domenica, giugno 21, 2026

LA SOLITUDINE? NON SEMPRE È DA CONSIDERARSI NEGATIVA, IN QUANTO È CAPACE DI AVERE EFFETTI BENEFICI SORPRENDENTI.


Oristano 21 giugno 2026

Cari amici,

La SOLITUDINE, in linea di massima, è considerata un fattore negativo, in quanto capace di danneggiare la nostra salute, sia fisica che mentale. Eppure questo concetto non è da considerarsi univoco, perché la solitudine è un'arma a doppio taglio. Quando risulta “imposta”, infatti, è sicuramente un fattore negativo, ma - al contrario – quando risulta “scelta” e vissuta in modo temporaneo (solitudine positiva), essa diventa un'occasione preziosa per rigenerarsi, conoscersi a fondo e capace, anche, di aumentare la propria creatività.

Si, amici, decidere autonomamente di trascorrere del tempo da soli, non è sicuramente un’esperienza negativa, o una condizione da evitare, perché la solitudine, se vissuta nel modo giusto, può avere un impatto positivo sulla nostra salute. Per meglio intendere questo tema, questo concetto, può aiutarci la Dr.ssa Maria del Carmen Rostagno, psicologa, che ci chiarisce come la solitudine può diventare un’opportunità per rigenerare la mente, aumentare la consapevolezza di sé e, cosa ben più importante, farci ritrovare il giusto equilibrio interiore. Ecco alcune sue preziose considerazioni.

La solitudine – afferma con convinzione la Dr.ssa Rostagno – “Quando vissuta consapevolmente come un momento di riflessione, può diventare un potente strumento per il miglioramento del benessere mentale. Questa pratica offre molteplici benefici che vanno ben oltre il semplice “stare da soli”. Questo distacco temporaneo dal mondo esterno consente, infatti, di riconnettersi con sé stessi a un livello più profondo, come se si stesse sintonizzando una radio su una frequenza più chiara, quella della propria voce interiore. In questo stato, è possibile ascoltare i propri pensieri, sentimenti e intuizioni che spesso vengono soffocati dal rumore della routine quotidiana. E non è tutto.

Isolarsi, stare in solitudine, ci offre lo spazio per ricaricare le energie emotive e cognitive, riducendo lo stress e l’ansia accumulati nelle interazioni sociali e professionali. Inoltre, la riflessione solitaria può anche stimolare la creatività e l’innovazione, permettendo di esplorare nuove idee e prospettive senza il condizionamento esterno. Infine, è possibile anche sviluppare una maggiore resilienza emotiva, imparando, con la solitaria riflessione, a trovare conforto e forza in sé stessi.

Alla domanda “Come si può differenziare una solitudine rigenerante da una condizione di isolamento che potrebbe essere nociva per la salute mentale”, la Dr.ssa Rostagno così risponde. “Distinguere tra una solitudine rigenerante e un isolamento nocivo è fondamentale per la salute mentale. Ecco le più importanti differenze: LA SOLITUDINE RIGENERANTE è una scelta consapevole e volontaria, ha una durata limitata e bilanciata con interazioni sociali, produce sentimenti di calma, rinnovamento e chiarezza mentale, migliora l’umore e l’energia complessiva, favorisce la creatività e la produttività, permette di mantenere connessioni sociali significative al di fuori dei momenti di solitudine, aumenta l’autoconsapevolezza e l’autoriflessione in modo costruttivo.

Al contrario, invece, L’ISOLAMENTO NOCIVO, non è frutto di una nostra scelta ma è una situazione subita; questo tipo di solitudine tende a prolungarsi nel tempo senza limiti definiti, causa sentimenti di tristezza, ansia o depressione persistenti, diminuisce l’energia e la motivazione generale, ostacola la creatività e la produttività, porta a un progressivo allontanamento dalle relazioni sociali, può provocare pensieri negativi ricorrenti e autolesivi.

Amici lettori, per valutare se la propria solitudine è rigenerante o nociva, risulta importante osservare come ci si sente durante e dopo i periodi di solitudine: se ci si sente rinvigoriti e più connessi con sé stessi, è probabile che sia una solitudine positiva. Al contrario, se si avverte un senso di vuoto, disperazione o disconnessione prolungata, potrebbe trattarsi di un isolamento dannoso. Inoltre, è anche cruciale mantenere un equilibrio tra i momenti di solitudine e le interazioni sociali. Una solitudine sana non dovrebbe interferire con la capacità di mantenere relazioni significative o di partecipare alle attività quotidiane.

Cari amici, come ho precisato in apertura, la solitudine è un’arma a doppio taglio, ed è anche importante ricordare che è necessario trovare il giusto equilibrio tra la solitudine positiva e quella negativa. Un approccio flessibile e consapevole può aiutare a mantenere un sano equilibrio tra le positività e negatività che possono derivarne. Spesso ci si può sentire soli e incompresi anche in mezzo agli altri (solitudine emotiva), evidenziando un divario tra la connessione sociale desiderata e quella reale.

A domani, amici lettori,

Mario

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Mario ,i tuoi scritti sono di grande sensibilità,oltre che piacere fai vivere il momento.Grande!!!!