lunedì, dicembre 25, 2023

LE FERITE INVISIBILI CREATE DALLA "VIOLENZA PSICOLOGICA" MASCHILISTA NELLA TOSSICA RELAZIONE DI COPPIA.


Oristano 25 dicembre 2023

Cari amici,

Oggi è NATALE, auguri a tutti Voi affezionati lettori! Il Natale è festeggiato dai cristiani per ricordare la venuta al mondo di Gesù Cristo, il figlio unico di Dio venuto al mondo per salvare l'umanità dalla violenza, dal peccato, dall'egoismo e da tutto quello che mal si concilia con la pace e la rispettosa convivenza con gli altri popoli della terra. Questo Natale 2023 non è, purtroppo, un NATALE sereno per tanti, in quanto molteplici venti di guerra sconvolgono il mondo; prevalgono l'egoismo, la sete di potere, la prevaricazione e la dominanza sull'altro, praticando una violenza senza sosta. Violenza che l'uomo, ormai, pratica anche in famiglia, in particolare nei confronti delle donne, considerate esseri inferiori, schiave dell'uomo-padrone. Ecco, oggi, giorno di Natale, dedico il mio pensiero e la mia riflessione a tutte le donne del mondo, auspicando per loro quel rispetto e quella parità che ancora manca nel mondo!

Amici, nella relazione di coppia la violenza esercitata dall’uomo nei confronti della donna ha radici lontane. Senza tornare troppo indietro nel tempo, riporto un fatto, avvenuto
nel Seicento a Bologna, città dove andò a processo il senatore Aurelio Dall’Armi, accusato dalla moglie Antonia Sanvitale di averla violentemente picchiata e costretta all’isolamento in alcune stanze della sua residenza. Nel processo l’uomo si giustificò così rispondendo ai giudici, nel corso dell’interrogatorio a cui fu sottoposto: “(…) non credevo che un marito non potesse tenere sua moglie rinchiusa così in casa per corretione…”.

Di casi simili a questo, ma spesso anche alquanto peggiori, sono pieni i secoli successivi, e questa violenza, dettata dalla mentalità predominante maschile perpetuata nei secoli, è arrivata fino a noi, nonostante le “teoriche conquiste” di parità, rimaste però, troppo spesso sulla carta. L’evoluzione, avvenuta in molti campi, non è però riuscita a fa raggiungere quella parità tra uomo e donna, da tanti a parole reclamata, ma purtroppo mai arrivata a destinazione.

La violenza domestica oggi come ieri continua, e i casi denunciati degli abusi effettuati dall’uomo sulla donna rappresentano purtroppo soltanto la punta di un iceberg. Spesso riguardano maltrattamenti e abusi fisici, mentre sfuggono (in quanto non lasciano tracce fisiche) le numerose violenze psicologiche, non prese spesso in considerazione in quanto ritenute anche giuridicamente poco rilevanti. Purtroppo non si dà la giusta importanza alla “Violenza psicologica”, continuamente e ripetutamente perpetrata nei confronti delle donne all’interno (ma spesso anche all’esterno) del focolare domestico.

La “Violenza psicologica”, nella relazione di coppia, rimane sottotraccia, apparendo come una violenza “pulita”, che non lascia tracce; essa è costituita da micro violenze difficili da identificare, da dimostrare, ma che creano danni psicologici molto pesanti nelle vittime. Ne è un esempio lampante il “gaslighting” (Il gaslighting è una tecnica manipolativa usata per guadagnare potere, i cui effetti possono essere distruttivi per chi li subisce). Gli effetti sulla vittima della violenza psicologica, infatti, sono costituiti da disturbi psicosomatici o malesseri psichici, che si manifestano con attacchi di panico e disturbi d’ansia.

