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martedì, aprile 19, 2016

FLAVIO BUSONERA: FINALMENTE ANCHE ORISTANO SI RICORDA DI LUI!

Oristano 19 Aprile 2016
Cari amici,
“Tanto tuonò che piovve!” è la frase attribuita a Socrate dopo che Santippe, al termine di una lunga sfuriata, gli rovesciò sulla testa, dalla finestra, un pitale colmo di urina. Chiedo scusa se per dire che ‘era ora’ abuso di una frase così tanto nota, ma insomma…quando ci vuole ci vuole! Anche la città di Oristano, dopo un tempo sicuramente troppo lungo, si è ricordata di uno dei suoi figli migliori: Flavio Busonera.
Quest’anno, il 25 Aprile, proprio per la Festa della Liberazione, anche la nostra città ricorderà Flavio Busonera, medico pediatra, comandante partigiano nella lotta della Liberazione in Veneto, giustiziato dai fascisti a Padova settantadue anni fa, il 17 agosto 1944. Gli ha dedicato la moderna struttura del “Centro Giovani” a Sa Rodia, che il Sindaco Guido Tendas inaugurerà con una cerimonia ufficiale Lunedì prossimo 25 Aprile alle ore 10,30.
Finalmente la Giunta comunale, accogliendo i voti della Presidente provinciale dell'A.N.P.I. Carla Cossu, si è decisa a ricordare in modo concreto la luminosa figura di un oristanese che ha sacrificato la vita per la libertà di tutti. Certo è triste pensare che è stato ignorato per oltre settant’anni un uomo del suo calibro, al quale, invece altre città del Continente e della Sardegna avevano voluto rendere omaggio: la stessa città di Sassari ha da tempo dedicato a Flavio Busonera una Via nel quartiere di Li Punti.

La Via Flavio Busonera a Sassari (Li Punti)

Ad Oristano la commemorazione ufficiale sarà effettuata dal giornalista Beppe Meloni, eccellente storico e profondo conoscitore della realtà oristanese, che sin dall'inizio degli anni Novanta, nel suo primo volume “Oristano memoria e cronaca”, ha voluto ricordare l’uomo e il patriota, il suo impegno per la libertà e il suo martirio. Ora, anche se a distanza di oltre mezzo secolo, la splendida figura dell’uomo e dell’eroe oristanese trova anche ‘in patria’ il suo giusto riconoscimento. Inoltre, grazie ad altri estimatori come Gianpiero Enna, già dirigente della “storica” scuola elementare di via Solferino, si è riusciti anche a dare alle stampe, per le edizioni di Roberto Cau, un libro sulla vicenda umana e politica del medico oristanese medaglia d'argento della Resistenza.
Busonera era nato il 17 Agosto del 1894 in quella Oristano 'paesana' della civiltà contadina del primo Novecento, “dove le classi meno abbienti mangiano carne di bue solo al servizio militare, e nelle case dei Signori le serve si rassegnavano a camminare scalze e senza scarpe (quando non anche ed essere giovani prede)”, ma appartenente fortunatamente alla media borghesia: era figlio infatti di un piccolo commerciante di gazzose. Dopo le scuole medie frequenta il Ginnasio di Piazza Manno ad Oristano, nel periodo in cui i liberal–massoni del “dominus” giolittiano Enrico Carboni Boy alle elezioni politiche del 1913 vengono surclassati dai socialisti riformisti: fu Felice Porcella il primo a conquistare il collegio al Consiglio comunale di Oristano.
Prosegue poi gli studi a Cagliari frequentando il Liceo Dettori, dove fa la conoscenza di Antonio Gramsci, che lo sensibilizza alle prime lotte socialiste dei lavoratori portuali cagliaritani e delle operaie della manifattura tabacchi. Partecipa alla prima guerra mondiale, e, anni dopo, conseguita la laurea in Medicina, paga care le sue idee liberali: da perseguitato politico è costretto a trasferirsi a Claut in Friuli, con la moglie Maria Borghesan. In quei luoghi privi di benessere, presta la sua opera di medico tra i poveri contadini. Dopo l'8 Settembre del 1943 organizza le forze partigiane: è comandante della Brigata Venezia. La sua innata generosità però lo tradisce: accorso ad assistere un falso partigiano ferito, viene catturato dai repubblichini fascisti e rinchiuso nelle carceri dei Paolotti a Padova.
Quando il 16 Agosto del 1944 viene trovato ucciso il colonnello repubblichino Bartolomeo Fronteddu, un sardo di Dorgali, scatta la rappresaglia: dal carcere vengono prelevati dieci prigionieri, tra cui Lui. Sette vengono fucilati a Chiesanuova, tre, tra i quali proprio Flavio Busonera, vengono impiccati il 17 agosto 1944 in una piazza di Padova. Ecco chi era l’uomo-eroe oristanese Flavio Busonera. Credo che Oristano oggi stia compiendo un grande atto riparativo nei confronti di un eroe a lungo dimenticato! I ragazzi, nel Centro Giovani, ora a Lui intestato a Sa Rodia, sono sicuro che lo apprezzeranno senza riserve e non lo dimeticheranno!
Spero saremo in molti a partecipare a questa inaugurazione: Tutti a Sa Rodia al Centro giovani, il 25 Aprile Alle 10,30!

Ciao, amici, a domani.

Mario

Impiccagione di Flavio Busonera


Monumento a Flavio Busonera a Cavarzere


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