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domenica, marzo 10, 2013

ITALIA CENERENTOLA D’EUROPA? PER LE AGENZIE DI RATING SI! SENZA UN GOVERNO CREDIBILE SIAMO GIA’ ALL’ULTIMA SPIAGGIA!

Oristano 10 marzo 2013

Cari amici,

come molti di Voi avranno già letto sui quotidiani o sentito nella varie reti TV il rating assegnato da Fitch all’Italia, come “affidabilità del Paese” cala ancora: l’Azienda Italia passa da “A-“ a “BBB+“, in poche parole caliamo al penultimo posto in classifica, prima del livello spazzatura. Era una decisione attesa quella presa dall’Agenzia di Rating e mette ancora più in evidenza la recessione in atto nel nostro Paese, una delle peggiori tra i Paesi membri dell’Unione Europea.

                                      
La decisione dell’agenzia riflette «il risultato inconcludente espresso dal recente voto», che certamente ha messo in allarme i mercati mondiali circa la nostra affidabilità e capacità di portare avanti le improrogabili riforme strutturali, necessarie per far uscire il Paese dalla recessione. Il Tesoro, per bocca del ministro Grilli, ribadisce con forza: «Avanti con le riforme», ma portate avanti da chi? Quella di Fitch è una grande doccia fredda che colpisce l’Italia sulla scena internazionale, dopo l’esito del voto del 24 e 25 febbraio, ma certamente attesa e ineluttabile. La decisione dell’importante agenzia di rating dell’8 Marzo, presa poco dopo le 18.00 a mercati chiusi, falcia di un gradino il rating dei titoli di Stato italiani, portandolo a BBB+ da A- con outlook negativo, allineando il proprio giudizio a quello di Standard & Poor’s e Moody’s, che nei mesi scorsi avevano già abbassato il giudizio sull’Italia.
Fitch inquadra il taglio in un panorama atteso di recessione pesantissima. Un cupo scenario che il  Tesoro, in una nota dettagliata, cerca di ammorbidire riconoscendo all’azione di governo «diversi aspetti positivi» finora portati avanti. Il Ministero di via XX Settembre per bocca di Grilli si dice fiducioso nel fatto che «l’Italia troverà la soluzione politica e proseguirà il processo di riforma in corso». Belle parole…ma i fatti? Il downgrade evidenziato per ultimo da Fitch rispecchia «il risultato inconcludente delle recenti elezioni» che «rendono improbabile la formazione in tempi brevi di un nuovo governo stabile». Fitch continua la sua analisi spiegando che i «dati del quarto trimestre 2012 confermano che la recessione in corso in Italia è una delle più profonde in Europa». Avverte poi che «la sfavorevole posizione di partenza e i recenti sviluppi aumentano il rischio di una recessione più protratta e lunga di quanto inizialmente previsto». Fitch prevede una contrazione del Pil dell’1,8% nel 2013 e vede il debito schizzare vicino alla soglia del 130%, in rialzo dal 125% stimato a metà del 2012. Sono previsioni da capogiro!
L’unica preoccupazione evidente è quella espressa dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, mentre i partiti continuano a litigare sui “punti di un ipotetico programma”, siano essi otto o quant’altro! Napolitano ha recentemente sostenuto, alla celebrazione al Quirinale in occasione della festa della donna, che “La crisi non aspetta! Adesso l’Italia si dia un governo”. Il Capo dello Stato ha, poi, continuato: «Momento complicato, ma lo supereremo. Mi auguro un clima disteso, già dall’elezione dei presidenti delle Camere». Tutto ciò mentre nel PDL Silvio Berlusconi sembra impegnato a districarsi dalle sabbie mobili del processo Ruby e dai fastidi di una congiuntivite che lo hanno portato a farsi ricoverare in ospedale. Nel PD, invece, nonostante le aperture di Bersani al M5S di Grillo per un Governo di minoranza, si attacca Beppe Grillo, a titolo personale, chiedendogli chiarimenti su un’inchiesta del settimanale “l’Espresso”, che rivela l’esistenza di 13 società in Costa Rica riconducibili all’autista del leader 5 Stelle ed a sua cognata. «Il resort non esiste», replica secco Grillo sul suo blog.
Scenari certamente da tragi-commedia, incuranti delle priorità di cui il Paese necessita.
Lo stallo istituzionale, infatti, persiste e Giorgio Napolitano non può che rammaricarsi di queste “bocce ferme”. Salgono pertanto le quotazioni di un eventuale “Governo del Presidente”, nel caso che il formale primo incarico a Bersani risulti infruttuoso. Credo che nel PD non ci sia, in questo drammatico momento, la giusta lucidità. Ieri Renzi, intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, ha dichiarato che: "Se Bersani agli 8 punti aggiungesse l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non farebbe alcun atto di demagogia ma di serietà". "Si ristabilirebbe una sintonia con il Paese", ha aggiunto. Se Bersani fallisce, nuove elezioni, continua Renzi. "Tutto il Pd ha detto: vai avanti Bersani con gli otto punti. Io non sono molto ottimista ma spero che ce la faccia”. “Se non ci sarà il governo Bersani mi sembra naturale che si torni a votare. Prediligo - ha spiegato Renzi - qualsiasi soluzione che dia chiarezze: che siano le elezioni o un governo che faccia un piano sul lavoro e poi la legge elettorale. Ma se andiamo al voto, dobbiamo fare le primarie".
Di certo rimane forte la preoccupazione espressa in particolare da Napolitano, per una «nebbia» che sembra infittirsi invece che diradarsi. In questa fitta “nebbia” il Presidente ha rivolto un nuovo appello ai partiti che sembrano troppo “distratti”, mentre la tempesta si sta addensando sull’Italia: «i problemi urgenti e le questioni di fondo che riguardano l’economia, la società, lo Stato, non possono aspettare, debbono ricevere risposte e dunque richiedono che l’Italia si dia subito un governo ed esprima uno sforzo serio di coesione». Serve coesione quindi, e sin da subito visto che il primo appuntamento cruciale - quello dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato - si sta avvicinando. Anzi, «un clima disteso e collaborativo sarebbe auspicabile e costituirebbe un segnale positivo per chi guarda all’Italia», ha ricordato Napolitano sapendo che i mercati sono in posizione d’attacco.

Chissà se questi moniti, questi suggerimenti, espressi a così alto livello, daranno i frutti sperati. L’Italia non può rischiare di sprofondare in una crisi da cui difficilmente si rialzerebbe in tempi brevi! Il vortice che potrebbe risucchiarci sarebbe un cataclisma che ci farebbe affondare. Gli ultimi esempi, uno per tutti la Grecia, dovrebbe farci riflettere.

Chissà se riusciremo a rinsavire prima che sia troppo tardi!



Riflettiamo tutti.

Mario

                           

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