La realtà è che nella relazione sentimentale tossica, ogni giorno l’uomo cerca, a proprio uso e consumo, di mostrare in casa il suo potere, dominando la compagna in quanto – di norma – è il più forte economicamente. Questo lo porta a cercare di imporsi attraverso la prevaricazione, che spesso assume la forma della violenza psicologica all’interno della coppia. Sono manifestazioni spesso alquanto subdole, e, ancora peggio, appaiono come socialmente accettabili, perché mascherate da apparenti “buone intenzioni”.

Sono davvero tante le forme di violenza psicologica presenti nella coppia, come spiega la psicopedagogista Paola Campanaro. Sono numerosi gli atteggiamenti posti in atto dall’uomo che creano violenza; uno dei più usati è quello di privare la compagna della libertà, uno dei bisogni più elementari; un altro è quello di esercitare una pressante azione di controllo che le impedisce una normale vita sociale, innescando quel meccanismo che crea stati di ansia e di segregazione, che sfociano in pericolose forme depressive.

È Violenza anche contrastare il bisogno di autonomia del partner, oppure “sfruttare” il partner per il proprio tornaconto come, ad esempio, pretendere che faccia all’occorrenza la bella statuina da esibire, in modo che “l’uomo padrone” possa sfoggiare potere e acquisire maggior prestigio sociale. Questi atteggiamenti sono particolarmente presenti in soggetti affetti da narcisismo patologico, che li porta ad effettuare tali pressanti richieste: “la donna diventa così uno sgabello su cui salire, per esibirsi al meglio agli altri”.

Cari amici, è tempo che la Violenza psicologica, sotto qualsiasi forma esercitata, sia sempre considerata un reato da perseguire (all’interno della violenza di genere), alla pari delle altre violenze fisiche come gli abusi sessuali e lo stupro.  Il logoramento mentale ed emotivo che si consuma nella donna all’interno di una relazione oramai diventata tossica, è una seria minaccia della sua salute, che può portare a conseguenze anche drammatiche. Tutte le violenze dovrebbero essere sempre denunciate! BUON NATALE A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE!

A domani.

Mario

domenica, dicembre 24, 2023

LA NUOVA TRUFFA CHE GIRA NEL WEB: IL “QUISHING”, CHE OPERA TRAMITE L’UTILIZZO DEL QR CODE. ECCO COME DIFENDERSI.


Oristano 24 dicembre 2023

Cari amici,

Il fenomeno delle truffe presenti nel Web è in forte ascesa, con numeri in costante crescita, in particolare negli ultimi mesi, secondo quanto riportato da diverse aziende di cybersecurity. Per tutti i navigatori in rete, pertanto, è raccomandato l’uso della massima prudenza, usando sempre il buon senso ed evitando in primo luogo di inserire i propri dati personali all’interno di siti web dei quali non si è sicuri al 100%. Le truffe informatiche ormai non si contano: al phishing e allo smishing", di recente si è aggiunta una nuova truffa, quella del “Quishing”, che utilizza, come cavallo di troia i QR Code.

La stessa Polizia postale, per evitare ai meno esperti di cadere in questo nuovo tipo di truffa, ha ricordato che "è importante utilizzare sempre le stesse buone prassi che abbiamo già consigliato per difendersi dal phishing e dallo smishing", a partire dalla verifica dell'indirizzo di posta elettronica, visto che spesso il QR Code viene inviato proprio per e-mail. Non è un caso, infatti, se le grandi organizzazioni spesso si dotano di firewall per la posta elettronica come Secure E-mail Gateway. Ma vediamo in dettaglio come avviene questa nuova truffa.

Il Quishing è una variante del più famoso phishing, e consiste in una truffa che si avvale del QR Code, un codice a barre che consente di accedere rapidamente ad un contenuto multimediale senza la necessità di digitare l’indirizzo web della risorsa richiesta. Chiunque può creare un QR code utilizzando i numerosi siti disponibili online. Inoltre, il formato immagine utilizzato dal codice impedisce agli antivirus di rilevare le potenziali minacce contenute al suo interno.

