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lunedì, luglio 17, 2017

ECCELLENZE DI SARDEGNA: SONIA PIREDDA, UN GENIO CHE LAVORA PER LA NASA.



Oristano 17 Luglio 2017
Cari amici,
Quando ho letto la notizia sono stato attraversato da un brivido di orgoglio e piacere insieme: una delle giovani promesse della nostra terra, Sonia Piredda, era stata scelta per andare a dirigere la piattaforma informatica che gestisce i lanci aerospaziali della NASA! Non solo, dunque, un personaggio serio, preparato e capace, ma anche sardo e pure donna, per un posto di così grande rilievo! La mia curiosità, stimolata dall’orgoglio della mia sardità, mi ha portato ad approfondire la notizia, per poterla, poi, ulteriormente trasmettere anche a Voi. Proviamo a rivedere insieme questa bella storia.
Sonia Piredda è nata ad Ittiri, in provincia di Sassari. Appassionata fin da piccola di astronomia si è successivamente impegnata nello sviluppo scientifico, dedicandosi in particolare al settore informatico. L’astronomia la affascina e la fa innamorare sempre di più: vuole essere partecipe in prima linea dello sviluppo della conoscenza del cosmo. Il suo sogno, quello che cullava fin dai tempi della scuola, era quello, difficile e meraviglioso, di poter entrare, un domani, a far parte della Nasa.
Terminati gli studi, il suo sogno inizia a prendere concretamente corpo: decide di partecipare ai concorsi indetti dall’Agenzia aerospaziale americana; dopo una lunga fase concorsuale, che ha visto la partecipazione di 20.000 concorrenti provenienti da tutto il mondo, la NASA, guarda caso, seleziona proprio Lei, che si dimostrata un soggetto a dir poco straordinario: ha saputo svolgere tutto l’iter con il massimo punteggio: 999 su 1000 punti totali!
La caparbietà delle donne sarde noi la conosciamo bene, e alla fine l’ha conosciuta e toccata con mano anche la grande Agenzia spaziale, che le ha riconosciuto il giusto valore. Sonia è dunque riuscita a coronare il suo sogno: quello di una bambina innamorata della volta celeste, delle stelle e di come raggiungerle. Sonia nella grande struttura aerospaziale dovrà occuparsi della piattaforma informatica che gestisce i lanci aerospaziali. I grandi esperti della NASA considerano Sonia Piredda un genio, e per questo l’hanno fortemente voluta a capo del team che gestisce i nuovissimi applicativi MG-0X31; Lei dovrà gestire le piattaforme di lancio dei satelliti nello spazio.
Compito non certo facile il suo, ma che Lei assolverà con la nota capacità e caparbietà dei sardi, anzi delle “donne sarde”, da sempre “matriarche”, ruolo di comando che in Sardegna Esse hanno sempre avuto e che gestiscono con successo. Adesso, con uno stipendio di 85.000 dollari all’anno, si trasferirà quanto prima negli Stati Uniti, dove, nelle super tecnologiche piattaforme di lancio del Nevada, Sonia Piredda avrà una grande responsabilità: far decollare i satelliti verso quegli spazi infiniti sognati fin da bambina.
Lei, sarda fino al midollo, ha sempre saputo contenere sia la gioia che il dolore, perchè i sardi, con il loro DNA particolare, sono abituati a contenere le emozioni, positive o negative che siano. Intervistata costantemente dai media, Lei, seppure con un sorriso accattivante risponde ai cronisti in modo telegrafico; le sue contenute dichiarazioni sono praticamente tutte di questo tenore: “È duro fallire, ma è ancora peggio non aver cercato di avere successo”.
Cari amici, come ho detto all’inizio, introducendo questa mia riflessione di oggi, posso davvero confermarvi che sono davvero orgoglioso di questa giovane scienziata, frutto benedetto di questa nostra terra. Lei è un genio che fortunatamente, grazie anche alla sua caparbietà, è riuscito ad emergere e a dimostrare il grande valore che i nostri giovani, in gran parte incompresi, oggi rappresentano.
Sonia è una mosca bianca che ha vinto la sfida, che è riuscita a bucare quell'immenso muro grigio che divide i giovani dal mondo del lavoro; limbo, quello dove li abbiamo collocati, nel quale essi sono costretti a vivere e stagionare, dipendenti in tutto e per tutto dai loro genitori, dalle loro famiglie, senza dare loro la possibilità di realizzarsi, di lavorare, e quindi di apportare il loro grande e insostituibile contributo. La nostra generazione su questo versante ha fallito alla grande: abbiamo creato, forse anche per il nostro grande egoismo, un mondo senza lavoro per la generazione successiva.
Credo che, continuando di questo passo, anche le generazioni a venire vivranno le stesse difficoltà, se non addirittura peggiori. Per ora all’orizzonte non si intravede nessuna luce, neppure lontana.

A domani, cari amici che avete la bontà di leggermi…
Mario

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