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giovedì, giugno 21, 2018

FLAT TAX E REDDITO DI CITTADINANZA, I CONTI CHE NON TORNANO. COME CONCILIARE DUE OPPOSTI?


Oristano 21 Giugno 2018
Cari amici,
E' tempo di passare dalle promesse elettorali ai fatti concreti, reali. Finito il periodo delle chiacchiere, ora è arrivato il tempo di trasformare le parole in realtà. Che il nuovo Governo appena insediato avrebbe dovuto affrontare problemi pesanti come macigni era chiaro fin dall’inizio, ma quanto sarà difficile concretizzare le promesse, tese a risolvere le serissime problematiche che assillano il Paese? Indubbiamente ottenere risultati concreti, tangibili, appare per ora ben difficile, per molti addirittura impossibile. 
Quello che appare per ora agli italiani, da parte dei nuovi governanti, è una sfrenata voglia di governare! Dopo aver cacciato quelli che erano al potere, dimostratisi effettivamente incapaci di affrontare i problemi che gli italiani chiedevano di risolvere, i "nuovi" si sono insediati senza un lucido e serio piano di risanamento. I due schieramenti, appartenenti ad aree molto diverse, sono riusciti ad allearsi e andare al Governo mediante la stipula di un "contratto tra diversi", ma non appaiono in possesso di quella vera, grande coesione, indispensabile per il raggiungimento del risultato ipotizzato.
I due raggruppamenti nella pratica quotidiana spesso appaiono con idee e soluzioni diversissime tra di loro. Le prime mosse già denotano non poche contraddizioni. Il nuovo potere è stato equamente diviso: Le due anime del Governo Lega e 5 Stelle, hanno stabilito che il Carroccio è delegato a governare il Ministero dell’Interno e il Movimento a presidiare i due ministeri chiave (ora unificati), quello dello Sviluppo economico e Lavoro e politiche sociali. Già dalle prime fasi, però, le scintille non sono mancate: i due schieramenti, collocati anche politicamente su fronti opposti, non dialogano con grande facilità, e quindi altre scintille potrebbero accendere fuochi anche devastanti.
La mia riflessione di oggi, amici, parte da una considerazione che reputo seria e concreta: insomma come si dice in gergo, è possibile cercare di “Quadrare il cerchio”? Due sono i punti chiave di questa ‘quadratura’ difficile, se non addirittura impossibile: l’applicazione della Flat Tax e la concessione del Reddito di cittadinanza. Cerco di spiegarmi meglio. La Flat Tax, ovvero la riduzione degli attuali scaglioni a soli due, 15 e 20 per cento, seppure vista in chiave di sostegno alle famiglie e alle imprese, diminuirà, e non di poco, le entrate fiscali. La concessione del Reddito di cittadinanza, invece, aggiungerebbe forti appesantimenti alla spesa pubblica, già oggi difficilmente conciliabili con le entrate correnti, immaginiamoci con una ulteriore diminuzione degli introiti.
Come anticipato in premessa le due esigenze sono antitetiche: la Flat tax è il cavallo di battaglia della Lega, il Reddito di cittadinanza, quello dei 5 Stelle. Per capire meglio, proviamo ad entrare nei dettagli. Con la Flat tax (letteralmente “tassa piatta”) si ipotizza un sistema fiscale che applica la stessa tassazione, in termini di aliquota, a tutti i contribuenti, indipendentemente dal loro reddito. Nettamente differente, quindi, dal sistema di tassazione progressiva, che differenzia le aliquote a seconda dei redditi dei contribuenti. In Italia, in analogia ai molti Paesi industrializzati è adottato il sistema progressivo; l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) si applica sulla base di scaglioni che vanno dal 23 al 43 per cento. Con la Flat tax, invece, al massimo le aliquote saranno due: 15e 20 per cento.
A prescindere dalla rilevante diminuzione immediata del gettito fiscale, il “cavallo di battaglia” che la Lega porta avanti è che abbassando le tasse per tutti, i contribuenti sarebbero spinti a evadere sempre meno. La riduzione dell’evasione consentirebbe quindi allo Stato di compensare le minori entrate derivate dall’abbassamento delle aliquote. Credete davvero a quest’ipotesi, o pensate come me che il rischio è enorme? E non è tutto, se pensiamo che l’altro cavallo di battaglia, quello portato dal Movimento 5 Stelle, ipotizza la concessione del costoso reddito di cittadinanza.
Secondo il Movimento 5 Stelle che lo ha proposto, il “Reddito di cittadinanza” altro non è che l'aiuto economico, da destinare a circa 9 milioni di italiani che si trovano privi di reddito o che hanno redditi troppo bassi, in modo da combattere povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale. Verrebbe erogato in forma mirata, attraverso i nuovi uffici del lavoro, ai quali è delegata la ricerca della collocazione lavorativa dei senza lavoro. Secondo l'ISTAT, qualunque cittadino viva da solo con meno di 780 euro al mese si trova sotto la soglia di povertà. Tale soglia varia a seconda del numero dei componenti del nucleo famigliare. Il reddito di cittadinanza prevederebbe un'integrazione/erogazione economica mirata a far in modo che chiunque possa raggiungere la soglia dei 780 euro mensili.
In teoria una proposta eccellente, se non fosse per il fatto che le nostre casse statali non lo consentono! Da calcoli approssimativi fatti dall’ISTAT, questa misura non costerebbe meno di 15 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbero i 2 miliardi circa per l’avvio dei nuovi centri per il lavoro. Secondo l’INPS, invece, lo afferma Boeri, il costo sarebbe di molto superiore: circa 38 miliardi di euro.  A prescindere da chi ha ragione, 17 o il suo doppio, dove andrebbe a pescarli lo Stato tutti questi soldi? Anche senza entrare nel circuito della Flat Tax, anche a bocce ferme come ora, dove andremo a recuperare una tale cifra?
Cari amici, i conti dello Stato sono come quelli di una famiglia: si mangia primo e secondo, di carne o pesce, se ci sono soldi nel portafoglio, altrimenti si mangia un modesto piatto unico, ovvero quello che c’è! Non pensate anche Voi la stessa cosa? 
È tempo, cari amici, di accantonare le promesse elettorali, fatte spesso di tante Fake news, e pensare seriamente (restando con i piedi per terra) a mettere una pezza alle tante, troppo falle, della nostra rabberciata Italia, senza fare voli pindarici che ci porterebbero a rovinose cadute. Icaro, con le ali di cera, credo possa essere d'esempio anche oggi!
A domani.
Mario


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