giovedì, maggio 21, 2026

FASCINO E CARISMA: ECCO LE PRINCIPALI DOTI CHE DEVE POSSEDERE UN VERO LEADER. NELLE GRANDI ORGANIZZAZIONI, IL CARISMA VALE PIÙ DELLA COMPETENZA.


Oristano 21 maggio 2026

Cari amici,

Nella riflessione di oggi voglio partire con una domanda: “LEADER SI NASCE O SI DIVENTA”? Allora partiamo dal significato concreto della parola “LEADER”. Questa parola, che deriva dal verbo 'inglese to lead, "guidare", identifica colui che ispira, influenza e guida un gruppo di persone verso un obiettivo comune. Svolge il suo ruolo non limitandosi, come un semplice capo, a dare ordini. Il vero leader è molto di più: ha la capacità di valorizzare le persone, di creare fiducia nel gruppo, di essere capace di mostrare la strada da percorrere con l'esempio. C’è una differenza sostanziale tra un comune “capo” e un vero “leader”. Vediamo meglio il perché.

Due sono le doti principali che indentificano un Leader.: FASCINO E CARISMA. Sebbene spesso confusi, questi due termini, sotto certi aspetti, si differenziano non poco. Il Fascino riguarda principalmente il modo elegante e gradito in cui ci si presenta agli altri, mentre il Carisma è una qualità ben più profonda, di norma innata nella persona, che gli consente, senza nessuno sforzo, di essere ascoltato e seguito con positività e passione. In sintesi, amici, il Carisma è una straordinaria miscela attrattiva, supportata, oltre che dal naturale fascino emanato, da competenza, umiltà e autenticità.

Cari lettori, il Fascino ed il Carisma sono doti di grandissimo valore. Il problema della Leadership è affrontato da Víctor Amat, Psicologo e Psicoterapeuta, nel suo nuovo libro “Las 10 leyes para ser jodidamente irresistible (Le 10 leggi per essere dannatamente irresistibile). Il suo pensiero, però, va ad approfondire ancora meglio. Il fascino può essere anche una strategia efficace in un contesto che premia l’apparenza, la rapidità e la capacità di persuasione più di altri fattori. Ecco perché i tipi affascinanti finiscono spesso per diventare leader, spiega nel libro lo psicologo.

I tipi affascinanti finiscono per dirigere le aziende proprio perché le aziende premiano questo tipo di comportamenti”, osserva Victor Amat. “Viviamo in un mondo completamente narcisista, e, in una società narcisista, le grandi organizzazioni scelgono persone che: primo, sanno vendersi, secondo, hanno poca empatia e quindi prendono decisioni rapide senza considerare l’impatto emotivo. È questa una situazione che può essere definita “come vivere nel mare e pretendere di non bagnarsi”. Amat descrive una cultura che valorizza la visibilità, la sicurezza di sé proiettata e la capacità di avere un impatto immediato. Sapersi vendere diventa una competenza chiave. Non si tratta solo di comunicare bene, ma di costruire un’immagine convincente che rispecchi ciò che un’organizzazione si aspetta da un leader. Parallelamente, una minore empatia facilita decisioni rapide. In contesti in cui la velocità è sinonimo di efficacia, questa caratteristica può essere vista come un vantaggio. Il costo emotivo di tali decisioni passa in secondo piano. Il risultato è uno stile di leadership che privilegia l’azione e la percezione di controllo.

Il concetto di narcisismo introdotto da Victor Amat si estende a una logica sociale più ampia, in cui l’immagine di sé, il riconoscimento esterno e la validazione costante occupano un ruolo centrale. In questo quadro, il fascino agisce come un amplificatore: consente di catturare attenzione, generare consenso e consolidare posizioni di potere. Questo fenomeno non implica che tutte le persone carismatiche rientrino in questo schema, né che la preparazione abbia perso importanza. Ciò che lo psicologo evidenzia è piuttosto uno squilibrio nei criteri di selezione e promozione. Il peso di ciò che è visibile supera talvolta quello della sostanza. La narrazione personale può finire per prevalere sul contenuto reale.

Cari amici, Fascino e Carisma, restano, a prescindere da tutto, doti senza le quali un capo non potrà mai essere considerato un vero Leader. Senza il Fascino magnetico personale, una capacità comunicativa efficace, la giusta Empatia e Connessione e – non ultima – la capacità di gestire al meglio il proprio stato emotivo, creando sempre un vero clima di fiducia, nessuno potrà mai essere definito un vero LEADER!

A domani.

Mario

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