In rete il navigatore curioso di conoscere novità, è sollecitato ad inquadrare il QR Code con la fotocamera del proprio smartphone (magari per accedere all’audioguida di un museo, oppure per visualizzare il menu di un ristorante, così come per pagare un parcheggio), e ingenuamente può finire indirizzato ad un falso sito creato ad hoc dai cybercriminali per cercare di carpire i suoi dati personali e bancari. Per evitare di cadere nella truffa del Quishing, è dunque importante verificare l’indirizzo del sito che si apre dopo aver scansionato il codice, diffidando di URL abbreviati o differenti dal dominio ufficiale.

Una recente ricerca, svolta dall’azienda di sicurezza Check Point Software ha registrato un aumento del 587% delle truffe legate alla scansione di codici a barre bidimensionali. In sostanza, gli hacker che prima lanciavano gli attacchi informatici di Phishing, ora si sono indirizzati a farlo attraverso questo nuovo sistema detto Quishing (incontro tra Qr e Phishing), che, sfruttando i codici a barre bidimensionali, sono diventati la chiave di accesso ad un mondo di informazioni (sconfinate). Per citare qualche dato: nel 2022 solo negli Usa 89 milioni di persone, il 26% in più rispetto al 2020, hanno cliccato almeno una volta su un Qr Code.

Il Quishing, in effetti, si basa sullo stesso principio di funzionamento del Phishing, la classica truffa in cui un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire dati o informazioni personali, finanziarie o codici di accesso. La principale novità di questa (nuova) truffa telematica – che cerca di estrapolare informazioni simulando pagine web create ad hoc per ingannare gli utenti – sta nel fatto che, trattandosi di immagini, non vengono rilevate come minacce dai programmi antivirus, come hanno spiegato gli esperti.

Chiunque, ANCHE UNO NON TROPPO ESPERTO, può generare un Qr Code: basta un sito o un software appositi. Al suo interno i malintenzionati possono inserire di tutto, compresi dei link che rimandano a malware che riescono facilmente ad estrarre i dati ingenuamente forniti dal malcapitato, convinto che la richiesta gli sia stata fatta da un ente affidabile. Ricordiamoci che il mondo di Internet è una foresta piena di lupi e agguati! Muoviamoci sempre con grande attenzione!

Come di recente ha spiegato il quotidiano Il Messaggero, la truffa viaggia principalmente tramite e-mail: Qr Code contraffatti accompagnano un testo con false istruzioni d’uso. Il bello è che questi “Qr Code truffaldini” li possiamo trovare anche per strada, sovrapposti con un adesivo a dei codici autentici, oppure nascosti in un biglietto in cui si chiede la recensione di un prodotto acquistato per ottenere in regalo un buono sconto. Quando la persona inquadra con la propria fotocamera dello smartphone il Qr code, entra in un sito dove gli viene richiesto di inserire credenziali e/o informazioni sensibili. Come ad esempio quelle bancarie.

Cari amici, come difendersi da questa nuova, ingegnosa truffa informatica? Il primo consiglio è quello di verificare le fonti: prima di scansionare un codice QR, assicuratevi che provenga da una fonte affidabile; verificate il marchio, la coerenza del design e la legittimità del sito web o dell'evento che rappresenta. Insomma, “diffidare” sempre, se non si è certi, e, in modo particolare: mai inserire i propri dati personali all’interno di siti web dei quali non si è sicuri al 100%, ricordando che i QR Code generati da applicazioni sicure non portano solitamente a siti in cui vengono richieste credenziali di accesso o di pagamento. Solo rimanendo vigili, è possibile ridurre significativamente il rischio di cadere vittima di attacchi di phishing tramite codice QR. BUONA VIGILIA DI NATALE!

A domani.

Mario

sabato, dicembre 23, 2023

MA SIAMO SICURI CHE GLI ITALIANI SANNO DAVVERO COSA È PRECISAMENTE IL “MES”, OVVERO IL FONDO EUROPEO SALVASTATI, E A COSA SERVE?


