sabato, aprile 04, 2026

CAPITA ANCHE A TE DI SVEGLIARTI IN PIENA NOTTE E DI AVERE, POI, DIFFICOLTÀ A RIPRENDERE SONNO? ECCO I DIVERSI MOTIVI.



Oristano 4 aprile 2026

Cari amici,

Sicuramente a tanti di noi capita di svegliarsi in piena notte (spesso tra le 2,00 e le 4:,0) e successivamente avere difficoltà a riprendere sonno. Una delle motivazioni è certamente derivata dal fatto che solitamente il risveglio avviene alla fine di un ciclo del sonno, influenzato in particolare da problematica derivanti da stress, ansia, picchi di cortisolo, abitudini scorrette o condizioni mediche. Il nostro sonno è fatto di cicli, ed è quindi naturale la transizione tra un ciclo di sonno profondo e uno leggero, ma sono i diversi fattori fisici o psicologici che rendono difficile la ripresa del sonno.

Si, amici, la spiegazione principale di questi risvegli risiede nella struttura stessa del riposo notturno. Il sonno non è un blocco monolitico, ma, come accennato, un’alternanza di cicli. Studi condotti dalla Cleveland Clinic, uno dei punti di riferimento della medicina mondiale, hanno evidenziato come intorno alle 3 del mattino la maggior parte delle persone entri in una fase di sonno più leggero, spesso coincidente con la fase REM (Rapid Eye Movement). In questo frangente, l’attività cerebrale aumenta e la soglia di sensibilità agli stimoli esterni e interni si abbassa notevolmente. Elementi che verrebbero ignorati durante le fasi di sonno profondo, come un lieve rumore, una variazione di temperatura o un piccolo disagio fisico, diventano in quel momento capaci di interrompere il riposo.

Secondo i dati relativi all’igiene del riposo, circa l’80% della popolazione sperimenta almeno un’interruzione del sonno durante la notte. Uno dei fattori più frequenti che innescano il risveglio è legato alla gestione dei liquidi. Durante la notte, il corpo continua a filtrare il sangue, e l’accumulo di urina nella vescica può diventare uno stimolo di risveglio proprio nelle ore in cui il sonno è meno profondo. Nelle donne, anche le fluttuazioni ormonali legate al ciclo mestruale possono incidere significativamente sulla continuità del sonno.

Amici, al termine della fase REM, il nostro sonno è più leggero, per cui un piccolo stimolo (rumore, luce, temperatura) è sufficiente a svegliarci. Anche questi altri fattori Influiscono negativamente sulla regolarità del nostro sonno; per esempio anche un’errata alimentazione e uno stile di Vita poco consono: cene pesanti, consumo di alcol o caffeina prima di dormire, creano risvegli indesiderati; anche il reflusso Gastroesofageo (GERD), con gli acidi che risalgono, causano un brusco risveglio, così come le apnee notturne (OSA), con le pericolose Interruzioni della regolare respirazione.

Oltre alla biologia, nel fastidioso risveglio notturno gioca un ruolo cruciale la componente psicologica. Lo stress e l’ansia mantengono il cervello in uno stato di allerta costante. Anche se ci si addormenta rapidamente, la mente rimane “vigile”. Quando il sonno si schiarisce intorno alle 3, i pensieri irrisolti e le preoccupazioni quotidiane riemergono prepotentemente, dando vita alla cosiddetta ruminazione mentale: una catena di pensieri che impedisce al sistema nervoso di rilassarsi nuovamente.

Anche il potente avanzare dell’elettronica, sta dando un buon contributo al risveglio notturno! L’uso costante di dispositivi elettronici a tutte le ore, comprese quelle precedenti il riposo notturno, influiscono pesantemente sul nostro risveglio notturno. L’esposizione alla luce blu di smartphone e tablet interferisce con la produzione di melatonina, l’ormone fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia. Utilizzare schermi fino a pochi istanti prima di coricarsi predispone il cervello a un riposo meno stabile.

Cari amici, il consiglio degli esperti per cercare di contrastare questi risvegli, è quello di rimuovere, ove possibile, le cause che lo generano; per quanto riguarda l’utilizzo di dispositivi elettronici gli esperti suggeriscono di stabilire una routine serale che preveda lo spegnimento dei dispositivi almeno un’ora prima di andare a dormire, consigliando di preferire attività rilassanti come la lettura o esercizi di respirazione profonda, utili a segnalare all’organismo che è il momento di disattivare lo stato di allerta e cercare di ricaricare l’organismo dopo una giornata intensa.

A domani.

Mario

 

 

Nessun commento: