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venerdì, maggio 17, 2013

IL GREMIO DEI CONTADINI FESTEGGIA DOMANI 18 MAGGIO IL SUO PATRONO: SANT’ISIDORO.

Oristano 17 Maggio 2013
Cari amici,
Il Gremio dei Contadini festeggia domani il Suo Patrono, Sant’Isidoro. Pur senza offuscare il suo primo riferimento, San Giovanni, a cui da sempre il Gremio è devoto e che porta il Suo nome, Sant’Isidoro, patrono della categoria dei contadini, è stato da sempre tenuto in alta considerazione. Festeggiato consuetudinariamente a metà Maggio, la festa si è consolidata e tramandata per secoli. Anticamente alla festa religiosa era abbinata la festa civile che si celebrava con delle corse di cavalli berberi, che si svolgevano nei vasti spazi intorno alla Chiesa di San Giovanni. La festa fu poi dimenticata per anni, e ripristinata nel maggio del 1997, grazie all’interessamento della Commissione Cultura del Gremio. Domani, quindi, il Gremio al gran completo, al termine della funzione religiosa, intratterrà i numerosi partecipanti al sacro rito, offrendo Loro il tradizionale rinfresco in onore del Santo.
Ho ritenuto opportuno, per evitare che i giovani ne perdano la memoria, ricordare questo umile Santo, Isidoro, contadino spagnolo salito, pur povero e analfabeta, agli onori degli altari. Questo Santo nacque a Madrid intorno al 1070 e lasciò giovanissimo la casa paterna per essere impiegato come contadino. Grazie al suo impegno i campi, che fino allora rendevano poco, diedero molto frutto. Nonostante lavorasse duramente la terra, partecipava ogni giorno all'Eucaristia e dedicava molto spazio alla preghiera, tanto che alcuni colleghi invidiosi lo accusarono, peraltro ingiustamente, di togliere ore al lavoro. Quando Madrid fu conquistata dagli Almoravidi si rifugiò a Torrelaguna dove sposò la giovane Maria. Un matrimonio che fu sempre contraddistinto dalla grande attenzione verso i più poveri, con cui condividevano il poco che possedevano (anche lei diventerà Santa). Nessuno si allontanava da Isidoro senza aver ricevuto qualcosa. Entrambi, sostenendosi a vicenda, continuarono la loro opera di carità, chiamati dal Signore anche a sopportare i grandi dolori della vita, come quello cocente della morte in tenerissima età del loro unico figlio. Isidoro muore il 15 Maggio del 1130 e seppellito, senza particolari onori, nel cimitero madrileno di Sant’Andrea. Isidoro, però, anche dalla nuda terra di quel campo continua a “fare la carità”, dispensando grazie e favori a chi lo invocava, al punto che, quarant’anni dopo, a furor di popolo, il suo corpo incorrotto venne riesumato e portato nella chiesa di S. Andrea. A canonizzarlo, però, nessuno ci pensava. Cinque secoli dopo un grosso miracolo a Lui attribuito ed in favore del re Filippo II, sbloccò la situazione. Il 12 marzo del 1622 papa Gregorio XV gli concesse la gloria degli altari insieme a quattro “grossi” santi (Filippo Neri, Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola e Francesco Saverio). Una comunanza con i grandi della Chiesa, tra i quali, qui in terra, l’illetterato contadino si sarebbe sentito un po’ a disagio! La sua canonizzazione, come recita l’enciclopedia dei santi, portò Isidoro a diventare il “patrono del mondo agricolo.




 Due quindi, cari amici, i grandi protettori del Gremio di San Giovanni, uno dei pochi sopravvissuti ad Oristano, che fino alla prima metà del XIX secolo, contava ben sette Gremi: Muratori, Scarpari, Ferrari, Falegnami, Figoli, Sarti e Contadini. Di queste antiche Corporazioni ne sono arrivate ai nostri giorni solo tre, che continuano a mantenere la stessa denominazione di “Gremi”. Sono ora operativi: la Società dei Muratori di Santa Lucia, la Società dei Falegnami di San Giuseppe e la Società dei Contadini di San Giovanni Battista. Di quest’ultima si ricorda che uno dei suoi compiti principali è quello di organizzare la “Sartiglia” dell’ultima domenica di carnevale, oltre che celebrare tutte le tradizionali feste religiose tradizionali: a Maggio quella di Sant’Isidoro, a Giugno quella della natività di San Giovanni Battista, onorare con la bandiera la partecipazione al Corpus Domini a Giugno, oltre che custodire la Chiesa di San Giovanni dei fiori, sede ufficiale del Gremio.
Cari amici, sarebbe troppo lungo proseguire, ora, con le notizie storiche inerenti le origini di questo Gremio, sui suoi simboli (la bandiera), sulle sue tradizioni e sulla sua Chiesa di San Giovanni, il cui impianto originario risale all’epoca giudicale: la prima fonte storica certa è del 1301. Lo farò nella prossima chiacchierata, cosi da completare il discorso odierno.
A presto!
Mario

                          

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