Oristano 23 dicembre 2023

Cari amici,

Il “MES”, abbreviazione di “Meccanismo europeo di stabilità”, è un particolare intervento finanziario creato, sulla scia degli interventi resisi necessari nella crisi del debito sovrano del 2010, per concedere a condizioni prestabilite assistenza finanziaria ai Paesi membri in difficoltà. Fu istituito nel 2012, con un trattato intergovernativo, per concedere finanziamenti a quei Paesi in serie difficoltà finanziarie. L’approvazione dell’Italia avvenne durante il Governo tecnico di Mario Monti. A Montecitorio l'ok arriva con 325 voti favorevoli, 53 contrari, 36 astenuti e 214 assenti. Tutti i 168 deputati del Pd presenti votano a favore, così come 83 parlamentari del Popolo della Libertà, 30 dell'Unione di Centro e 14 di Futuro e Liberà.

Il MES è guidato da un Consiglio dei Governatori, composto dai 19 ministri delle Finanze dell'area dell’euro, e assume all'unanimità le principali decisioni. Ha un capitale sottoscritto di 704,8 miliardi di euro (80,5 miliardi già versati), con una capacità di prestito di 500 miliardi. L'Italia, terzo socio dopo Germania e Francia, ne ha sottoscritto il capitale per 125,1 miliardi, versandone oltre 14,3 miliardi. Questo strumento fu riformato nel 2021 (dopo la pandemia), ma, seppure praticamente tutti gli Stati europei ne abbiano approvato la riforma, manca l'Italia, che a tutt’oggi è l’unico Paese che continua a rimandarne la ratifica.

Fino ad ora il MES è intervenuto in aiuto di Irlanda, Portogallo, Cipro, Spagna e Grecia (per 295 miliardi totali considerando anche gli interventi dal 2010). Questo strumento di assistenza agli Stati, in realtà entra in gioco anche nelle crisi bancarie, un passaggio centrale questo, per completare l'Unione bancaria europea. Si prevede, tra l'altro, che il MES possa fare da mediatore tra Stati e investitori privati, nel caso servisse la ristrutturazione di un debito pubblico.

Nel dicembre 2022, dopo che la Germania (dopo aver ricevuto l'Ok della Corte Costituzionale tedesca) approvò la ratifica del MES, l'Italia restò l’unico dei Paesi della zona Euro a non aver approvato la riforma. La realtà è che, per far decollare il meccanismo, l'unanimità è necessaria! Il governo italiano, dunque, deve decidere se ratificare il trattato, scartando le contrarietà e i dubbi posti da una parte dei partiti della maggioranza, oppure DIRE NO e mandare al macero un testo già approvato da tutti gli Stati europei. Per ora il nostro Paese continua a rimandare la ratifica della riforma.

Numerose, come si può immaginare, sono state le polemiche in campo politico, che hanno accompagnato la richiesta di ratifica della riforma; anche tra le forze politiche dell’attuale maggioranza ci sono state e permangono divisioni di non poco conto. Di recente, proprio a ridosso delle imminenti festività natalizie, alla Camera si è concretizzato l’ennesimo “NO” alla ratifica della riforma del MES, creando perplessità, dubbi e malumori all’interno dell’Unione Europea. Tante sono state le ripicche tra i vari schieramenti politici, con ripetuti rimpalli di responsabilità. Per ora si rimanda...ma il momento della verità si ripresenterà ad inizio 2024. Vedremo cosa succederà.

Amici, con il no del Parlamento alla ratifica delle modifiche al MES, l’Italia resta totalmente isolata in Europa, e questo appare un dato fortemente negativo. Come prima conseguenza, per ora, il nostro sistema bancario appare "privo di un’assicurazione". La via d’uscita per l'Italia potrebbe essere la presentazione di una proposta sul vero punto critico del Meccanismo: la sua GOVERNANCE. Ci sono state delle proposte della Commissione Europea per inserire il MES all’interno della legislazione comunitaria, ma finora sono state tutte respinte. 

