Oristano 9 aprile 2026
Cari amici,
La specie umana non
comunica solo con le parole ma con tutto il corpo. Si, la comunicazione non è
solo verbale, ma c’è un modo quasi infinito di comunicare agli altri quello che
sentiamo. Il linguaggio del corpo risulta molto importante ed è necessario
conoscerlo! Nel post di oggi voglio parlare con Voi, amici lettori, del
movimento delle gambe, ovvero cercare di capire cosa vogliamo comunicare, con
quali intenzioni le muoviamo, spesso in modo anche più convincente
dell’espressione di viso e braccia.
Le gambe, amici, sono
simbolicamente associate al movimento, all'azione e alla capacità di andare
avanti nella vita. Muoverle, soprattutto ritmicamente e con insistenza, può
riflettere un conflitto interiore più profondo di quanto sembri. Nei momenti in
cui vogliamo cambiare la situazione, iniziare un progetto o prendere una
decisione, ma dei timori ci trattengono, la nostra mente oscilla, riflette; ed è allora che le gambe iniziano a fare quei movimenti necessari a scaricare la tensione, l’irrequietezza,
le nostre paure.
Per esempio, “far oscillare
la gamba”, appare un gesto apparentemente innocuo, che molti di noi compiono senza
nemmeno rendersene conto, se fatto in modo ripetitivo; in realtà non è così
innocente come potrebbe sembrare. Il nostro corpo, spesso, trasmette messaggi
sottili attraverso di esso, rivelando il nostro stato emotivo. Questo
movimento, infatti, evidenzia la nostra “impazienza o tensione nascosta”, in
quanto il dondolare le gambe è spesso il modo in cui il corpo gestisce
un'eccessiva tensione interna. Questo dondolio, in realtà è una “valvola di
sfogo”, una micro-fuga silenziosa quando stress, noia o frustrazione diventano
eccessivi. È un modo particolare in cui il corpo cerca di liberare l'energia
repressa.
È la psicologia a
spiegarci che questo fenomeno è ritenuto un meccanismo di autoregolazione,
ovvero che Il sistema nervoso, sovraccarico, utilizza questo gesto ripetitivo
per dissipare parte della pressione accumulata, in quanto non sempre la persona
riesce a esprimere l'agitazione con le parole, quindi il corpo utilizza altri
sistemi. Succede, per esempio, quando aspettiamo una risposta importante,
quando ci troviamo in un ambiente scomodo, e allora la nostra gamba diventa
l'ambasciatrice delle nostre emozioni. È una strategia intelligente, a volte
persino inconscia, per rimanere funzionale nonostante la tensione.
La nostra posizione a “Gambe
aperte”, con i piedi puntati verso l'interlocutore, indica, invece, una certa apertura
e interesse verso l’altro, mentre se teniamo le gambe incrociate, i piedi
rivolti verso l'uscita o movimenti nervosi, è un segnale di chiusura, di insicurezza,
oppure il nostro desiderio di andarcene. I movimenti delle gambe, in realtà,
non sono semplicemente un segno di stress o esitazione, ma un prezioso segnale
del nostro corpo per attirare l’attenzione. È un invito a riconcentrarci, a
riconoscere i nostri limiti e a prenderti cura di noi.
Se teniamo le “Gambe
incrociate” (seduti o in piedi), queste indicano chiusura, protezione,
insicurezza o disaccordo. Le “Gambe/piedi” che dondolano o si muovono
nervosamente: Segno di stress, ansia, agitazione o impazienza. Piedi
"bloccati" (sotto la sedia): Indicano un atteggiamento difensivo o
riservato. Anche Tenere le “Caviglie incrociate” è un segno associato a un
atteggiamento difensivo. Dondolare o fare il "pendolo" (in piedi):
Indica insicurezza o tentativo di scaricare l'ansia. Se, invece, teniamo le Ginocchia
a contatto con un’altra persona, ciò sta ad indicare intimità e affinità.
Cari amici, comprendere
perfettamente il nostro corpo significa essere consapevoli dei segnali che
invia, per cui aprire la nostra mente ai segnali inviatici significa aprire le
porte a una migliore comprensione della globalità e capacità del nostro corpo. In
definitiva, imparare ad ascoltare questi messaggi sottili inviatici, è un passo
verso il raggiungimento di una maggiore armonia interiore. Cari lettori, se da
oggi in poi, quando le nostre gambe inizieranno a muoversi da sole, saremo
capaci di ascoltarle con un pizzico di curiosità in più, capiremo meglio ciò
che vogliono comunicarci!
A domani.
Mario








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