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sabato, febbraio 04, 2017

GLI STATI UNITI A GUIDA TRUMP: È ARRIVATA CON LUI LA FINE DELLA GLOBALIZZAZIONE? CERTAMENTE IL MONDO È DESTINATO A CAMBIERE NON POCO…



Oristano 4 Febbraio 2017
Cari amici,
Il futuro che ci aspetta appare poco rassicurante. Già subito dopo l’elezione di Trump a nuovo Presidente degli Stati Uniti, nazione che da tempo è un punto di riferimento mondiale in tutti i campi, si sono scatenate le ipotesi più azzardate sia sul futuro dell’America che di quello del resto del mondo, che con l’America, in un senso o nell’altro, dovrà continuare a relazionarsi. 
Sono state in primo luogo le dichiarazioni dello stesso Trump a gelare subito gli animi, a partire dalla fine del libero mercato globale. Scopo principale del nuovo corso, quello di rivoluzionare l'attuale sistema di vita degli americani (considerato precario) e far tornare l’America ‘grande’, con la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro per compensare quelli persi negli ultimi anni.
Indubbiamente il mondo intero guarda con timore e sospetto al 'nuovo corso' dato dal Presidente USA, che fin dai primi passi si presenta ben diverso da quello del precedente inquilino della Casa Bianca, Barack Obama. Trai primi atti firmati da Trump quello dello stop alla riforma sanitaria, vero cavallo di battaglia del suo predecessore, la cancellazione dei patti commerciali firmati per il libero scambio nel mondo (Europa compresa) e la firma per l’inizio della costruzione del muro anti immigrati alla frontiera con il Messico. Atti che potremmo definire dirompenti! Eppure nonostante i timori e le proteste, la borsa ha reagito positivamente a questi primi atti, facendo schizzare l’indice verso l’alto, a livelli da tempo mai più toccati. Le preoccupazioni, però, permangono e il mondo intero, diviso tra favorevoli e contrari, si interroga con ansia e timore per cercare di capire cosa davvero cambierà nel mondo, negli anni della sua presidenza e nei rapporti del resto del mondo con gli USA.
Che molte cose cambieranno è ormai una certezza: l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca segnerà certamente l’inizio di una nuova fase relazionale e commerciale col resto del mondo, fase che qualcuno considera una forte “chiusura” verso la globalizzazione esistente, tanto da considerare Trump l'artefice di una nuova fase di relazioni mondiali. Si, a detta di studiosi importanti, con Trump il mondo si appresta ad entrare in una fase successiva a quella attuale: quella della post-globalizzazione. Sarebbe un ritorno alle barriere doganali? Un ritorno all'economia locale anzichè globale? Un chiudere nuovamente le frontiere degli Stati riportando ognuno a casa propria? Forse sì in linea di massima, anche se un ritorno al passato è da considerarsi impossibile: arrivati al punto in cui ci troviamo, nulla potrà tornale ad essere come prima.
Vedete, cari amici, in tanti ci siamo domandati come sia potuto arrivare Trump alla vittoria, catalizzando un numero di voti tale da portarlo alla presidenza. Come può essere successo che un super ricco come lui abbia fatto breccia nel cuore dei tanti americani poveri che avevano perso il lavoro!
Trump, a mio avviso, è riuscito in quello che altri hanno sottovalutato: ha fatto breccia ed ha vinto perchè è stato capace di riaccendere l’orgoglio dei cittadini americani, che si sono sentiti nuovamente presi in considerazione dal candidato Presidente, quando ha affermato che il lavoro andava dato in primo luogo agli americani e che era una vergogna che il cittadino degli Stati Uniti non avesse più un lavoro, sottratto, portato via da altri! A loro ha promesso di riaprire le fabbriche chiuse, di crearne di nuove, finanziando gli investimenti attraverso il debito pubblico dello Stato, per ridare lavoro e dignità al popolo americano, ormai ridotto in povertà proprio dalla mancanza di lavoro. Credo che sia stato questo il vero passe-partout della sua vittoria sull'altro candidato alla presidenza, Hilary Clinton.
