Oristano 15 settembre 2026
Cari amici,
In questo millennio
sempre più ipertecnologico la vita dell’uomo è sempre più in balia dell’ANSIA e
dello STRESS. Un male, l’ansia, ben nota fin dai tempi più remoti, e uno degli
importanti studiosi del passato, TITO LUCREZIO CARO (circa 94-50 a.C.),
filosofo e poeta romano, noto per il suo capolavoro “De rerum natura”, ha
affrontato con grande competenza il problema. Egli usò anche la poesia per
liberare l'uomo dalla paura (all’epoca quella degli dèi e della morte,
spiegando come tutto debba essere vissuto e affrontato.
Il pensiero di Lucrezio
sull'ansia, magistralmente esposto nella sua opera immortale prima richiamata,
offre anche oggi una validissima filosofia contro l’ansia e lo stress, capace
di trasformare radicalmente il modo in cui viviamo la nostra quotidianità e le
nostre prestazioni. Analizzando il “De rerum natura” e soffermandoci sui temi
psicologici più profondi, scopriremo che è nello studio attento della natura l'antidoto
perfetto contro la paura del fallimento e l'affanno della competizione,
proponendo una vera e propria terapia dell'anima, capace di attraversare
indenne i secoli per arrivare luminosa fino alle generazioni successive.
Per Lucrezio l’ansia che
affligge l’uomo deriva in particolare dall'ignoranza e dalla superstizione, elementi
che affondano le radici nella mente umana. Egli, analizzando con grande
lucidità l'animo umano, paragona gli uomini in preda all'angoscia ai bambini
che tremano nel buio: "Nam veluti pueri trepidant atque omnia caecis in
tenebris metuunt" (traduzione: come i bambini hanno paura di tutto nelle
tenebre cieche). Allo stesso modo noi, in preda all’ansia, temiamo, seppure
alla luce del sole, cose che non sono certo più spaventose di quelle immaginate
dai bimbi.
Amici, l'oscurità dell’uomo
ansioso, di cui parla Lucrezio, non è uno stato fisico, ma mentale. È la cecità
intellettuale, quella vissuta dall’uomo. È, questo meccanismo psicologico, alla
base di quel senso di inadeguatezza, di taedium vitae (noia e disgusto
della vita) e di tormento continuo che logora l'essere umano, portandolo a
desiderare sempre nuovi futili piaceri o a fuggire disperatamente da ipotetiche
minacce divine del tutto inesistenti.
La vita di oggi, seppure
alquanto diversa da quella del passato, continua a soffrire degli stessi mali. La
competizione sfrenata e l'ansia da prestazione prendono il sopravvento, togliendo
all’uomo la necessaria serenità. Allora, utilizzare l'antica filosofia del
passato contro l’ansia e lo stress significa adottare esattamente la stessa
prospettiva razionale suggerita da Lucrezio per disinnescare la pressione
quotidiana. Adottare quegli antichi rimedi diventa un passaggio fondamentale
per tutelare la propria condizione e promuovere proattivamente il benessere
psicologico.
Cari amici, Il Pensiero
di Lucrezio, il grande filosofo romano che aveva elaborato una dottrina centrata
sulla ricerca della felicità tramite il piacere (inteso come assenza di dolore)
e la serenità d’animo, acuto pensiero ben espresso nella sua famosa opera, il capolavoro
“De rerum natura”, cercava di portare l’uomo ad una più ampia conoscenza della
natura, capace di portarlo alla liberazione dalle paure irrazionali.
Il “De Rerum Natura”, è
un poema suddiviso in sei libri, scritti in versi esametri, che presentano in
maniera sistematica la “visione epicurea” del mondo. La scelta di esprimere una
complessa filosofia attraverso la poesia riflette il desiderio di Lucrezio di
rendere accessibile e accattivante un suo forte messaggio filosofico. Il suo
messaggio principale è quello di liberare l’umanità dalle catene della
superstizione e della paura attraverso la comprensione razionale della natura.
La scienza e la filosofia diventano, in questo senso, non solo strumenti di
conoscenza, ma mezzi per vivere una vita migliore. Filosofia valida oggi quanto
ieri!
A domani.
Mario


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