lunedì, aprile 13, 2026

LONGEVITÀ E ISTRUZIONE: CHI STUDIA, CHI HA PIÙ CULTURA È DESTINATO A VIVERE PIÙ A LUNGO. PER GLI STUDIOSI ESISTE UNA CHIARA RELAZIONE TRA IL LIVELLO DI ISTRUZIONE E L'ASPETTATIVA DI VITA.


Oristano 13 aprile 2026

Cari amici,

Una recente ricerca, che ha analizzato, tra l’altro, anche i dati dell'Osservatorio sulla Salute e studi della Bocconi, ha evidenziato che c’è una interessante, maggiore “Aspettativa di vita”, per quelli che hanno un titolo di studio superiore o una laurea. Si, chi ha maggiore cultura può vivere considerevolmente più a lungo, rispetto a chi si ferma alla licenza elementare o media. Gli studi indicano una differenza che può arrivare a circa 5,5 - 7,6 anni in più per i laureati rispetto a chi ha la sola licenza media. Questo, possibile allungo di vita, non è legato direttamente alla cultura, ma agisce tramite diversi fattori intermedi. Vediamoli.

Il valore della cultura. Entrando nei dettagli, si rileva che questi 5/7 anni di speranza di vita in più, in particolare per i maschi (per le femmine sono circa tre anni), confermano il valore della laurea rispetto alla licenza elementare o all’assenza di titolo di studio. Amici, è dal 1974, quindi da circa 40 anni,  che in tutto l’Occidente la vita si è costantemente allungata, grazie soprattutto alla diminuzione della mortalità nella fascia di età “Over 65”. Fra il 1974 e il 2014, in Italia la vita media è cresciuta di 10,7 anni per gli uomini e di 9,3 anni per le donne. Da qui il grande incremento della popolazione anziana, con le sue esigenze e la necessità di mettere mano alle regole del sistema pensionistico.

Ci si chiede: Ma in che modo la cultura contribuisce ad allungare la vita? I fattori interessati sono molteplici. Innanzitutto nel Lavoro: Chi ha un titolo di studio più elevato solitamente svolge lavori meno usuranti fisicamente e meno pericolosi; Lo Stile di vita: I laureati tendono ad adottare stili di vita più sani (meno fumo, migliore alimentazione, maggiore attività fisica); Accesso alle cure: Un livello di istruzione maggiore è correlato, spesso, con una maggiore consapevolezza della salute e un migliore accesso alle cure. Infine Povertà: Il basso livello di istruzione è spesso legato a condizioni socio-economiche più fragili, che di per sé accorciano la vita. E ci sono anche altri fattori che contribuiscono, che aiutano ad allungare la vita.

Amici, le persone con una buona preparazione culturale sono anche socialmente attive, ovvero disponibili alla “Partecipazione Culturale e Socializzazione”; frequentare musei, teatri, cinema, concerti o leggere libri regolarmente, consente di tenere la mente ben allenata, tutti vantaggi associati ad una vita più lunga; La maggiore cultura consente anche la Riduzione del declino cognitivo: Attività intellettuali come la lettura, l'apprendimento di nuove abilità o il gioco (carte, giochi da tavolo) aiutano a preservare le funzioni cognitive, riducendo il rischio di demenza e declino cognitivo; una maggiore cultura porta anche ad una maggiore Salute psicofisica: la cultura agisce come fattore preventivo, riducendo lo stress, migliorando il benessere psicologico e, di conseguenza, rafforzando le difese immunitarie.

La cultura, cari lettori, è il bene più prezioso che abbiamo e non è in vendita. L’arte, l’intelligenza, la cultura, come l’amore, non possono essere in vendita, perché, se lo dovessero diventare, se dovessero venire giudicate soltanto in base alla loro convertibilità in denaro, la cultura da fine diventerebbe un mezzo! Essa contribuisce a maturare in noi la resilienza, ci aiuta a mantenere un cervello attivo e favorisce uno stile di vita più sano e connesso, aumentando, conseguentemente, la durata della vita.

Ovviamente non c’è una spiegazione scientifica di questo fenomeno, anche perché l’ISTAT non ha ancora pubblicato i dati dettagliati per le cause di morte. «La maggiore discriminazione degli uomini rispetto alle donne potrebbe, invece, indicare che le differenze siano dovute, almeno in parte, alle diversità occupazionali – come spiega su Neodemos.info Gianpiero Della Zuanna, ordinario di Demografia presso il Dipartimento di scienze statistiche dell’Università degli Studi di Padova ed ex consulente del Ministero per le Politiche per la famiglia.

Cari amici, con grande sincerità debbo dirvi che indubbiamente questa ricerca mi ha impressionato non poco! Sono sempre stato convinto che la cultura è quello straordinario strumento che consente all’uomo di vivere nella “CONOSCENZA”, di decidere senza condizionamenti, ovvero di non prendere, sempre e comunque, quanto propinato dagli altri, a prescindere dal gradimento, quindi di vivere decidendo sempre del proprio destino! Avere una buona cultura significa non entrare a far parte di un “Gregge eterodiretto”, governato - senza se e senza ma - da persone che vogliono decidere per noi! La cultura è vita!

A domani.

Mario

Nessun commento: