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domenica, maggio 21, 2017

RAPINE IN BANCA ADDIO: OGGI NON SI RUBA PIU' CON LA PISTOLA MA CON STRUMENTI PIÙ SOFISTICATI. IL PASSAGGIO DA RAPINATORE AD HACKER.



Oristano 21 Maggio 2017
Cari amici,
Voglio fare una premessa al post di oggi, nel quale voglio parlare con Voi della “rivoluzione” che è avvenuta nel settore delle rapine bancarie: quegli assalti armati che con fucili e pistole i malviventi mettevano in atto con grande pericolosità per l’incolumità fisica delle persone presenti, impiegati e/o clienti. Sono stato per una vita intera un “bancario”. Durante la mia lunga carriera, in particolare da direttore di struttura, sono stato oggetto di rapina 2 volte: una a Fonni e una a Cabras.
Lascio immaginare a Voi, lo stato d’animo in cui si trova chi, subendo una rapina, è tenuto, magari in misura differente, a garantire nel modo migliore la salvaguardia del denaro della banca, della sicurezza del personale e ovviamente della propria. Sinceramente, ormai a distanza di parecchio tempo, posso dirvi che la prima rapina la si subisce con meno traumi: la prima volta è anche ricca di curiosità, che sotto certi aspetti fa passare in secondo piano la pericolosità della situazione; la seconda, invece, viene vissuta in maniera ben più traumatica: memore della prima, il rischio che si corre ti attanaglia senza distrazioni, facendoti sembrare i pochi minuti della rapina, come un tempo lunghissimo, che sembra durare un’eternità.
Acqua passata, però: oggi gli assalti armati sono in netta diminuzione, in quanto le rapine, quelle classiche che iniziavano in stile far west con il classico “mani in alto, questa è una rapina”, sono state sostituite dagli assalti informatici, che avvengono via Web, molto meno traumatici, e soprattutto concretamente ben più consistenti. Con il progredire delle nuove tecnologie e l’introduzione della gestione finanziaria bancaria attraverso il web, è il cybercrime ad avanzare continuamente, tanto che il furto di denaro via computer negli ultimi 10 anni è più che quintuplicato. Il motivo principale sta nel fatto che Internet ha ormai da tempo, bancariamente parlando, sostituito largamente l’utilizzo dello sportello bancario fisico, dando ai clienti la possibilità di operare attraverso il collegamento via computer.
Si, l'innovazione digitale sta trasformando profondamente anche la gestione bancaria, e di conseguenza anche la malavita ha dovuto cambiare strategia circa il modo migliore per sottrarre denaro. 
Da un rapporto pubblicato dal Centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine dell'ABI (l’Associazione Bancaria Italiana) è emerso che negli ultimi anni le rapine in banca hanno avuto un calo notevole: nel 2007 se ne contavano ancora 2.972 all'anno, mentre nel 2016 erano scese a 360. A ripercorrere statisticamente questo segmento, ci basti ricordare che nel 1991 le rapine ammontavano a 9.400! Eppure il furto dei denari depositati in banca non solo è diminuito ma addirittura aumentato: sono solo cambiati i sistemi per sottrarre i soldi, direttamente dai conti correnti, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Che l’avanzare della tecnologia informatica avrebbe aguzzato la mente criminale dei ladri era prevedibile, e il risultato lo tocchiamo con mano tutti i giorni, visto l’aumento notevole delle truffe perpetrate via web. Non meravigli, dunque, il fatto che le “rapine fisiche”, gli assalti a mano armata agli sportelli bancari, siano drasticamente diminuiti, perché ampiamente compensati dal moderno modo di sottrarre denaro con meno rischi. 
Il cybercrime è in forte aumento in tutto il mondo. Dai dati che provengono dagli USA, nel sistema bancario americano risultano sottratti per via informatica miliardi di dollari. Secondo l’Associazione delle banche Usa, il bottino delle rapine digitali registrate nel solo 2010, ammonta a oltre 2 miliardi di dollari.
Appare praticamente tramontata, dunque, l’era delle bande con mitra, pistole e cappucci, con il palo alla porta e l’autista che aspetta fuori pronto a sgommare via. Bonnie and Clyde sono sempre più figure romantiche, da ricordare alle generazioni future. Oggi è attiva, invece una nuova generazione di criminali, più giovani e acculturati, che hanno scoperto che, con le transazioni bancarie che si sono trasferite in gran parte online, è molto meno pericoloso e anche assai più conveniente “sottrarre danaro” in maniera soft, senza pericoli fisici; in sintesi rapinare le banche elettronicamente, stando comodamente seduti in casa propria, con buona possibilità di non essere scoperti, significa, davvero, fare i rapinatori con 'i guanti bianchi'.
Cari amici, la gestione digitale delle risorse finanziarie bancarie, se da un lato ha reso più snello il rapporto banca/cliente, ha anche affinato sia la mentalità che le armi di chi pratica il mestiere di rapinatore. 
Dal rapporto Clusit 2017 sulla sicurezza informatica, è emerso che le banche sono il terzo settore più colpito dal cybercrime con un aumento degli attacchi, nell’ultimo periodo esaminato, del 64%. Prima di chiudere Vi confesso una cosa, che non è certo un consiglio a rifiutare le nuove tecnologie, ma solo un piccolo accorgimento che potrebbe far correre meno rischi. Quando sono andato in pensione, pur avendone la possibilità non ho mai voluto gestire il conto corrente dal mio computer. Sarà perché sono un uomo della vecchia generazione (non certo un nativo digitale), ma ho sempre avuto un certo timore a operare – via computer – da casa mia per effettuare le mie operazioni bancarie. Qando posso faccio una passeggiata, mi reco in banca e faccio le operazioni allo sportello; ho l'occasione in questo modo di salutare i colleghi e i clienti di una volta, mantenendo così anche i rapporti sociali.
Pensate di me ciò che volete…però sono fatto così! Secondo me, oggi, la concreta sicurezza informatica praticamente non esiste. Ci basti pensare ad Assange, wikileaks, elezioni americane, e...chi più ne ha, più ne metta.
Ciao, a domani.
Mario

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