Se l’Italia è convinta che il MES sia uno strumento utile, anche se ha necessità di ulteriore riforma, il governo di Giorgia Meloni dovrebbe far sapere chiaramente all'UE i motivi che le impediscono di approvare il MES così com'è, lavorando alacremente per presentare una proposta di riforma da portare avanti e chiederne l'approvazione.

Cari amici, rendere più sicuro il sistema bancario europeo credo che sia interesse di tutti, perché il default in uno Stato, in tempi brevissimi può contagiare tutti gli altri. Credo che l’Italia, anziché intervenire con proposte positive motivate, stia comportandosi, in questo momento, come un riottoso Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento!

A domani.

Mario

 

 

venerdì, dicembre 22, 2023

LA BIRRA? È LA BEVANDA ALCOLICA PIÙ ANTICA E DIFFUSA AL MONDO. ECCONE UNA MOLTO PARTICOLARE, LA "NOTHING": ALQUANTO STRANA E “TECNICAMENTE RINFRESCANTE”.


Oristano 22 dicembre 2023

Cari amici,

La birra è ritenuta la bevanda alcolica più antica e diffusa al mondo. Vanta, infatti, una storia millenaria, tanto che le sue origini risalgono ad oltre 3000 anni fa, prodotta nell’antico Egitto. Successivamente la produzione fu perfezionata nei monasteri durante il Medioevo. Ma vediamo come si produce questa antichissima bevanda alcolica, il cui processo di produzione è del tutto naturale ed è chiamato fermentazione. Gli ingredienti utilizzati sono i seguenti: orzo, acqua, luppolo e lievito, che, insieme rendono questa bevanda unica e inconfondibile.

L’acqua è l'ingrediente principale, seguito dall’orzo, un cereale che, una volta germogliato in acqua, prende il nome di malto d’orzo e da cui parte tutto il processo di lavorazione. C'è anche un altro ingrediente importante, che dona aroma e l’inconfondibile amarezza: è il luppolo. Di questo vengono utilizzate soltanto le infiorescenze femminili non fecondate, il cui profumo è notevolmente superiore. Infine c’è il processo di fermentazione che porta il mosto a diventare birra. Processo che avviene solamente grazie all’aggiunta dei lieviti e al tipo di fermentazione scelta.

Vi sono, infatti, birre ad alta fermentazione, per un gusto intenso e corposo (qui viene utilizzato il Saccharomyces Cerevisiae), mentre in quelle a bassa fermentazione, il cui gusto sarà più leggero e fragrante, viene utilizzato il Saccharomyces Carlsbergensis. Ovviamente per produrre la birra è necessario avere una adeguata attrezzatura e uno stabilimento, che sarà composto da: mulino per la macinazione del malto, una sala cotta, dei serbatoi di fermentazione, dei serbatoi di maturazione o unitank, dei macchinari per l’imbottigliamento.

Ebbene, amici, oltre ai grandi produttori di birra ci sono sul mercato anche dei piccoli produttori locali, che, ormai da tempo, producono birre artigianali in piccoli stabilimenti meglio definiti “microbirrifici” o brewupub, ovviamente molto più semplificati dei grandi stabilimenti. Le differenze sostanziale sono: in primis le quantità prodotte e poi il tipo di fermentazione e gli ingredienti aromatizzanti aggiunti, insieme chiaramente all’esperienza del mastro birraio.

Di recente ho letto che è stata lanciata sul mercato una birra molto particolare, prodotta, cosa davvero strana, da un’azienda di telefonia, la NOTHING. È questa un’azienda che fabbrica prodotti di ricezione particolari, estremamente minimali, che il mercato gradisce non poco, come ad esempio l'Android Nothing Phone 2. È questo un prodotto che sorprende alquanto, tanto che questo apparecchio sembra uscito da un film cyberpunk o da una sfilata di Balenciaga.

