno formalmente, più ampie che in passato.
Ma ciò non significa che il pensiero sia realmente libero. In un mondo dominato
da narrazioni imposte, da semplificazioni mediatiche, da algoritmi che
selezionano le nostre idee, il pensiero critico è ancora una conquista
quotidiana, una pratica che richiede coraggio e rigore.
Cari lettori, oggi la
vera sfida che ciascuno di noi può lanciare è fare in modo che il pensiero non
resti confinato all’ambito accademico o intellettuale, ma diventi una forza
viva nella società. Se siamo in tanti a ragionare con il pensiero libero, riusciremo
a far sì che la scuola, i media, la politica promuovano il dubbio, la curiosità
e la riflessione, invece dell’adesione a chi ci governa. Finché il pensiero
resterà un privilegio di pochi, la democrazia sarà incompiuta. Finché si
continuerà ad aver paura di pensare liberamente – per conformismo, per timore
delle conseguenze, per desiderio di tranquillità – continueremo a rinunciare ad
essere uomini liberi, ovvero ad essere pienamente umani. PAROLE SANTE!
A domani.
Mario








Nessun commento:
Posta un commento