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domenica, giugno 24, 2018

LA PISTOLA TASER A BREVE IN DOTAZIONE ALLE FF.OO. ITALIANE. I PRO E I CONTRO DI UN’ARMA USATA IN MOLTE NAZIONI, MA AMPIAMENTE DISCUSSA.


Oristano 24 Giugno 2018
Cari amici,
Dopo i vari tira e molla, iniziati nel 2014, dopo infinite discussioni, alla fine il Decreto è stato firmato: Il 20 Marzo scorso il capo della Direzione Anticrimine, il Prefetto Vittorio Rizzi, ha firmato la circolare che dà il via libera all’utilizzo sperimentale del TASER anche da parte delle nostre FF.OO. in sei (6) città italiane, tra cui Milano (le altre cinque sono: Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia). L’obiettivo è quello di sperimentare la nuova arma per estenderne poi l’utilizzo a tutti i corpi di polizia e dell'Ordine, a partire dal corpo dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
Lo ha reso ufficialmente noto il capo della polizia, Franco Gabrielli, che, parlando nei giorni scorsi a Genova al convegno nazionale "Sicurezza democratica e collaborazione dei cittadini. Dagli anni di piombo alla prossima sconfitta del terrorismo internazionale", si è così espresso: "Abbiamo terminato l'iter per dotare tutto il nostro personale di TASER. Inizieremo a breve la sperimentazione sul campo per sottolineare che l'Amministrazione è attenta alla sicurezza del nostro personale, senza arrecare eccessivo danno alle persone che dovessero trovarsi al di là della barricata".
“Cominceremo in diverse città italiane con l'Arma dei carabinieri e in parte la Guardia di Finanza - ha sottolineato Gabrielli - poi il TASER sarà fornito in dotazione alle forze dell'ordine su tutto il territorio nazionale. L'iter era iniziato alla fine del 2014 e ora - ha concluso il capo della polizia - avvieremo una sperimentazione operativa sul campo perché sono armi che devono essere assegnate con una certa modalità".  
Amici, poiché la conoscenza i questo strumento di difesa/offesa è ancora poco noto, vediamo insieme le sue origini, il suo funzionamento ed il suo potenziale.
TASER, in realtà, non è il nome dell'arma, ma quello dell'azienda USA che ha inventato le pistole elettriche nel lontano 1969 (TASER è l’acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle). L’arma elettrica porta la firma di John Cover, ma la produzione su scala industriale della “pistola elettroshock” ebbe inizio solo a partire dal 1998. Circa il suo funzionamento, quest’arma elettrica è dotata di due piccoli dardi, collegati tramite dei fili elettrici al resto della pistola; una volta lanciati, questi producono sul soggetto ricevente delle scariche ad alta tensione ma a bassa intensità di corrente, rilasciata in brevissimi impulsi per 5 secondi. Perché la scarica venga effettivamente emessa, entrambi i dardi devono colpire il bersaglio.
La scarica causa un'immediata ma momentanea paralisi dei muscoli della vittima, e secondo fonti accreditate non è così sicura come si vuol far credere. Secondo l’ONU e Amnesty International, il Taser viene utilizzato con troppa leggerezza e, a causa delle scariche elettriche, solo in America sono morte più di 800 persone; le morti dovute allo choc elettrico sarebbero state, però, di persone con problemi cardiaci o di tossicodipendenza che non hanno retto all'impatto con l'arma. Insomma, come sempre, in particolare da noi in Italia, favorevoli e contrari non sono una novità e a ben guardare non mancano mai.
Quest’arma è già molto diffusa nel mondo: prima del nostro Paese altre 701 Nazioni si erano già dotate del Taser, a partire dagli Stati Uniti, dove quest’arma fa parte integrante dell'equipaggiamento d'ordinanza già da oltre un ventennio. I Taser si usano a ogni latitudine: dal Canada alla Finlandia, passando dalla Grecia, la Francia e più di recente anche in Gran Bretagna.
Anche l’Italia dunque si dota di quest’arma, che serve ad evitare in primo luogo la reazione, spesso necessaria, fatta con l’arma da fuoco e anche i pericolosi corpo a corpo. Esaurita la fase sperimentale, prima che il Taser venga diffuso su tutto il territorio nazionale, le forze dell’ordine dovranno essere sottoposte ad una specifica formazione, per evitare usi impropri e anche di evitabile pericolosità. A Gennaio scorso si è anche scelto il modello da usare: si è scelto Il Taser X2, con scarica elettrica ad intensità regolare con durata controllata di 5 secondi; l’arma ha un sistema di mira con doppio puntatore laser, uno per ogni dardo; possibilità di colpire il bersaglio fino a 7 metri di distanza; la pistola è dotata anche di un colpo di riserva: nel caso si dovesse mancare il bersaglio sarà possibile sparare nuovamente senza dover per forza caricare il Taser manualmente.
Altro elemento importante è che «ogni operatore avrà sulla propria divisa una particolare telecamera a colori ad alta definizione, dotata anche di visione notturna che si accende automaticamente non appena viene tolta la sicura dell’arma, così da controllarne l’operato». Per la legislazione italiana il Taser è un’arma propria, ma non da fuoco: può essere venduta a persone con porto d’armi, ma non può essere prodotta in Italia; per importarla serve un’apposita licenza e non può essere portata in giro per nessun motivo.
Cari amici, personalmente sono convinto che dotare le forze dell’Ordine del Taser può risultare di buona utilità; potrà dare loro un’opportunità in più per operare in maggiore sicurezza durante lo svolgimento del loro lavoro. In questo modo essi potranno difendersi dalle aggressioni con meno rischi e senza creare inutili morti come avviene oggi con le armi da sparo. Credo che in sostanza quest’arma in più consenta alle forze dell’Ordine di difendere e proteggere meglio i cittadini dai delinquenti, e nel contempo di difender meglio se stessi mentre svolgono il loro pericoloso lavoro, che in realtà non mai semplice, ma ricco di grandi rischi.
A domani.
Mario



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