Amici, questa particolarissima birra, recentemente prodotta dalla Nothing, segue praticamente gli stessi canoni minimali dei prodotto telefonici, tanto che è stata chiamata la “Birra-niente”, tra l’altro definita “tecnicamente rinfrescante”. La domanda che in tanti si sono posti è: questa birra è una birra reale? Si beve? Ha un sapore? Oppure è soltanto una bevanda di pura estetica? La risposta è positiva: sì, è una birra vera, dal gusto pieno, maltato e molto beverino; è stata prodotta in collaborazione con il birrificio britannico Freetime, ed è una birra chiara di riso che può essere bevuta ad ogni ora del giorno e della notte.

È una birra che, tra l’altro, non rispetta gli stilemi classici delle birre più diffuse: non ci sono antichi stemmi nordici, oppure animali, o colori confortevoli e caldi. Questa birra sembra uscita da una fabbrica di cloni e sembra una bevanda che potrebbe essere prodotta o elaborata da un'intelligenza artificiale! Per gustarla al momento ci sono delle difficoltà, in quanto è difficile trovarla fuori dal Regno Unito, ma con la diffusione del commercio online, tutto è possibile.

Cari amici, la birra, quest’antichissima bevanda che attraversa i secoli, continua a scrivere altre pagine di storia, catturando sempre, di anno in anno, secolo dopo secolo, il palato e il gusto di intere generazioni.

A domani.

Mario

giovedì, dicembre 21, 2023

I VANDALI IN SARDEGNA: UNO SPICCHIO DELL'ANTICA STORIA DELL'ISOLA, CHE NEL 533 D.C. DIVENTÒ UN REGNO INDIPENDENTE, CHE PERÒ POCO DURÒ.


Oristano 21 dicembre 2023

Cari amici,

Di dominatori l’antica terra di Sardegna ne ha avuti tanti. Ne aveva ieri e ne ha anche oggi! Se penso ai recenti provvedimenti governativi che hanno assegnato una montagna di miliardi alla Sicilia e neanche soldi per le caramelle alla Sardegna, ritengo che in migliaia di anni non sia cambiato proprio nulla! Eravamo colonia e colonia restiamo, tanto che a breve, oltre le gigantesche servitù militari in passato propinate, ci rifileranno pure le scorie radioattive di tutta l'Italia! E il governo regionale che fa? Continua a fare il servo sciocco...per non dire altro!

Collocata al centro del Mediterraneo, l’isola ha fatto gola a tanti pretendenti, fin dagli albori della sua esistenza. I sardi, comunque, da sempre, hanno sognato una Sardegna indipendente, purtroppo rimasta per secoli solo un sogno, anche se, tuttavia, nel passato ci furono alcuni brevi periodi nella storia della nostra isola che questo sogno sembrava realizzato. Sogno che, però, purtroppo non si realizzò, lasciando l’amaro in bocca. Purtroppo era stato solo un sogno!

Oggi, cari lettori voglio raccontarvi proprio la storia di quell’antico sogno, maturato nei primi secoli dopo Cristo, quando in Europa calarono orde di “Vandali” (in origine un insieme di popolazioni germaniche orientali), che dopo una prima migrazione dalla Scandinavia, andarono alla conquista dell’Europa, insediandosi prima nella Polonia centro-meridionale. Siamo nel I° secolo d.C., e questi vandali cercavano di insediarsi nelle diverse coste europee del Mediterraneo, arrivando fino alle coste dell’Africa.

I Vandali erano un popolo guerriero forte e violento, che, dopo vari spostamenti nell'Europa centro-orientale, nel 406 d.C., attraversarono il fiume Reno e penetrarono nell’Impero Romano d'Occidente. Dopo aver sconfitto i Franchi, si stabilirono nella penisola Iberica; nel 429 circa 80.000 Vandali si spostarono nell'Africa romana, conquistando Cartagine nel 439. La loro avanzata continuò senza interruzioni e nel giugno del 455 saccheggiarono Roma e, verosimilmente l'anno seguente, occuparono la Sardegna.

