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domenica, giugno 10, 2018

IL COMUNE DI ORISTANO, NELLE CERIMONIE IMPORTANTI, HA REINTRODOTTO L’USO DELLA “MAZZA CERIMONIALE”, UNA SPLENDIDA OPERA D’ARTE DEL 1.651.


Oristano 10 Giugno 2018
Cari amici,
Che il Comune di Oristano abbi gelosamente conservato e oggi sia in possesso di una straordinaria collezione di antichi cimeli, è cosa nota. Il suo splendido passato ha lasciato tracce indelebili, e, a testimoniarlo, ci restano straordinari "pezzi artistici" che forse sarebbe il caso che fossero (almeno in occasione di “Monumenti aperti”) esposti alla visione del pubblico. 
All’interno dei 3 palazzi comunali, tutti affacciati sulla Piazza Eleonora, è conservata una vasta collezione di beni di grande interesse storico e artistico di proprietà del Comune d’Oristano. Questa raccolta è composta da più di cinquecento pezzi, tra opere pittoriche, argenti, bronzi e sculture, tutti inventariati e catalogati, ai quali vanno aggiunti i mobili d’epoca, che, sapientemente restaurati e valorizzati, hanno completato gli arredi delle sale e degli uffici.
In una bella vetrina d’epoca vengono gelosamente custoditi gli antichi stendardi cittadini, gli arredi delle scrivanie importanti del passato, gli argenti finemente cesellati; ci sono gli oggetti che facevano parte del corredo da scrittoio del Consigliere Capo, c’è il calamaio del 1613, il sabbione del 1626 con gli stemmi della città, l’alzata porta lettere con al centro un albero di pere fruttato, stemma nobiliare quest’ultimo della famiglia Pira. 
Ebbene, tra questi antichi e preziosi cimeli esposti, c'è però un pezzo ben più interessante: è la Mazza Cerimoniale in argento sbalzato e inciso, realizzata dagli argentieri sassaresi Del Piano e Frigado, opera del 1651. Questa mazza inzialmente era utilizzata per dare solennità al rito dell’insaculazione, cioè l’elezione dei consiglieri, cerimonia che consisteva nell’estrazione a sorte, da cinque particolari sacchetti, dei nomi dei candidati che avrebbero costituito il nuovo Consiglio. Rito che veniva compiuto nel giorno della festa di Sant’Andrea. La bella mazza d'argento, simbolo del potere, veniva anche portata in processione nelle feste in onore di Sant’Alessandro, Sant’Archelao, San Giovanni, Santa Maria e San Vincenzo.
Questo autentico gioiello, seppure ben custodito, per molto tempo è stato lasciato a riposo, forse considerato obsoleto, dunque non più utilizzabile nelle pubbliche cerimonie di rappresentanza. Ma come la storia insegna, tutto passa e tutto ritorna! Da qualche tempo la mazza, di nuovo perfettamente lucida e splendente, è stata "svegliata dal suo lungo sonno" e nuovamente utilizzata nelle cerimonie ufficiali: accompagna, facendo bella mostra di sè, lo stendardo cittadino, come è recentemente avvenuto per la cerimonia del 2 Giugno, festa della Repubblica e nel successivo 4 Giugno, portata in processione nella solennità del Corpus Domini. Ebbene, amici, molti di Voi, in particolare i giovani, conoscono il vero significato della ‘Mazza Cerimoniale’, sanno come è nata questa antica consuetudine che pare affondare le sue radici nei secoli? Proviamo a ripercorrere insieme, anche se in sintesi, la sua bella e curiosa storia.
La Mazza, già con il suo termina indica qualcosa di pesante, di contundente, ovvero un oggetto pesante, dotato di manico, che può ricollegarsi alla prima arma dell’uomo primitivo. Pare derivare proprio dalla preistorica clava, cioè da quel randello robusto in legno o in osso usato dai nostri antenati per la difesa; con passare del tempo fu continuamente migliorata e appesantita con l’utilizzo dei metalli. Con l'avvento di armi più sofisticate, in particolare quelle da fuoco, la mazza cessò il suo utilizzo come orma di difesa e offesa, restando però in auge come simbolo della forza e del potere, trasformandosi in questo modo in segno di comando, al pari dello scettro. La Mazza, dunque, simbolo, nelle cerimonie ufficiali, che attesta la presenza del potere, dell’Organo sovrano, sia esso autorità statale, militare, civile o culturale.
La storia della mazza con usi non più militari na civili prese piede a partire dal XIII secolo, anche se le testimonianze certe sono verificabili solo a partire dal XIV secolo, quando queste mazze, ormai realizzate solo con funzioni decorative, vennero fabbricate da abili artigiani con materiali anche molto preziosi. La più antica mazza civica conosciuta si trova in Inghilterra: è quella di Hedon che risale al 1415. Già nel XV secolo si era diffusa la moda di rialzare la parte superiore delle mazze, dove di norma veniva apposto lo stemma reale. Da allora iniziò una vera e propria produzione artigianale delle mazze con elementi sempre più riccamente decorati soprattutto tra XVI e XVII secolo.
Alla mazza, in particolare nelle Comunità parlamentari di origine anglosassone, viene ancora oggi attribuita un’importanza assoluta: In Inghilterra la Camera non può legalmente riunirsi senza la presenza della mazza cerimoniale, dal momento che essa rappresenta l'autorità del sovrano. 
Old Exchequer Mace, 1667
Il dato di fatti è che in tutti i Parlamenti del Commonwealth, le Mazze vengono portate all'entrata e all'uscita di ogni sessione della Camera.
Si, amici, ancora oggi le mazze cerimoniali nel Regno Unito rappresentano l'autorità ed il prestigio delle due Camere del Parlamento e della sovrana Elisabetta II. La Camera dei Lord ha due mazze, la prima databile al regno di Guglielmo III. Gli inglesi, che quanto a spirito di conservazione non sono secondi a nessuno, nella Torre di Londra conservano otto mazze in argento: due datate all'epoca di Carlo II, due al regno di Giacomo II, tre del regno di Guglielmo III e Maria, una all'epoca della regina Anna (sulla quale poi è stato inciso il nome di Giorgio I).
Cari amici, sapete perché oggi Vi ho raccontato questa storia? Perché sono sempre stato un soggetto curioso, e quando non conosco bene un argomento cerco un sistema per arrivare a capirlo. Nei giorni scorsi, partecipando alle cerimonie prima indicate, mi sono incuriosito non poco, ed ecco allora l'idea di andare a cercare "l'ago nel pagliaio..."! Ovviamente, come mio solito, rendendo partecipi anche Voi!
A domani.
Mario
La Mazza del Rettore dell'Università di Cagliari

Quella del Municipio di Oristano

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