lunedì, febbraio 23, 2026

VIVERE NEL DISORDINE SPIAZZA IL NOSTRO CERVELLO! LA SCIENZA HA RILEVATO CONSEGUENZE NEGATIVE ANCHE SUL PIANO RELAZIONALE.


Oristano 23 febbraio 2026

Cari amici,

È proprio vero, ciascuno di noi ha un modo di vivere diverso dagli altri! C’è chi ama vivere in un ambiente perfettamente ordinato e chi invece vive perennemente nel caos, non riuscendo a gestire nemmeno l’essenziale, come una camera personale ordinata! Costui si muove in mezzo a tutta una serie di oggetti che spuntano da ogni dove, in un disordine a dir poco caotico. Indubbiamente sono due modi di vivere antitetici, e la scienza, che studia da sempre il comportamento dell’uomo, ha rivelato che per la nostra mente, quando nella persona regna il caos, scattano degli effetti alquanto negativi.

Le ricerche sull'argomento, in particolare le più recenti, hanno accertato che Il disordine incide molto sul nostro cervello, con degli effetti negativi che ne influenzano il comportamento e le prestazioni. A rivelarlo una particolare ricerca scientifica, la quale ha spiegato che un ambiente ordinato è correlato da risposte emotive e cognitive migliori. Il caos e la disorganizzazione, invece, riducono nel cervello la capacità di concentrazione. La ricerca ha dimostrato come gli oggetti buttati alla rinfusa, le pile di fogli o le tazze sporche, distraggono la mente creando un sovraccarico di informazioni che potrebbero compromettere la memoria e l’attività professionale.

I ricercatori del Princeton Neuroscience Institute (PNI) del New Jersey, Stati Uniti, hanno analizzato l’attività mentale di alcuni volontari negli ambienti domestici e lavorativi che operavano in un certo disordine, ed hanno verificato che “fare ordine  dona una capacità di attenzione migliore”, oltre ad una maggiore elaborazione delle informazioni, con una resa cognitiva netta. La ricerca ha messo in luce che un ambiente disorganizzato e caotico, invece, spinge le persone a rimandare le incombenze. Vivere in un ambiente disordinato tende più facilmente a procrastinare e temporeggiare più del dovuto, come hanno spiegato anche i ricercatori-psicologi della DePaul University di Chicago.

Vivere in un ambiente disordinato può aumentare la tendenza a procrastinare e a rimandare i compiti, influenzando negativamente la produttività e la concentrazione. Il disordine visivo costante, inoltre, può causare stress e distrazioni, rendendo difficile avviare o completare le attività. Insomma, un ambiente caotico comunica al cervello che il lavoro non è mai finito, portando a un sovraccarico cognitivo. La strategia possibile? Ridurre il disordine fisico (decluttering), che può aiutare a migliorare la concentrazione e ridurre l'abitudine di procrastinare. Quanto alle possibili differenze tra uomini e donne, c’è da dire che le donne, in genere, risentono maggiormente dell’ordine e provano disagio se non riescono ad avere tutto in ordine.

Amici, è stato anche dimostrato che il disordine porta conseguenze negative non solo sul benessere personale ma anche sulle relazioni sociali. Per esempio, dormire in stanze caotiche facilita la comparsa di disturbi del sonno, ma impedisce anche di interpretare nel modo corretto le emozioni delle altre persone, finendo per provocare discussioni e litigi. Anche Elizabeth Sander, psicologa della Bond University in Australia, ha per esempio dimostrato che l'ordine, la bellezza e l'assenza di caos dell'ambiente in cui lavoriamo è correlato a risposte cognitive ed emotive migliori.

Che dire, poi, del giudizio che viene dall’esterno, dagli altri? Tutti noi veniamo giudicati in base all'organizzazione dei nostri spazi: uno studio statunitense dell'Università del Michigan ha dimostrato che entrare in un ufficio ordinato (libri sugli scaffali, carte ben impilate, cartacce nel cestino) porta a giudicarne il proprietario più coscienzioso e affidabile rispetto a chi lavora in uno spazio disorganizzato (con libri per terra, fogli sparsi e così via).

Cari amici, il disordine, insomma, ci fa qualificare in senso negativo, nel senso che l'apparenza conta, eccome! Come spiegano gli autori della più recenti ricerche, c’è un bella differenza tra una persona ordinata e una che vive in modo caotico; la persona negligente, inoltre, risulta pure più irritabile e difficile da gestire. Questo giudizio sull’ordine vale perfino per l'abbigliamento: chi è poco curato viene considerato meno preparato, meno competente e perfino meno intelligente di chi si presenta in ordine, stando a dati raccolti da Eldar Shafir dell'Università di Princeton. Che dite amici lettori? Credo che sia necessario cercare di vivere…almeno con un certo ordine!

A domani.

Mario

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