lunedì, aprile 20, 2026

IL TARTUFO DI SARDEGNA: QUELLO DEI BOSCHI DI LACONI È CONSIDERATO MOLTO PREGIATO, MA LA RACCOLTA DEVE ESSERE REGOLAMENTATA. SENZA PATENTINO E TRACCIABILITÀ, IL PRODOTTO NON È VENDIBILE.


Oristano 20 aprile 2026

Cari amici,

Del TARTUFO SARDO ho già avuto modo di parlare su questo blog, in particolare di quello di Laconi, che è ritenuto di gran pregio. Il mio post sull'argomento è del 1° luglio 2017 e chi è curioso può andare a leggerlo o rileggerlo cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2017/07/laconi-capitale-del-tartufo-sardo-anche.html. La realtà. però, è che in Sardegna mancano ancora le specifiche regole per la gestione della raccolta del tartufo e della sua successiva vendita, senza le quali la raccolta e la commercializzazione del prodotto diventano difficili.

Si, amici, nei boschi di Laconi non ci sono solo i cervi, ma, nascosti sotto terra, ci sono dei magnifici tartufi che aspettano solo di essere raccolti. Per fare la raccolta in piena regola, però, è necessario regolamentarne l’asporto, mentre oggi c’è una crescente invasione di raccoglitori di tartufi. La raccolta senza regole, come ben sappiamo anche per altre specie selvatiche, crea, però, non pochi disagi: terre private danneggiate, invasione di macchine nelle campagne e prodotto che, prelevato in modo improprio, rischia di scomparire. Insomma il prezioso tartufo sardo, per poter essere consumato alla luce del sole, ha bisogno di regole certe, ovvero di norme e regolamenti chiari.

Questa esigenza di regolamentazione, ovvero di dotare i raccoglitori di un “PATENTINO”, pare che finalmente abbia trovato accoglimento. La Legge Regionale della Sardegna n. 10 del 23 ottobre 2023 ha provveduto a disciplinare la raccolta, la coltivazione e la commercializzazione dei tartufi, riconoscendo l'attività come patrimonio culturale e socio-economico. La norma istituisce il registro dei tartufai, obbliga al possesso di un tesserino (patentino) di abilitazione previo esame, e regolamenta i calendari di raccolta. Un risultato, questo, che gli amministratori di Laconi attendevano da tempo, dopo aver chiesto più volte la regolamentazione per il prelievo.

Grande soddisfazione nel Consiglio del Comune di Laconi, con il sindaco che ha dichiarato: «Ora possiamo finalmente studiare dei progetti per promuovere una delle nostre eccellenze. Nel nostro paese ci sono dei periodi in cui si contano più i raccoglitori di tartufi che turisti. Il Comune è da 20 anni che chiedeva una normativa, ora finalmente c’è». Per la prima volta sarà obbligatorio rispettare delle regole sulla quantità da prelevare, su dove raccogliere il tartufo e come. Ma non solo: questa prelibatezza potrà essere raccolta solo da chi avrà un patentino in seguito al superamento di un esame di idoneità.

Soddisfatti anche i seri operatori commerciali della zona. Il tartufo di Laconi, amici, è l’oro nero di Sardegna! È un eccellente prodotto di nicchia, che andrebbe protetto per le sue peculiarità. Il più diffuso è lo scorzone nero che arriva a costare anche a 200 euro al chilo, riuscendo così a migliorare anche l’economia locale. Questa legge, che abbiamo chiesto a gran voce, commentano, sarà un volano per lo sviluppo e la crescita della nostra Comunità, dove il tartufo ha un'importanza fondamentale.

Amici, Ivano CARTA, micologo e guida ambientale, che tiene anche corsi per cercatori di tartufi, ha condiviso per tanti anni la grande delusione degli operatori del territorio. Quella del TARTUFO è una risorsa sulla quale il Comune ha deciso di puntare. Dopo tanti anni la Sardegna si è dotata di una legge che consente di regolamentare la raccolta. Ora, però, c’è urgente bisogno delle norme attuative, senza le quali la legge rimane lettera morta. Le regole attuative sono davvero importanti, senza le quali rimane quel caos ben noto che impedisce il regolare funzionamento.

Cari amici, Laconi è l’unico centro della Sardegna che ha aderito all’Associazione nazionale “Città del tartufo”, che raccoglie tutti i comuni italiani con questa vocazione. È un’occasione di confronto con le altre città importanti per il tartufo, come Alba, per esempio; ad Alba sanno perfettamente come organizzare e mettere in produzione, nella giusta maniera, i prodotti del territorio. Ora anche la nostra isola, partendo da Laconi, sembra aver imboccato la strada giusta, per valorizzare e rendere economicamente produttivo un prodotto di grande eccellenza come il TARTUFO!

A domani.

Mario

 

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