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martedì, aprile 12, 2016

CENTRI STORICI: FACCIAMOLI RIVIVERE, RICREANDO LA SOCIALITÀ DI QUARTIERE. MANUFACTA LAB, UNA START UP PUGLIESE, CI HA PROVATO.



Oristano 12 Aprile 2016
Cari amici,
Cercare di mettere insieme artigiani manuali e digitali (makers): questo l’obiettivo che si è posto Manufacta LAB, una giovane e innovativa start up pugliese che ha ideato un “nuovo modo di fare bottega”, anzi potremmo dire un sistema per “riportare le botteghe dov’erano una volta”, dove sono nate; l’idea è stata concepita per sostenere, coniugando antico e moderno, una nuova imprenditoria giovanile, operativa nei centri storici; idea nata, dunqu, per dare una mano a quella gioventù brava e capace che stenta a trovare le giuste occasioni di lavoro.
Manufacta LAB, questo il nome che si è dato la startup, vuole mettere insieme, in un produttivo coworking, artigiani e makers: un 'luogo comune' per una nuova, diversa e sostenibile imprenditoria giovanile. Ideata e realizzata in Puglia, a Martina Franca (Taranto), questa è la prima startup pensata per rivitalizzare i centri storici, ormai abbandonati in seguito alla larga diffusione delle “Città Mercato”; dislocata nella splendida cornice di Casa Cappellari, l’iniziativa, come spiegano i promotori, “…è nata per dare ai giovani artigiani uno spazio bottega nel quale poter realizzare e vendere i propri manufatti, e al contempo condividere le proprie professionalità con altri colleghi e metterle a sistema con il supporto di giovani makers”.
L’idea madre è dei ragazzi appartenenti all’Associazione Terra Terra, che hanno messo su l’iniziativa grazie alla partecipazione ad un bando regionale (“Mettici le Mani”), curato da Bollenti Spiriti, e alla disponibilità dei Laboratori Urbani Arte Franca. La risultante è che oggi Manufacta LAB è divenuto un luogo di contaminazione tra professionalità diverse, uno spazio-bottega concreto, dove l’artigianato classico entra in contatto con l’artigianato 2.0: uno spazio fisico in cui artigiani e maker possono collaborare, testare prototipi, scambiare conoscenze e sviluppare nuove idee.
L’interessante progetto ha potuto godere di numerose partnership:  a cominciare dalla Regione Puglia, Ente promotore e sostenitore del bando, il Comune di Martina Franca, da sempre vicino alle realtà che generano nuove opportunità di lavoro, il Politecnico Di Bari, che aiuterà il progetto   a diffondere nel territorio gli strumenti, i modelli e le metodologie che il Manufacta Lab fornirà, il Distretto Produttivo dell’informatica, composto dalle imprese IT della Puglia, il  Consorzio Costellazione Apulia, che metterà a disposizione le sue conoscenze e i contatti con le imprese aderenti al Consorzio.
“Qui, a Manufacta LAB, si condividono i macchinari di produzione e si contaminano professionalità diverse, si trasforma in altre parole il concetto di filiera e di collaborazione, e il web allora diventa un necessario strumento di apprendimento e di comunicazione. Ed ecco la necessità di trasformare un esperimento nato con Manufacta, in una mostra mercato, promossa per valorizzare i giovani talenti creativi del territorio, in un presidio stabile di buone pratiche in cui l’artigianato tradizionale incontra finalmente il mondo dei makers”, questo è quanto sostenuto con convinzione dagli organizzatori. In sintesi l’iniziativa è un concreto progetto innovativo: una perfetta sintesi tra il Co-Working rurale e il Fab-Lab.
Il Co-Working, in quanto riesce a dare corpo alle idee nate e scambiate in comune, magari davanti alla macchinetta del caffè, appare proprio la giusta soluzione: in questo ‘stare insieme’ l’artigiano si confronta con il maker, si scambiano le idee e le professionalità, ottimizzando costi, rischi e risultati. A Manufacta Lab il Co-Working viene definito rurale perché inserito, per l’appunto, in un contesto provinciale, lontano dalle grandi città e quindi strettamente connesso con le caratteristiche e il know-how del territorio, in un nuovo modello di bottega artigiana.
Il collegato Fab-Lab, invece, risulta poi addirittura essenziale: mettendo in comune un insieme di strumenti e processi, realizzando una sorta di ibrido tra officina, laboratorio di ricerca e sviluppo e bottega artigiana, completa positivamente il ciclo produttivo . “Qui a Manufacta Lab – spiegano i promotori - è infatti possibile realizzare qualsiasi cosa partendo da un semplice file realizzato in CAD (o altri software analoghi). L’intento allora diventa quello di creare, all'interno di Casa Cappellari, un luogo in cui l’artigianato classico possa trovare uno spazio di sperimentazione, condivisione di esperienze e know-how. Un luogo di vendita sia al dettaglio sia sul web (attraverso l’e-commerce) che reinventerebbe l’idea stessa della bottega”.
Il sistema appena testato pare funzionare egregiamente! All'interno di Manufacta Lab il cliente, grazie al contatto diretto con il produttore e alla produzione in loco, è in grado di scegliere di personalizzare il prodotto, assistendo allo stesso processo produttivo. L’obiettivo è quello di aiutare gli artigiani a usare spunti tecnologici per raggiungere nuovi mercati con i loro prodotti e, contemporaneamente, permettere agli artigiani digitali (maker) di sperimentare e trovare nuovi spunti nell’hi-tech, da applicare alle realtà manifatturiere del territorio. Pensate che all'interno dello “spazio collettivo” è presente anche la web radio “Radio Terra Franca” (al secondo anno di programmazione), una emittente online che vanta un palinsesto ricco e differenziato.

Che dire, cari amici, credo che l’iniziativa sia ottima e possa considerarsi vincente: ripetibile con successo anche in molte altre località, Sardegna compresa. Manufacta LAB è stata inaugurata il 27- 28 febbraio ed ha avuto un gran bel successo. Cosa aspettiamo, allora, noi sardi a 'rimboccarci le maniche' e cercare di riprendere in mano i nostri centri storici rivitalizzandoli con idee simili? Io credo che con un po’ di buona volontà, ingegno, ed un pizzico di fantasia, sia proprio possibile!Se non altro, proviamoci!
A domani.
Mario


Riportiamo la gente nei centri storici...

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