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martedì, marzo 08, 2016

ECONOMIA. BANCHE, PRESTITI E INTERESSI: QUANDO SI RASENTA (E A VOLTE SI SUPERA) LA SOGLIA DELL’USURA.

Oristano 8 Marzo 2016
Cari amici,
avendo fatto per una vita intera il manager bancario, credo di poter affrontare l’argomento di oggi con una discreta competenza. Certo, i tempi da me vissuti all’interno di un Istituto di credito (dal 1970 al 2002) erano ben diversi da quelli attuali, quando le regole del gioco, più elastiche, consentivano condizioni sia di privilegio che di “mano pesante”, senza troppi controlli. Eppure, nonostante la regolamentazione oggi in vigore, certi comportamenti ‘fuori norma’ esistono ancora, eccome!
Sulle banche e sui loro spesso vessanti modi di gestire la clientela si potrebbero riversare fiumi d’inchiostro, in quanto la reale ‘trasparenza’ in effetti non è mai esistita del tutto. Tante le parole sapientemente sbandierate, ma poi di concreto resta poco: un vero e proprio codice d’onore tra banca e cliente risulta quasi sempre assente. Nei contratti, sia di finanziamento che di deposito, oltre le norme scritte in caratteri ben leggibili, tante altre sono sempre state celate nelle pieghe di paragrafi scritti in caratteri talmente minuscoli da essere leggibili solo con la lente; clausole comunque onerose, per le quali è richiesta l'obbligatoria sottoscrizione, pena la mancata concessione del prestito. Credo che l’attuale diffidenza, ormai sempre più diffusa tra i clienti, sia dovuta proprio a questa scarsa trasparenza.
Tralasciando i fatti (e i misfatti) degli ultimi anni, che hanno visto sia in Europa che in America la caduta di molte aziende di credito (anche di colossi bancari multinazionali), ora in Italia sul tappeto ci sono non pochi problemi abbastanza spinosi: quello delle conseguenze del recente salvataggio delle 4 banche in odore di fallimento, quello del costo del denaro, spesso alle soglie del tasso di usura e quello della modifica delle condizioni sui mutui e delle relative garanzie. Circa il primo quesito, quello delle Banche in stato di insolvenza (di ‘bail in e di bail out’ ho già parlato in diversi miei precedenti post su questo blog in Novembre e Dicembre dello scorso anno. Ecco i link per chi è curioso di andare a leggere, o rileggere, queste riflessioni: www.amicomario.blogspot.it/2015/12/banche-e-obbligazioni-subordinate-la.html), del mese di Dicembre e http://www.amicomario.blogspot.it/2015/11/sistema-bancario-e-salvataggi-quando.html, scritto nel mese di Novembre. Oggi, invece, vorrei analizzare con Voi gli altri due problemi: quello dei tassi che sfiorano la soglia dell’usura e quello sulla nuova normativa relativa ai mutui oggetto di mancato pagamento.
Un’indagine del Centro studi Unimpresa, che ha analizzato i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alla determinazione dei tassi praticati, ha rilevato che i tassi praticati sui prestiti erogati a famiglie e imprese possono sfiorare addirittura il 25%! Eppure, a seguito dell'abbassamento del costo del denaro deciso dalla BCE certi tassi sarebbero dovuti drasticamente calare! Per gli scoperti di conto corrente l’indagine ha rilevato che spesso il tasso supera anche il 24% e per gli sconti commerciali delle fatture si arriva anche al 16%. Nel campo dei mutui si può arrivare a tassi del 9%, mentre per il credito al consumo si sfiora il 20%. Vi sembrano tassi accettabili, quando la raccolta dalla clientela ordinaria è mediamente remunerata a tassi inferiori all'1%?
Cari amici, la risultante è che, nonostante il drastico taglio del costo del denaro messo in atto dalla Banca Centrale Europea per incentivare la ripresa, aziende e famiglie non hanno potuto beneficiarne, continuando a ottenere finanziamenti e prestiti (tra l’altro sempre più in diminuzione), a condizioni sempre meno sostenibili. L’effetto congiunto dell'inasprimento dei tassi d’interesse e della contemporanea riduzione dei finanziamenti, (tattica del rincaro praticata dalle banche anche per ridurre la domanda di credito), come ha commentato il Presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, ha messo in ginocchio le aziende della produzione, anche se le banche, per giustificarsi, puntano il dito contro queste imprese sostenendo che “il credito è in calo perché il cavallo non beve: ma il problema è che spesso l'acqua offerta è avvelenata ...".
Infine il terzo problema, quello relativo alle condizioni dei mutui garantiti da ipoteca. Se l’argomento finanziamenti ordinari non è rose e fiori, non lo è nemmeno quello relativo ai mutui, che non dorme certo sonni tranquilli! Il Governo, con l’intento di recepire nel nostro ordinamento la Direttiva europea in tema di finanziamenti per l'acquisto della casa, intende apportare sostanziali modifiche (tra l’altro non espressamente richieste dall’UE) alle norme in vigore. Entrando nei dettagli le modifiche intenderebbero insidiare l'attuale normativa che, nei casi di mancato pagamento delle rate da parte del debitore, fa riferimento all’art. 2744 del Codice Civile, che vieta espressamente il cosiddetto “patto commissorio”, cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”.
Sostanzialmente il Governo, nell’intento di accelerare il recupero dei crediti poco esigibili da parte degli Istituti di credito, vorrebbe introdurre delle clausole capestro per il debitore, così onerose da fargli perdere velocemente il bene dato in garanzia. Queste nuove clausole, infatti, consentirebbero alle banche di entrare in possesso dell’immobile ipotecato e di venderlo, dopo il mancato pagamento di un certo numero di rate, senza dover passare attraverso una causa in Tribunale come avviene ora. L’ipotesi iniziale, prevista dal Decreto Boschi, era quella dell’acquisizione dell’immobile da parte della banca dopo il mancato pagamento di sole 7 rate, portate poi a 18 (anche non consecutive) dopo il compatto coro di proteste sollevate in tutte le sedi. Il Parlamento sarà chiamato a breve ad approvare queste pesanti norme che, consentendo alle banche di entrare subito in possesso del bene dato in garanzia, spoglierebbero un'infinità di famiglie dell'unico bene posseduto dopo una vita di sacrifici.
Cari amici, il problema casa per noi italiani è un problema della massima importanza, superiore a quello esistente in qualsiasi altra nazione. In tempi come quelli che stiamo attraversando, la nuova Legge farà tremare le vene e i polsi a non pochi cittadini che, dopo aver perso il posto di lavoro, si potrebbero vedere privati anche di quella dimora, ultimo rifugio, spesso, di una vita sempre più irta di difficoltà.
Le disgrazie, come l'esperienza insegna, non vengono mai da sole: è come se, legate da un filo invisibile, una si tirasse appresso l’altra! Noi sardi, da secoli vittime e "preda" di dominatori senza scrupoli, siamo abituati più di altri alle prevaricazioni. Non per niente uno dei nostri proverbi, una delle nostre metafore più usate è quella che dice: “Onzi cropu arribat sempere a su poddighe malu” (ogni colpo o accidente arriva sempre al dito già ferito).
Grazie, amici, a domani.
Mario


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