Durante la campagna di conquista della Sardegna, Olbia, allora una delle città sarde più prospere, venne violentemente attaccata dal mare e il suo porto distrutto. Il possesso della Sardegna garantiva ai Vandali la sicurezza sulle rotte commerciali marittime tra l’Africa settentrionale e il resto del Mediterraneo; insomma, l'isola sarda per il regno vandalo, assumeva un importante ruolo strategico. I vandali, oramai, potevano considerarsi, dopo la conquista dell'ex provincia romana di Sardegna e Corsica, padroni del Mediterraneo che dominarono nel periodo compreso tra il 456 e il 460. In quell’anno fu siglato l’accordo tra Genserico, re dei Vandali, e l'imperatore romano Maggioriano.

Il sistema amministrativo vandalico non differiva molto da quello romano. Una volta conquistata la Sardegna fu affidata a un Governatore, scelto fra gli uomini di fiducia della famiglia reale vandala, che si insediò a Caralis (Cagliari). Il territorio dell’Isola fu suddiviso in vari cleroi (lotti) che furono assegnati in parte alla corona e in parte ai guerrieri. I proprietari terrieri sardo-romani riuscirono in alcuni casi a conservare i propri latifondi in cambio del pagamento di tasse molto salate. La Barbagia invece, così come era avvenuto nella precedente dominazione romana, rimase invece un ducato semi-indipendente. Nel 533 il Governatore vandalo della Sardegna era un certo “GODA”, che, forse approfittando della notevole autonomia di cui godeva, si autoproclamò “Re (rex) dell'Isola”, coniando monete proprie in bronzo, tra cui una raffigurante sul dritto il suo busto e nel rovescio l'effigie del Sardus Pater. Fu quella la prima volta che «la Sardegna assumeva il ruolo di “Stato”, anche se limitato ai territori controllati dai Vandali e, purtroppo, per pochi mesi.».

A disfare i sogni di gloria di Goda furono i Bizantini, seppur in modo indiretto. Mentre il re dei Vandali Gelimero preparava la spedizione di un numeroso esercito nell’Isola, guidato dal fratello Tata per sedare la rivolta, Goda aveva chiesto aiuto per venire in suo soccorso a Giustiniano, che infatti allertò il suo esercito. L’Imperatore d’Oriente dispiegò le forze su due fronti: un primo nucleo fu inviato a contrastare i vandali in Nord Africa, un altro a supportare la ribellione dell’ambizioso “re” di Sardegna. Ma il re dei Vandali Gelimero replicò inviando un grosso esercito, che riuscì a riprendere Cagliari e poi l’intera Sardegna.

Il fedifrago Goda fu giustiziato, e con lui finì anche il Regno di Sardegna. Ma fu la fine anche dei Vandali. I bizantini, infatti, per mano del generale Belisario e del Duca Cirillo, sconfissero prima Gelimero e Tata in Africa, mettendo fine al loro dominio in quella terra, poi si diressero in Sardegna, dove conquistarono prima Cagliari, e poi l’intera isola che così entrò a far parte della sfera di controllo dell’Impero Romano d’Oriente. Il sogno della Sardegna regno autonomo, finiva velocemente: nel 534 nella nostra isola iniziava il dominio bizantino.

Cari amici, alla Sardegna i dominatori non sono mai mancati: ne ieri, ne oggi e forse nemmeno domani. Saremo destinati ad essere sempre colonia? Chissà!

A domani.

Mario

mercoledì, dicembre 20, 2023

I GIOVANI E I DUBBI SUL FUTURO: FARE "VITA INSIEME" CON L’ANIMA GEMELLA O VIVERE DA SOLI? RESTARE "SINGLE" SPAVENTA PIÙ GLI UOMINI CHE LE DONNE.


Oristano 20 dicembre 2023

Cari amici,

In base agli ultimi dati dell’ISTAT, rilevati nell’ultimo censimento permanente della popolazione elaborati dal Sole 24 Ore del Lunedì, nel nostro Paese si contano fino a 8,5 milioni di persone sole, pari al 33,3% delle famiglie residenti in Italia. Stando alle previsioni demografiche dell'Istituto, nel 2041 saliranno a 10,2 milioni, con un incremento del 16,2% sul 2021. Indubbiamente un dato allarmante, che fa presupporre che l’idea di costruire una nuova famiglia sia visto come qualcosa di talmente difficile da affrontare, tanto che si deve rinunciare.

