domenica, aprile 19, 2026

AUMENTA NELLE CITTÀ INTASATE DI AUTO LA CIRCOLAZIONE DELLE BICICLETTE. MA CHI LE GUIDA DEVE PORTARSI APPRESSO UN DOCUMENTO D'IDENTITÀ?


Oristano 19 aprile 2026

Cari amici,

Le BICICLETTE stanno rivoluzionando la circolazione nelle città sempre più nel caos del traffico automobilistico. The Economist, il settimanale di attualità britannico d'informazione politico-economica, in un recente approfondimento sottolinea come "la potenza dei pedali è in piena espansione, e scatena una nuova guerra culturale". Ma la situazione cambia molto da città a città, tra alcune che si sono già adattate alle esigenze dei ciclisti, e quelle che ancora faticano a farlo. Dal Canada fino all’Asia, passando anche per l’Europa e che, ovviamente, riguarda anche l’Italia.

Nel nostro Paese le biciclette, e in particolare quelle elettriche, sono aumentate del 40% rispetto al 2019. L'anno scorso sono state vendute circa un milione di bici tradizionali, e 274mila di quelle elettriche. Milano è la prima città italiana per numero di bici elettriche in bikesharing, circa 10mila, seguita da Roma e da Bologna. Il problema principale in Italia è che le piste ciclabili separate dalla carreggiata delle auto sono ancora poche. E andare in bici nel traffico è pericoloso. L'anno scorso in Italia sono morti 185 ciclisti in incidenti stradali, ricorda Il Corriere della Sera.

Ebbene, amici lettori, questo aumento di circolazione, che, considerato anche il problema recente legato alla guerra USA-IRAN, si aggraverà non poco, creerà certamente ulteriori conseguenze. Questo aumento dei ciclisti in giro per le città sta facendo venire a galla un altro problema: l'identificazione di chi, si muove in bicicletta. Facciamo un esempio. Chi si comporta fuori dalle regole del codice della strada, come può essere sanzionato? A questo proposito, sorge spontanea una domanda: l’attuale normativa, per chi guida una bicicletta, prevede di portare appresso il documento d’identità personale? Ecco la risposta: In base alle normative attuali in Italia (inizio 2026), non esiste un obbligo generale per i ciclisti di portare con sé un documento d'identità mentre guidano una bicicletta tradizionale. Pur mancando l'obbligo, è fortemente consigliato avere appresso un documento, per facilitare le procedure di identificazione in caso di controlli o incidenti.

La conferma mi è stata data, in modo pratico, anche da un Comandante dei Vigili Urbani: in caso di richiesta da parte delle autorità, tutti sono obbligati a dare le generalità. Se il rappresentante della legge lo ritenesse opportuno, tuttavia, e per qualsiasi motivo, in mancanza di esibizione del documento identificativo, che testimoni la veridicità di quanto dichiarato, può accompagnare la persona sprovvista di documento in caserma, in un posto di polizia, etc. per le verifiche del caso.

Questa situazione  del mancato obbligo di circolare con il documento d’identità, che sotto certi aspetti appare alquanto carente, sta portando gli esperti ad orientarsi verso una possibile evoluzione, che evidenzi i punti chiave di una possibile modifica. Proposte di modifica 2026: Una proposta di legge avanzata prevede, a partire dal 2026, l'introduzione di un codice identificativo (targa) sul telaio per le nuove biciclette, registrato presso la Motorizzazione Civile e collegato al proprietario, simile a quanto già in vigore per i monopattini.

Quanto alle E-bike (Bici elettriche): Le e-bike che superano i 25 km/h o che hanno un motore funzionante senza pedalata (acceleratore manuale) sopra i 6 km/h sono equiparate a ciclomotori. In tal caso, sono già obbligatori targa, assicurazione e, quindi, i documenti di guida. La Sicurezza, dunque, resta fondamentale, con il pieno rispetto delle regole del Codice della Strada. Il nuovo codice (2025/2026) mira a tutelare maggiormente i ciclisti, prevedendo ad esempio una distanza minima di sorpasso di 1,5 metri da parte degli autoveicoli.

Cari amici, anche personalmente ritengo che circolare con qualsiasi mezzo sulle strade pubbliche debba prevedere sempre il portarsi appresso il documento d’identità. Oggi, se è pur vero che l’obbligo non esiste, mi sento – comunque – di raccomunare a tutti di portare appresso la carta d'identità; ciò evita lungaggini, discussioni e anche il possibile accompagnamento in un posto di polizia, in caso di controllo.

A domani.

Mario

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