lunedì, aprile 06, 2026

LA GRANDE PIAZZA VIRTUALE DEI SOCIAL. OLTRE CHI SCRIVE, COMMENTA METTE I LIKE, CI SONO ANCHE I LURKER, OSSERVATORI SILENZIOSI, MA PRESENTI IN GRAN NUMERO.


Oristano aprile 2026

Cari amici,

Oggi è il "Lunedì dell'Angelo", giornata più nota come PASQUETTA! Tante le persone "fuori porta" per una seppur breve scampagnata, con amici e parenti. Eppure questo "stare insieme" fisicamente è, ormai una vera rarità, sostituito dai SOCIAL! Che i SOCIAL siano ormai LUOGO DI RITROVO e di incontro, seppure virtuale, è un'amara realtà. Sono sempre più frequentati da un grande numero di persone, che cresce ogni giorno che passa. Spesso si rimane impressionati dall'ondata di commenti e dai like che contornano ogni pezzo postato, anche se i frequentatori sono ben più numerosi. Si, sui Social un gran numero di utenti partecipa senza interagire, non partecipando in alcun modo. In realtà questa è una scelta ragionata, frutto praticamente di una strategia. Il "non esporsi" significa evitare conflitti, fraintendimenti o giudizi, in un ambiente percepito sempre più come un grande spazio performativo, dove ogni contenuto diventa una rappresentazione di sé.

Questi personaggi, che decidono di osservare in silenzio, sono definiti “LURKER” (dall'inglese to lurk, "appostarsi" o "nascondersi"), non pubblicano ne commentano, decidendo di sottrarsi a quella logica comune di “esposizione continua”. Il loro silenzio, la loro invisibilità, è comunque “Presenza”, ovvero un curioso partecipare senza lasciare tracce. È un mondo numeroso e popolato, se pensiamo che rappresentano una vastissima percentuale degli utenti dei social network, spesso stimata attorno al 90% in alcune piattaforme.

Per molti anni questo popolo silenzioso è stato liquidato con un termine alquanto riduttivo: “LURKER”, ovvero osservatori passivi, ma la psicologia contemporanea sta progressivamente ribaltando questa interpretazione. La maggioranza silenziosa dei social in realtà non è passiva: è selettiva! È questa, in sintesi, la lettura, che oggi va per la maggiore, su chi scorre contenuti senza mai pubblicare o commentare. Dietro questa apparente invisibilità si nasconde, secondo gli esperti, un profilo psicologico preciso e tutt’altro che banale.

Gli studi più recenti sull’argomento affermano che i Lurker non sono persone disinteressate né marginali, anzi, al contrario, esse hanno compiuto una scelta precisa: rinunciare alla dimensione performativa dei social, mantenendo però accesso pieno alle informazioni. A sottolinearlo è anche la psicologa Susan Krauss Whitbourne, docente emerita di psicologia all’Università del Massachusetts Amherst, che da anni studia i comportamenti online e i processi di identità digitale. Il suo contributo aiuta a leggere il fenomeno in modo più sofisticato: non si tratta di passività, ma di una forma diversa di partecipazione.

La psicologa Whitbourne, unitamente ad altri ricercatori, richiama un concetto noto in psicologia sociale e dell’apprendimento: la «partecipazione periferica legittima». In pratica, si può essere parte di una Comunità anche senza intervenire attivamente. Osservare, leggere e analizzare sono modalità di coinvolgimento a tutti gli effetti, spesso preliminari – o alternative – all’esposizione diretta. Questo approccio trova riscontro in diversi studi pubblicati su riviste scientifiche, tra cui ricerche apparse su Computers in Human Behavior e Technological Forecasting and Social Change, che evidenziano come il comportamento silenzioso online sia frequentemente legato a strategie di gestione dell’identità e della reputazione. Non intervenire significa ridurre il rischio di fraintendimenti, conflitti o giudizi negativi.

A questo, amici, si aggiunge quell'aspetto alquanto più sottile prima accennato. Negli ultimi anni, infatti, sempre più studiosi descrivono le piattaforme social come spazi ad alta intensità performativa, in cui ogni contenuto è implicitamente una messa in scena di sé. In questo contesto, chi sceglie di non pubblicare non si sta sottraendo alla relazione, ma piuttosto rifiuta di trasformarla in spettacolo! Non va infine trascurata la dimensione più propriamente individuale. Diversi studi suggeriscono che gli utenti che non pubblicano tendono ad avere livelli più alti di introversione o cautela sociale, ma anche una maggiore propensione all’osservazione e all’elaborazione interna delle informazioni. In altre parole, privilegiano la comprensione rispetto all’espressione.

Cari amici, personalmente condivido in toto i pensieri prima espressi. Stare sui social con una presenza discreta, non significa essere presenti a livello marginale. Se è pur vero che i Lurker non contribuiscono al rumore visibile della rete, ne fanno comunque parte in modo sostanziale. La conclusione, sempre più condivisa in ambito psicologico, è chiara: la distinzione tra utenti attivi e passivi è ormai superata. Chi partecipa silenziosamente ha una sua logica, una sua intenzionalità e, soprattutto, una sua coerenza psicologica. In un ambiente che premia la visibilità, scegliere di restare in secondo piano non è assenza, ma, piuttosto, un diverso modo di esserci!

A domani, amici lettori.

Mario

 

 

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