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lunedì, marzo 07, 2016

BELL’ITALIA. QUANDO NELLA “BUONA SCUOLA” SI ARRIVA ALLA CLASSE CON 1 SOLO ALUNNO…

Oristano 7 Marzo 2016
Cari amici,
che in Sardegna la natalità sia sempre più scarsa e che si fatichi, soprattutto nei piccoli centri, a mettere insieme le classi è certamente vero; tuttavia, pensare si potesse arrivare alla caparbietà di restare immobili di fronte ad un fatto eclatante come quello di tenere in piedi una classe con un solo alunno, questo ha quasi dell'assurdo, roba che fa davvero gridare allo scandalo. Il fatto, di cui tutti parlano essendo noto non solo in tutta la nazione ma anche all’estero, merita sicuramente un'attenta riflessione. Per poterne parlare insieme, ripercorriamo, prima di trarne delle conclusioni, il triste percorso di una vicenda, che ha toccato non poco un bambino (Francesco) sfortunato, coinvolto in una storia dal sapore kafkiano.
In una scuola elementare di Nuoro una classe di terza elementare all’inizio dell’anno scolastico risultava composta da 15 bambini; numero abbastanza risicato, considerate le attuali norme in vigore che prevedono classi abbastanza numerose. Del resto non è solo una questione di risparmio: la scuola non è palestra di semplice apprendimento ma luogo anche di aggregazione e di socializzazione. A scuola oltre il nozionismo si impara a stare insieme con il lavoro di gruppo,  un interscambio di apprendimento che forma il carattere, facilitando l’inserimento sociale. Ebbene, tra i 15 bambini di questa classe era presente anche un “ragazzo difficile”: anche più grande di età, in quanto lo scorso Ottobre il TAR aveva imposto alla scuola di retrocederlo di due classi.
L’esuberanza di questo elemento in tempi brevi iniziò a turbare l’armonia della classe, mettendo in difficoltà il regolare svolgimento delle lezioni. Nonostante questo soggetto 'particolare' necessitasse di un insegnante di sostegno, nessun provvedimento fu adottato, per cui molti genitori dei ragazzi, dopo non poche proteste rimaste inascoltate, per poter salvaguardare il regolare svolgimento dell’anno scolastico da parte dei loro ragazzi, chiesero e ottennero il trasferimento dei loro figli in altri istituti cittadini. La classe di conseguenza in tempi brevi si svuotò: 10 ragazzi furono trasferiti e la 3^ classe di Francesco si ridusse a 5 scolari. Tutto questo succedeva alla fine dello scorso Dicembre. A Gennaio il resto della classe, composta oltre che dal bimbo difficile da altri 4 ragazzi, venne ulteriormente falcidiato: i genitori di 3 di questi ragazzi chiesero e ottennero il trasferimento ad altra scuola, mentre il ragazzo difficile fu ritirato dalla scuola e seguito a casa. A questo punto la classe contava 1 solo alunno: Francesco.
Arriviamo così ai primi di Febbraio. Al suono della campanella Francesco si siede solo nel suo banco, con l’insegnante tutta per Lui! Maestra 'individuale', che si alterna con altre 3, tutte a sua disposizione, ma il bimbo non condivide. Egli ha bisogno di rapportarsi ai suoi compagni, di stare con loro, anche di sfogarsi, di fare squadra, ma niente! Poco importa di questa sua esigenza ai burocrati: la classe esiste, c’è e si deve continuare: incredibile ma vero! Immaginatevi il patema d’animo del bambino che, lasciato da solo, inizia a sentirsi oggetto di chissà quale punizione e inizia a piangere e disperarsi. Alla sua età (ha 8 anni), pur bravo e intelligente, non è facile capire il perché delle decisioni dei grandi, e inizia a odiare questo stato di solitudine che ritiene punitivo, arrivando a chiedere ai genitori, poco dopo l’inizio delle lezioni, di essere riportato a casa.
I genitori di Francesco, che fino ad allora avevano sopportato la lenta agonia di questa strana classe, a questo punto chiedono anch’essi di trasferire il loro figlio ad un’altra classe, ma inspiegabilmente ottengono un netto e immotivato rifiuto da parte della dirigente scolastica. È a questo punto che la famiglia giustamente perde le staffe: il loro figlio non può restare a scuola da solo, piangendo continuamente e rovinandosi il carattere. È Impossibile che una soluzione non esista! Il padre, visti vani i tentativi bonari, incarica un avvocato che a questo punto chiede l’intervento della Direzione scolastica regionale. Ormai il caso è di dominio pubblico, avendo varcato i confini dell'Isola. L’avvocato della famiglia, Elvira Evangelista, intervistata dai Media afferma: «Questa situazione sta turbando il bambino. Non capiamo perché la scuola si ostini a non voler trovare una soluzione ragionevole. Una norma specifica impone che le classi siano composte da almeno 15 studenti».
La Direzione Scolastica regionale a questo punto decide di intervenire: invia a Nuoro un ispettore che, senza por tempo in mezzo, sopperendo all’inerzia della dirigente scolastica, decide di sopprimere la classe con un solo studente. Con quel provvedimento quella 3^ con un solo alunno viene cancellata: non esiste più (del resto non sarebbe mai dovuta esistere).  «La scuola si sarebbe dovuta rendere conto senza aspettare l’intervento di un legale che un bambino soffre a stare in aula da solo – commenta l’avvocato Elvira Evangelista – Tra l’altro, una classe con un solo bambino è illegale. Peccato che fino a oggi abbiamo trovato sempre porte chiuse».
Che dire, cari amici, la scuola è il fulcro della formazione delle nuove generazioni e avere come responsabili di strutture così delicate persone che non sanno applicare con intelligenza, capacità e legittimità questo principio è davvero sconcertante. In Italia la scuola di pecche ne ha tante, anche se con i recenti provvedimenti chiamati proprio “Buona Scuola” si sta cercando di migliorare contesti ormai obsoleti, ma con il verificarsi di situazioni e fatti del tipo di quelli di cui stiamo parlando, credo che qualsiasi sforzo di innovazione e cambiamento a poco serva.
Concludo dicendovi che a me questo fatto ha creato tanta amarezza. Tornando alla realtà dei fatti, per il momento Francesco non va a scuola ma resta a casa; la decisione è stata presa dal pediatra, che ha ritenuto, dopo i molti giorni di pianto, che il bambino necessitava di alcuni giorni di conforto da parte dei genitori. A leggere le ultime notizie sulle fasi della disputa, ora pare che il caso stia per avviarsi finalmente a soluzione! Pur in presenza di una elefantiaca lentezza burocratica (complice forse il ventilato ricorso al TAR dei genitori del piccolo), Francesco è stato ammesso a frequentare una 3^ all'istituto Calamida, una classe a tempo prolungato come quella frequentata e ora cancellata, dove potrà, dopo tanta solitudine, ritrovare con i nuovi compagni quella perduta serenità!
A domani.

Mario 

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