La rivoluzionaria via scelta da Trump per cambiare l’America non sarà né facile né tutta in discesa, ma in salita e irta di ostacoli. Non si possono spegnere in un soffio gli effetti ormai consolidati della Globalizzazione, arrivata ormai ad un punto di difficile ritorno. Gli effetti della cancellazione del TPP (Trans Pacific Partnership), l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Paesi asiatici e del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra Usa e Unione Europea, si faranno presto sentire sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti. Questo indiscutibile segno della morte della globalizzazione, del libero scambio, non porterà tout court alla situazione precedente, ovvero alla pre-globalizzazione, ma metterà in atto un protezionismo commerciale dalle conseguenze ancora difficili da quantificare.
La nuova politica americana di Trump è vista con crescente preoccupazione dalla Comunità Europea, che, volente o nolente, dovrà fare di necessità virtù, in un mercato già di per se difficile e pericolosamente traballante. Inoltre, il nuovo feeling tra gli USA e la Gran Bretagna, il cui Premier ha di recente incontrato Trump, credo che impensierisca non poco i responsabili dell’UE. Durante i colloqui Trump ha detto alla May: «La Brexit sarà una cosa fantastica per Londra», affermazione ricevuta con grande soddisfazione dal primo ministro inglese e sicuramente con molta preoccupazione dall'UE.
In Europa la difficile situazione esistente creata dalle massicce immigrazioni, unita alla fine degli accordi di libero scambio con gli USA, porrebbe le basi per la fine del consumismo, che negli ultimi anni ha coinvolto anche i Paesi emergenti. Insomma la politica di Trump darebbe davvero il colpo di grazia all’attuale società dei consumi, creando le condizioni anche per l’uscita di altri Stati membri (Italia compresa) dall’Unione Europea, cosa che porterebbe, in tempi anche abbastanza rapidi, alla sua estinzione.
Cari amici, non è facile capire cosa potrebbe presto succedere nel mondo, considerata anche la crescente litigiosità che vede scendere in campo in lotta tra di loro potenti e piccoli Stati (a partire dall'ISIS), che vede diverse guerre aperte tra Occidente e Oriente. Sibillino, dfficile da comprendere, anche il neonato feeling tra Trump e Putin, che da un lato potrebbe consentire di battere e sconfiggere l’ISIS, ma a quale prezzo? 
La recente negazione dei visti ai cittadini di Paesi coinvolti nel terrorismo (che sta creando un putiferio sempre più largo e allarmante) aggraverà olteriormente la situazione, dando all’America targata Trump la patente di Stato razzista, con la chiusura delle sue frontiere. Trump però va avanti come un treno in corsa, nonostante anche in casa repubblicana trovi non pochi contestatori della sua politica; ne è prova il recente licenziamento del ministro della Giustizia reggente Sally Yates (sostituita da un ultraconservatore), le cui conseguenze non tarderanno a farsi sentire.
Cari amici, come detto in premessa, ci aspetta un futuro poco rassicurante. Anche per quanto riguarda l'Italia le preoccupazioni non mancano: le nostre esportazioni, con i nuovi dazi previsti da Trump, saranno pesantemente penalizzate (in Sardegna la crisi del pecorino si aggraverà ulteriormente per il freno che i nuovi dazi creeranno sui formaggi esportati)
Insomma, il pesante pugno di ferro che l’Unione Europea continua ad esercitare con la sua politica di austerità nei confronti dei Paesi membri, senza immediati cambiamenti di spessore diverrà insopportabile e potrà portare a conseguenze drammatiche, con ulteriori possibili uscite: non è escluso nemmeno un "ITAL-EXIT".
Prendendo in prestito una battuta utilizzata in un recente sceneggiato televisivo potrei, alzando gli occhi al cielo, invocare con convinzione: “CHE DIO CI AIUTI!”.
A domani.
Mario 

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