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giovedì, gennaio 12, 2017

VUOI CAMPARE PIÙ A LUNGO? ALLORA GODITI LA VITA! I SEGRETI PER VIVERE MEGLIO STANDO PIÙ SANI E SERENI.



Oristano 12 Dicembre 2016
Cari amici,
È difficile trovare uno soddisfatto della propra posizione, felice e contento del suo vivere, di godersi la vita, insomma! Nella gran parte dei casi siamo insoddisfatti, ci spacchiamo la schiena da mane a sera in cerca di “un domani migliore”, che possa darci quella soddisfazione che non abbiamo oggi! Questo comportamento intriso di tristezza e sacrifici è dimostrato che non solo risulta poco produttivo nel lavoro, ma ci crea anche uno status psico-fisico che ci fa ammalare, portandoci molto più in fretta all’ultima dimora. Questa è la risultante di uno studio condotto da ricercatori inglesi dell’University College di Londra, che ha messo in luce che il segreto per una vita lunga e sana è quello di vivere con meno ansie, con meno preoccupazioni per il futuro, amministrando ogni giorno il presente e godendo di quello che abbiamo; insomma, dovremmo saggiamente “imparare a godercela”, raggiungendo in questo modo uno status psico-fisico ottimale che ci consentirebbe di vivere meglio e più a lungo. La ricetta, però, appare poco condivisa.
Lo studio di cui sopra ha rilevato che solo il 25% di noi applica questa regola: solo uno su quattro, mentre gli altri continuano a vivere nell’ansia del futuro. L’errore, se così lo possiamo chiamare, è che nessuno si rassegna, si accontenta del proprio status attuale, aspettando con ansia qualcosa che forse mai arriverà. In questo modo l'individuo perde la capacità di ricavare positive sensazioni di benessere dalla situazione che vive, pensando anziché a vivere bene l’oggi a come potrà vivere domani. È l’insoddisfazione che accorcia la vita, sostiene lo studio, che ha dimostrato che vivere serenamente ed in armonia con se stessi e con gli altri ci regala una concreta diminuzione del rischio di morte.
Lo studio-ricerca, pubblicato sulla rivista BMJ, ha analizzato 9.365 persone adulte inglesi, di età media sui 63 anni. I partecipanti monitorati hanno dovuto compilare un questionario, ripetuto per 3 volte ad intervalli di 2 anni (tra il 2002 e il 2006), dove dovevano rendicontare se provavano o meno determinate sensazioni (tipo: "Mi piacciono le cose che faccio”, "Mi piace stare in compagnia di altri”, "Se guardo indietro alla mia vita provo un senso di felicità”, "Mi sento pieno di energia in questi giorni”, e così via. Solo un 24% dava risposte positive a queste affermazioni: 2.264 partecipanti su 9.365, pari quindi al 24%. Sostanzialmente 3 persone su 4 non provavano soddisfazione rispetto alle situazioni della propria vita.
Lo studio, per verifica, ha continuato nel tempo il monitoraggio sui soggetti esaminati, che è durato fino al 2013. Durante questo periodo ci sono stati 1.310 morti. Analizzando le liste dei decessi, il tasso di mortalità è risultato maggiore nei soggetti che non trovavano soddisfazione, rispetto a quelli che invece vivevano più soddisfatti. Anche il sesso ha avuto la sua importanza; sono risultate più propense a godere delle situazioni le donne, così come i soggetti sposati o conviventi, impiegati, ben istruiti, più ricchi e più giovani. "Questi risultati – hanno concluso i ricercatori - documentano un'associazione dose-risposta tra la mortalità e i livelli di benessere provati nel corso degli anni".
Cari amici, credo che questa ricerca dovrebbe farci riflettere tutti. Se è pur vero che il presente è figlio del passato e che allo stesso tempo è padre del futuro, questo non significa che dobbiamo restare schiavi del passato o angosciati del futuro: dobbiamo vivere nel modo migliore proprio il presente! Allora non perdiamoci nella perenne, ripetitiva riproduzione dei ricordi del passato, o nella ansiosa ricerca di “momenti perfetti”, da vivere in futuro: concentriamoci, invece, sul presente, viviamolo con gioia e ironia, anche quando risulta difficile farlo. Inutile arrovellarsi il cervello pensando “che tristezza la mia vita lavorativa, sarò felice solo quando andrò finalmente in pensione”, oppure “devo ancora sputare sangue, ma raggiunti gli obiettivi finalmente sarò appagato”, o ancora “la settimana è sempre più lunga, non vedo l’ora che arrivi il sabato per rilassarmi ed essere felice”. Questo non è il modo migliore di vivere!
Credo che anzi sia il modo peggiore per vivere la nostra vita, rimandando sempre la nostra felicità “a domani”. 
Eppure, se ci pensiamo bene, potremmo pensarla addirittura in modo totalmente opposto. Voglio ricordarvi che c’è un saggio proverbio che dice che "il viaggio, il lungo percorso per arrivare alla meta, risulti alla fine, sotto molti aspetti, molto più felice della meta che vogliamo raggiungere". Il viaggio è il sogno, che noi possiamo costruire tutti i giorni, riempiendolo di positività, di aspettative e di speranza; arrivati alla meta, invece, possiamo ritrovarci spenti, delusi: il traguardo raggiunto potrebbe risultare solo una  delusione. Pensiamoci seriamente, allora, viviamo il presente e godiamoci l'oggi!
Cari amici, se fossimo attenti osservatori, ci renderemo conto che ogni giornata che viviamo è unica e irripetibile. Sempre! Non sprechiamola, non gettiamola via, ma godiamocela senza timore: affrontiamola con coraggio e sana ironia, altrimenti sarebbe una giornata sprecata. Poco conta il passato e del futuro non abbiamo certezza: solo il presente, quello che stiamo vivendo è la realtà vera. Godiamoci allora la nostra giornata, anche se non è meravigliosa, anche se è irta di difficoltà che cercheremo di superare; domani potremo dire di averla vissuta al meglio, non subita.
Dale Carnegie (1888-1955) scrittore americano, conferenziere e creatore di famosi corsi di auto-miglioramento, formazione aziendale, gestione delle relazioni interpersonali, nato nel Missouri da una famiglia indigente, nel suo famoso libro “Come Godersi la Vita e Lavorare Meglio”, suggerisce al lettore quale dovrebbe essere il suo approccio alla vita e alla gente; lo invita a lavorare sui propri punti di forza, in modo da scoprire quanti talenti e quante capacità Egli possiede senza nemmeno saperlo, e quanto sia facile, una volta che le ha conosciute, farne buon uso.
In conclusione, cari amici, diamo la giusta importanza al grande regalo che ci è stato fatto: la vita! Impariamo ad apprezzarla, a viverla tutti i giorni con sana ironia e appagamento; viviamo con gioia ogni giorno: come se fosse il primo, o addirittura l’ultimo della nostra vita.
Grazie, a domani.
Mario


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