Restare dunque single è un dato che continua a crescere e, recenti sondaggi hanno messo in luce che la vita senza un partner spaventa più gli uomini che le donne.  Lo ha scoperto MEETIC, un sito francese di incontri online fondato nel 2001 in Francia e che dal 2013 appartiene al Match Group. In un recente studio dedicato ai single italiani e al loro rapporto con sé stessi si è scoperto che non è assolutamente vero che alle donne “basta un uomo pur che sia”, come molti pensano! Studiando un campione di 808 persone tra i 18 e i 64 anni non impegnate in relazioni, è risultato che la vita senza un partner spaventa più gli uomini che le donne.

La risultante è che le donne sono arrivate a pensare che, alla fine, se non si trova l’uomo giusto, è meglio “restare sole che male accompagnate”. Una filosofia di vita che intimorisce meno chi risulta già attrezzato a svolgere una vita indipendente, senza legami stabili. Dallo studio è emerso che il 52% delle donne intervistate, contro il 38% degli uomini, non è spaventata dalla vita fuori dalla coppia. Questi dati evidenziano una significativa divergenza di genere nell'approccio all'amore e alle relazioni, e soprattutto nella gestione della vita senza un partner.

Gli uomini, infatti, mostrano una maggiore difficoltà nel gestire le pressioni sociali ed emotive della vita da single. È emerso anche che il 25% del campione maschile intervistato ha dichiarato che essere single, a volte, rende la vita stressante ed influisce sul morale, mentre a rispondere così sono state solo il 15% delle donne. Un altro aspetto interessante è che ben il 65% degli uomini presta più attenzione alla propria immagine, proprio perché non ha un partner con cui condividere la vita, rispetto al 53% delle donne.

Circa i diversi motivi per cui uomini e donne ricercano l’anima gemella, è risultato che quasi la metà degli uomini intervistati (49%), auspica una storia d’amore che culmini idealmente in un matrimonio, mentre solo il 35% delle donne dichiara di condividere questa visione. Quando poi si arriva a parlare di figli, il 58% del campione maschile vede l’amore come un percorso verso un progetto di genitorialità, mentre è della stessa idea solo il 42% di quello femminile.

Da questi dati emerge una nuova realtà: la relazione amorosa non è più percepita esclusivamente come un mezzo per raggiungere obiettivi “tradizionali”, ma anche come un’occasione di crescita personale e condivisione. Quanto alle caratteristiche del partner ideale, entrambi i generi concordano sull'importanza di sincerità, onestà e affidabilità. Le donne però citano anche il rispetto, mentre gli uomini apprezzano il senso dell’umorismo.

Relativamente, invece, alla storia d’amore desiderata, gli uomini hanno utilizzato tre aggettivi chiave: duratura, appassionata e divertente e anche dolce. Le donne invece desiderano una relazione stabile, autentica, divertente. Entrambi i sessi sono d'accordo, però, sui legami su cui fare affidamento e che aiutino ad affrontare la vita con un pizzico di ottimismo in più.

Cari amici, i legami familiari, in particolare in questo Terzo Millennio, stanno velocemente cambiando. Secondo i dati dell'Osservatorio Single di Ipsos, il 60% degli italiani è sempre più incline a trascorrere del tempo in solitaria; dato confermato anche dal fenomeno delle coppie LAT (Living ApartTogether), che, pur considerandosi in coppia rifiutano la convivenza a favore di una modalità distaccata e più libera di vivere la relazione. Un modo certamente "nuovo" di vivere la relazione sentimentale, che per me, però, che da ragazzo ho vissuto in una sana famiglia patriarcale, non è facile da comprendere e accettare…

A domani.

Mario