Oristano 18 maggio 2026
Cari amici,
Che l’uomo sia un essere
sociale è una realtà incontestabile, e da questo bisogno nasce la necessità del dialogo con gli
altri. Ciò lo porta ad avere con loro un confronto costante, col risultato di misurare se
stesso con loro. Ebbene, con l’avvento dei social questo “Confronto sociale” è
cresciuto notevolmente, ingigantendosi sempre più, con la conseguenza di confrontarsi costantemente
con le vite degli altri, che spesso sono vissute in modo artificioso, con il risultato di creargli,
spesso, un sentimento di inadeguatezza, di bassa autostima e invidia. I Social,
infatti, con il costante bombardamento dei modi di vivere altrui, hanno ingigantito in chi li osserva il bisogno di emulazione, attivando la
competizione, per non trovarsi assolutamente inadeguati nei confronti degli
altri.
Gli studiosi analizzano
da tempo questo bisogno dell’uomo di emulazione. Fu già nel 1954 che Leon Festinger
formulò la teoria del “CONFRONTO
SOCIALE”, analisi che parte da un presupposto semplice e potente: le persone
tendono a valutare le proprie opinioni e le proprie capacità mettendole a
confronto con quelle degli altri, specie quando misurarsi su criteri oggettivi
non risulta possibile. Festinger mostrò come queste comparazioni servivano a
stabilire standard di riferimento per l’autovalutazione e potevano spingere a
confronti verso chi era percepito come simile (confronto orizzontale) o verso
chi era ritenuto migliore o peggiore (confronto ascendente o discendente). Il
quadro originale dello studioso è rimasto fondamentale, perché descrive sia la
spinta motivazionale (migliorarsi) sia il rischio psicologico (frustrazione,
invidia) insiti nel confronto.
Oggi, in un mondo sempre più
connesso, ricerche e sondaggi mostrano che l’uso quotidiano dei social media
amplifica la frequenza e l’intensità del “paragone con gli altri”, un
meccanismo perverso, causa di preoccupanti stati emotivi; sono in
particolare gli adolescenti e i giovani adulti, quelli che vivono con forti
stress e drammi questo paragone/confronto. Si, amici, il mondo digitale ha
cambiato solamente le modalità del confronto, ma per il resto la teoria di
Festinger si applica alla perfezione anche al giorno d’oggi. Certo, i social
network permettono di avere confronti più rapidi, ripetuti e spesso unilaterali;
l’utente vede selezioni precise di vite altrui, storie, post, reel: tutte
esperienze messe in mostra e successi frammentati in immagini.
Amici, oramai i social sono parte integrante della nostra vita, anche se possono
essere vissuti sia in modo attivo che passivo; chi vive i Social
in modo passivo, cioè si limita allo scorrere le pagine e all’osservare senza
interagire, ne viene comunque contagiato: fa mentalmente i confronti, che possono
generare invidia e ridurre il benessere soggettivo, mentre un uso più attivo e
relazionale, a volte, può produrre anche effetti benefici. Studi specifici su
piattaforme come Facebook hanno mostrato che il legame fra uso intensivo e
peggioramento dell’umore è mediato proprio dai processi di confronto e
dall’invidia che ne deriva. Più in generale, l’esposizione a confronti alti
tende a provocare risposte di contrasto in cui la persona si sente peggiore
rispetto al modello osservato, con effetti negativi sull’autostima e
sull’umore.
Questo automatico “Confronto
sociale” spesso è vissuto senza una piena consapevolezza; per rendersene conto
basterebbe osservare quando, dopo aver usato un social o dopo aver letto il
feed di Instagram, il proprio umore cambia notevolmente, e rilevare quali
contenuti lo abbiano innescato. Per rasserenarsi basterebbe un semplice approccio
riflessivo: riportare l’attenzione su obiettivi personali misurabili e non
confrontabili direttamente con gli altri, praticare una selezione dei
contenuti, riducendo esposizioni ripetute a profili che provocano forte
confronto e trasformare l’uso passivo in interazioni costruttive che
favoriscano connessioni reali. Si,
proprio quelle connessioni mandate in soffitta dopo l’avvento dei social!
Cari amici, gli studi
finora effettuati hanno messo in luce che l’uso dei social network, orientato in particolare verso gli altri, influisce negativamente sull’autostima, in particolare nei
riguardi dell’aspetto fisico. Confrontarsi con gli altri, nella maniera giusta
è possibile, ma evitando di prendere per oro colato tutto ciò che troviamo sui
social, spesso millantato e frutto di fake news. Allora, riprendiamo il
confronto con gli altri, soprattutto fisicamente, magari seduti a dialogare sulle panchine di una piazza o in un locale! Sicuramente vivremo molto meglio!
A domani.
Mario







Nessun commento:
Posta un commento